Contratto di espansione per pensione anticipata 2022: come funziona e requisiti

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Photo credit: Delbo Andrea / Shutterstock.com

Il contratto di espansione per la pensione anticipata è una misura che permette uno scivolo pensionistico fino a 5 anni, favorendo il turnover.

Il contratto di espansione, introdotto nel 2019, è stato esteso con la Legge di Bilancio 2022 agli anni 2022 e 2023 e prevede, oltre al prepensionamento, l’accesso alla cassa integrazione straordinaria per chi non ha accesso alla scivolo pensionistico, progetti di formazione e un piano di ricambio generazionale con nuove assunzioni. Riguarda le aziende con più di 50 dipendenti.

In questa guida vi spieghiamo cos’è il contratto di espansione che dà accesso alla pensione anticipata, come funziona e a chi si rivolge.

COS’È IL CONTRATTO DI ESPANSIONE PER LA PENSIONE ANTICIPATA

Il contratto di espansione per la pensione anticipata è uno strumento che permette, tra le altre cose, di favorire l’esodo su base volontaria di lavoratori a cui mancano al massimo 5 anni alla pensione. L’obiettivo di questa misura è incentivare il ricambio generazionale nelle aziende e garantire la riqualificazione del personale. In sostanza, l’azienda paga un trattamento “ponte” pari alla pensione maturata al momento della cessazione del rapporto fino al momento in cui il lavoratore non raggiunge i requisiti per la prestazione pensionistica vera e propria. Si rivolge alle imprese in crisi che vogliono apportare delle modifiche organizzative e produttive finalizzate all’innovazione tecnologica dell’azienda.

È stato introdotto in via sperimentale dal Decreto Crescita convertito in Legge nel 2019 in modifica al precedente “contratto di solidarietà espansiva” previsto dal Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 148. Poi, la Legge di Bilancio 2022 lo ha esteso anche al 2022 e 2023, destinandolo alle aziende di qualsiasi settore con almeno 50 dipendenti (invece di 100) o alle reti di imprese che raggiungono tale soglia dimensionale. Per quanto riguarda le risorse, sono stati stanziati:

  • 80,4 milioni di euro per l’anno 2022;
  • 219,6 milioni di euro per l’anno 2023;
  • 264,2 milioni di euro per l’anno 2024;
  • 173,6 milioni di euro per l’anno 2025;
  • 48,4 milioni di euro per l’anno 2026.

Vediamo insieme i destinatari del contratto di espansione e come funziona.

LE AZIENDE INTERESSATE

Per gli anni 2022 e 2023, possono avviare i contratti di espansione:

  • i datori di lavoro di qualsiasi settore con un organico non inferiore a 50 unità lavorative;

  • aggregazioni stabili di imprese con unica finalità produttiva o di servizi, per le quali il calcolo complessivo della forza lavoro deve tenere conto dei lavoratori in forza a soggetti giuridici diversi e autonomi. Valgono cioè le modalità di computo indicate nel Messaggio n. 2419 del 25 giugno 2021. In tal caso, l’accordo deve essere sottoscritto dai rappresentati legali di tutti i datori di lavoro esodanti.

La pensione anticipata nell’ambito del contratto di espansione vale anche nei confronti dei dipendenti di aziende private iscritti alle casse pensionistiche della Gestione dipendenti pubblici. Tra questi vi sono, ad esempio:

  • i dipendenti di aziende private, originariamente Amministrazioni pubbliche, che sono iscritti alla predette casse pensionistiche per aver esercitato, all’atto della depubblicizzazione dell’Ente, l’opzione per il regime previdenziale preesistente;

  • i lavoratori dipendenti degli Enti pubblici economici e delle Aziende speciali.

REQUISITI DEI LAVORATORI PER LA PENSIONE ANTICIPATA

La pensione anticipata con il contratto di espansione viene riconosciuta in favore dei lavoratori dipendenti:

  • assunti con contratto a tempo indeterminato. L’indennità mensile può essere riconosciuta anche in favore dei dirigenti e dei lavoratori assunti con contratto di apprendistato di cui all’articolo 41, lettere b) e c), del Decreto Legislativo n. 81 del 2015;

  • che risultino iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD) o alle forme sostitutive o esclusive dell’Assicurazione generale obbligatoria, gestite dall’INPS;

  • i quali abbiano risolto consensualmente il rapporto di lavoro entro il 30 novembre 2022, per i piani di esodo riferiti al 2022 ed entro il 30 novembre 2023 per i piani riferiti al 2023;

  • che abbiano manifestato esplicito consenso di adesione all’accordo tra il datore di lavoro e le organizzazioni sindacali aziendali;

  • che si trovano a non più di 60 mesi (5 anni) dalla prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia (67 anni di età e 20 di contribuzione) e pensione anticipata (41 anni- 42 per gli uomini – e 10 mesi di contributi).

