Dal 1° marzo 2026, come previsto dalla riforma della disabilità, viene affidato in via esclusiva all’INPS l’accertamento e la valutazione delle condizione psico-fisiche dei soggetti fragili e vulnerabili.
La riforma punta a rendere il sistema più uniforme, trasparente e veloce, superando la frammentazione territoriale che per anni ha caratterizzato l’accertamento dell’invalidità civile e delle condizioni di disabilità.
In questa guida vi spieghiamo nel dettaglio cosa cambia e quali sono le novità e gli aiuti in arrivo.
COSA CAMBIA CON LA RIFORMA DELLA DISABILITÀ NEL 2026
Con la riforma della disabilità 2026 – avviata dal decreto legislativo n. 62/2024, successivamente modificato dal decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202 (convertito nella legge 21 febbraio 2025, n. 15) – l’INPS diventa il soggetto unico responsabile dell’intero procedimento valutativo di base.
L’obiettivo è superare la coesistenza di più enti e commissioni, che spesso generava tempi lunghi, disomogeneità tra territori e incertezze per i cittadini.
Dopo una prima fase di sperimentazione, che ha coinvolto nel 2025 nove province (Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste) e dal 30 settembre 2025 altre province e a due territori a statuto speciale (Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Trento), dal 1° marzo 2026 il nuovo metodo di accertamento viene avviato in ulteriori 40 province distribuite su quasi tutto il territorio nazionale.
Quindi, a partire da questa data, nelle province interessate dalla terza fase, l’avvio del procedimento di accertamento della disabilità può avvenire esclusivamente tramite la trasmissione telematica all’INPS del certificato introduttivo da parte del medico, che diventa l’unico atto che dà formalmente avvio al procedimento valutativo di base.
Con la riforma si dice addio quindi al doppio passaggio, ovvero quello che prevede, dopo il rilascio del certificato medico, che il cittadino (oppure un patronato o un intermediario abilitato) presenti una domanda amministrativa separata all’INPS per completare formalmente l’istanza di accertamento.
CHI PUÒ RILASCIARE IL CERTIFICATO
Possono rilasciare il certificato medico introduttivo e avviare l’iter di accertamento della disabilità:
- i medici in servizio presso ASL, aziende ospedaliere, IRCCS e centri per malattie rare;
- i medici di medicina generale;
- i pediatri;
- gli specialisti ambulatoriali del SSN;
- i medici in servizio presso strutture private accreditate;
- i medici in quiescenza iscritti all’albo;
- i medici liberi professionisti.
Tuttavia, per poter operare, il medico deve essere profilato come “medico certificatore” sul sistema INPS, seguendo le istruzioni operative fornite con il messaggio INPS n. 639 del 23 febbraio 2026.
Il certificato deve essere trasmesso esclusivamente attraverso il servizio online “Certificato medico introduttivo – Invalidità civile” disponibile sul portale INPS, accedendo da questa pagina con SPID, CIE o CNS.
LE NUOVE PROVINCE COINVOLTE
Di seguito l’elenco completo delle 40 province coinvolte nella terza fase della sperimentazione della Riforma disabilità a partire dal 1° marzo 2026:
- Abruzzo: Chieti;
- Basilicata: Potenza;
- Calabria: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia;
- Campania: Caserta:
- Emilia Romagna: Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna;
- Friuli Venezia Giulia: Pordenone, Udine;
- Lazio: Roma;
- Liguria: La Spezia, Savona;
- Lombardia: Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio;
- Marche: Ancona, Ascoli Piceno;
- Molise: Campobasso;
- Piemonte: Asti, Cuneo, Torino;
- Puglia: Brindisi;
- Sardegna: Cagliari;
- Sicilia: Caltanissetta, Catania, Messina;
- Toscana: Arezzo, Massa Carrara;
- Trentino-Alto Adige: Bolzano;
- Umbria: Terni;
- Veneto: Treviso, Venezia, Verona.
FASE TRANSITORIA
Tutti i certificati medici redatti fino al 28 febbraio 2026 nelle 40 nuove province secondo le modalità precedenti devono essere completati con l’invio della domanda amministrativa entro la stessa data. In caso contrario, la procedura rischia di restare incompleta.
Dal 1° marzo 2026, invece, la nuova modalità diventa obbligatoria e unica. Questo comporta la necessità, per cittadini e patronati, di prestare particolare attenzione alle tempistiche per evitare ritardi o decadenze.
IMPATTO PER I SOGGETTI FRAGILI E LE FAMIGLIE
La riforma rappresenta un tentativo di rafforzare la tutela dei soggetti fragili. Un sistema di accertamento più rapido e uniforme significa:
- tempi più certi per ottenere il riconoscimento della condizione di disabilità;
- maggiore chiarezza nei criteri valutativi;
- riduzione delle disparità territoriali;
- integrazione tra valutazione sanitaria e misure assistenziali.
Per le famiglie, spesso già gravate da carichi economici e organizzativi significativi, la semplificazione procedurale può tradursi in minore stress burocratico e maggiore prevedibilità nei percorsi di accesso alle prestazioni.
SISTEMA NAZIONALE UNICO NEL 2027
Il 2026 è, di fatto, l’anno decisivo per testare su larga scala il nuovo modello. L’estensione a 40 province, tra cui grandi realtà urbane come Roma e Milano, consente di valutare la tenuta organizzativa del sistema INPS, la capacità dei medici certificatori di adattarsi alle nuove procedure e l’effettivo impatto sui tempi di definizione delle pratiche.
Se la sperimentazione darà esiti positivi, dal 1° gennaio 2027 l’accertamento della condizione di disabilità sarà gestito in via esclusiva dall’INPS su tutto il territorio nazionale, segnando la fine del sistema frammentato precedente.
GUIDA AGLI AIUTI PER DISABILI
Per approfondire, vi consigliamo di leggere la nostra guida aggiornata con tutti gli aiuti per disabili che si possono chiedere nel 2026.
ALTRE NOVITÀ, APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI
Interessante anche capire come funziona e cosa spetta alle persone con disabilità e alle loro famiglie con la Legge 104. Questa è stata integrata dalla Legge 106, che introdotto diversi aiuti per queste categorie, che potete approfondire leggendo questo articolo.
Per sapere tutte le agevolazioni disponibili per lavoratori e famiglie, e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.
Se volete restare sempre aggiornati vi invitiamo ad iscrivervi alla nostra newsletter gratuita, al nostro canale Whatsapp e al canale Telegram.
Potete anche seguire il canale TikTok @ticonsigliounlavoro e l’account Instagram.
Seguiteci inoltre su Google News cliccando sul bottone “segui” presente in alto.