COME FUNZIONA IL CONTRATTO DI ESPANSIONE

Il contratto di espansione funziona come uno strumento di aiuto ai fini della riorganizzazione delle imprese in difficoltà. Nella pratica, consiste in un accordo tra il Ministero del Lavoro, l’azienda e le rappresentanze sindacali a seguito di consultazione che consente:

  • la programmazione di riduzioni orarie o sospensione del personale dipendente, a cui viene riconosciuto un trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) per un periodo massimo di 18 mesi, anche non continuativi;

  • la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro per il personale a un massimo di 5 anni dal raggiungimento della pensione – la pensione anticipata di cui stiamo parlando –  mediante l’erogazione di un’indennità ponte a carico dei datori di lavoro;

  • il piano di formazione e riqualificazione per i lavoratori che rimangono in forze all’azienda, secondo i dettami del nuovo Progamma GOL o le misure del Piano Nazionale nuove competenze che vi spieghiamo in questo articolo;

  • il successivo piano di assunzioni per agevolare il turn over generazionale e di competenze;

  • incentivi assunzionali per le imprese con più di 1.000 dipendenti.

CONTENUTI DEL CONTRATTO DI ESPANSIONE

Il contratto di espansione presenta il relativo piano di esodo e deve contenere specifiche informazioni quali:

  • il numero dei lavoratori da assumere e i relativi profili professionali compatibili con i piani di reindustrializzazione o riorganizzazione;

  • la programmazione temporale delle assunzioni;

  • l’indicazione della durata a tempo indeterminato dei contratti di lavoro, compreso il contratto di apprendistato professionalizzante di cui all’articolo 44 del Decreto Legislativo n. 81 del 2015;

  • la riduzione complessiva media dell’orario di lavoro e il numero dei lavoratori interessati, relativamente alle professionalità in organico, nonché il numero dei lavoratori che possono accedere allo scivolo pensionistico;

  • la stima dei costi previsti a copertura dello scivolo pensionistico, per l’intero periodo di spettanza teorica della NASpI al lavoratore;

  • la relativa data presunta di risoluzione dei rapporti di lavoro, uguale per tutti i lavoratori coinvolti dal singolo piano di esodo. È bene ricordare che per il 2022, non può essere successiva al 30 novembre 2022, e per il 2023, non può essere successiva al 30 novembre 2023.

L’INDENNITÁ DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA PENSIONE

Ai lavoratori che hanno diritto allo scivolo pensionistico nell’ambito del contratto di espansione viene riconosciuto un’indennità economica mensile. Il costo sostenuto dal datore di lavoro per lo scivolo è pari alla pensione maturata al momento del recesso. In caso di accompagnamento a una pensione anticipata tra quelle ammesse, il datore di lavoro deve corrispondere anche la contribuzione correlata calcolata sulla retribuzione media degli ultimi 5 anni, fino al raggiungimento dei requisiti.

Per il versamento dell’indennità l’azienda riceve uno sgravio per i primi 2 anni pari all’importo della NASpI che sarebbe spettato al lavoratore, ovvero massimo 24 mesi, comprensivi del decalage dal 4° mese. Dopo i primi 2 anni, corrispondenti alla durata della NASPI, i costi dell’indennità per lo scivolo pensionistico sono interamente a carico del datore di lavoro.

CARATTERISTICHE DELL’INDENNITÁ

Non essendo una “vera e propria pensione”, l’indennità per lo scivolo pensionistico, come chiarito nei documenti di prassi INPS, ha queste caratteristiche:

  • non è possibile applicare su di essa le trattenute per il pagamento degli oneri, quali riscatto, ricongiunzioni o cessioni del quinto;
  • è sottoposta alla tassazione come reddito da lavoro dipendente;
  • non forma oggetto di perequazione annua;
  • è cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo;
  • la reversibilità ai superstiti non è prevista, così come non spettano i trattamenti di famiglia o altre prestazioni collegate al reddito come maggiorazioni o quattordicesima.

CALCOLO DELL’INDENNITÁ

L’indennità per lo scivolo pensionistico prevista dal contratto di espansione si calcola misurando il trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore dalla fine del rapporto di lavoro concordato in modo consensuale e fino all’avvio della pensione. Molti si chiedono quanto si perde con il contratto di espansione. Ebbene, secondo le stime sindacali, con questa misura il lavoratore rischia un taglio sulla pensione dal 20 al 50% del suo importo.

DA QUANDO SI RICEVE LA PENSIONE ANTICIPATA

L’indennità mensile decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di risoluzione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla data di presentazione della relativa domanda. Tra le date di risoluzione del rapporto di lavoro e di decorrenza dell’indennità non vi deve essere soluzione di continuità.

L’indennità mensile è corrisposta fino alla data di raggiungimento della prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia o anticipata, il cui diritto sia stato perfezionato per primo, a carico dell’Assicurazione generale obbligatoria o delle forme sostitutive o esclusive della stessa, gestite dall’INPS.

COME PRESENTARE DOMANDA (AZIENDA)

Per concretizzare il contratto di espansione, per ciascun piano di esodo, il singolo datore di lavoro interessato presenta apposita domanda all’INPS, accompagnata dalla presentazione di una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità in relazione agli obblighi prescritti dalla norma. Come previsto dalla Circolare n. 48 del 2021, il datore di lavoro è liberato dall’obbligo di presentazione della fideiussione nel caso in cui decida di effettuare il versamento della provvista per le indennità, in un’unica soluzione. Poi, il datore di lavoro è tenuto, come specificato dalla Circolare n. 88 del 25-07-2022, a trasmettere alla struttura INPS territorialmente competente:

  • copia del contratto di espansione sottoscritto presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali;

  • “Richiesta di accreditamento e variazione dell’indennità mensile di cui all’art. 41 comma 5-bis, del d.lgs. 148/2015, come modificato dall’art. 1, comma 349, della legge 178/2020”, ovvero il modulo “SC96”, disponibile sul sito INPS nella sezione “Moduli”, in questa pagina;

  • domanda di autorizzazione all’accesso al Portale delle prestazioni atipiche (“PRAT”) per il personale o il delegato individuato dal datore di lavoro a operare sull’applicazione. Ovvero il modulo “AA02”, denominato “Richiesta di abilitazione ai servizi telematici per gli Enti esodanti”, disponibile sul sito INPS, nella sezione “Moduli” , in questa pagina.

Può essere indicato, per ciascuna delle annualità 2022 e 2023, un solo piano di esodo annuale. Solo in casi eccezionali, caratterizzati da platee particolarmente numerose di lavoratori, è possibile prevedere, nel contratto di espansione, due piani di esodo e due diverse date presunte di risoluzione dei rapporti di lavoro, per la stessa annualità.

Terminata l’erogazione della prestazione di esodo dell’ultimo lavoratore interessato al piano annuale, l’INPS effettuerà una verifica a consuntivo degli importi dovuti e procederà all’eventuale rimborso oppure alla richiesta di ulteriori risorse al datore di lavoro.

DOMANDA DI PENSIONE DI VECCHIAIA/ANTICIPATA

Entro la data di scadenza dell’indennità mensile, il lavoratore ha l’onere di presentare domanda di pensione effettiva secondo le consuete modalità, non essendo prevista la trasformazione d’ufficio di tale prestazione in pensione.

SCIVOLO PENSIONISTICO CON I FONDI BILATERALI

L’indennità connessa al contratto di espansione può essere riconosciuta anche utilizzando i Fondi di solidarietà bilaterali, senza bisogno di cambiare il regolamento del Fondo nel caso in cui non preveda questa fattispecie. Con apposita comunicazione, l’INPS fornirà le indicazioni specifiche per ciascun Fondo, come chiarito nella Circolare n. 88 del 25-07-2022.

L’OPZIONE CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA

Oltre allo scivolo pensionistico, l’azienda che avvia il contratto di espansione può anche richiedere l’attivazione della cassa integrazione straordinaria. L’articolo 41 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 148 convertito in Legge e confermato in sostanza dalla Legge di Bilancio 2022, istituisce anche un aiuto per i lavoratori che hanno aderito al contratto di espansione, ma non si trovano a un massimo di 5 anni dalla pensione. In sostanza:

  • per i lavoratori che rientrano dal piano di formazione e di riqualificazione e che non si trovano nella condizione di beneficiare dello scivolo pensionistico è prevista una cassa integrazione straordinaria, in cui la riduzione media oraria non può superare il 30% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile degli interessati;

  • la percentuale di riduzione complessiva dell’orario di lavoro per ciascun lavoratore citato può essere concordata, fino al 100% nel periodo coperto dal contratto;

  • per tali lavoratori è prevista l’erogazione della cassa integrazione straordinaria fino a un massimo di 18 mesi, anche non continuativi. Ciò, in deroga alle durata complessiva degli interventi di CIG nel quinquennio mobile, ovvero pari a 24 o 30 mesi.

RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI

Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 148 (Pdf 334 Kb);

Decreto Crescita convertito in Legge  (Pdf 775 Kb);

Legge di Bilancio 2022 (Pdf 1871 Kb);

Messaggio n. 2419 del 25-06-2021 (Pdf 219 Kb);

Messaggio n° 3252 del 28-09-2021 (Pdf 85 Kb);

Circolare INPS n. 48 del 24-03-2021 (Pdf 341 Kb);

Circolare n. 88 del 25-07-2022 (Pdf 260 Kb).

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

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