Contributi volontari INPS 2026: costi, istruzioni per il calcolo e come funzionano

Ecco le istruzioni sui contributi volontari per dipendenti non agricoli, lavoratori autonomi e iscritti alla Gestione separata con le tabelle 2026

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Sono stati resi noti i nuovi importi dei contributi volontari INPS 2026 per i lavoratori dipendenti non agricoli, per i lavoratori autonomi e per gli iscritti alla Gestione Separata.

La cifra dovuta per i contributi dai prosecutori volontari, tiene conto della variazione annuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, che quest’anno è pari al +1,4%.

In questo articolo vi spieghiamo in modo chiaro e dettagliato quali sono gli importi e quali sono le istruzioni per saldare i contributi volontari. Inoltre, mettiamo a disposizione anche le tabelle ufficiali fornite da INPS.

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COSA SONO I CONTRIBUTI VOLONTARI INPS

I contributi volontari sono versamenti effettuati volontariamente all’INPS da parte di chi, pur non essendo obbligato, desidera garantirsi una copertura previdenziale ai fini pensionistici.

Questi contributi infatti permettono di colmare eventuali periodi rimasti scoperti e di raggiungere così i requisiti necessari per l’accesso alla pensione.

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CHI PUÒ VERSARLI

Come specificato dalla circolare INPS n. 27 dell’11 marzo 2026, le categorie di soggetti che possono effettuare i versamenti dei contributi volontari per l’anno 2026 sono le seguenti:

  • lavoratori dipendenti non agricoli;

  • iscritti all’evidenza contabile separata del FPLD (autoferrotranvieri, elettrici, telefonici e dirigenti ex INPDAI), iscritti al Fondo Volo e al Fondo dipendenti Ferrovie dello Stato SpA;

  • iscritti al Fondo speciale Istituto Postelegrafonici (ex IPOST);

  • giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti;

  • iscritti alle gestioni degli artigiani e commercianti;

  • iscritti alla Gestione Separata.
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COME FUNZIONA IL VERSAMENTO E IL CALCOLO

Il sistema della contribuzione volontaria permette ai soggetti che hanno interrotto o cessato l’attività lavorativa di proseguire il versamento dei contributi per raggiungere i requisiti del diritto alla pensione. Il contributo si calcola applicando l’aliquota specifica della propria gestione alla retribuzione o al reddito medio percepito nell’ultimo periodo di attività.

Gli importi minimi e le fasce di reddito vengono aggiornati ogni anno in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo, che per il 2026 è stata pari al +1,4%.

Esiste un limite minimo di retribuzione settimanale o annuale sotto il quale non è possibile versare (per i dipendenti nel 2026 è di 244,74 euro a settimana). Inoltre, per chi rientra nel sistema contributivo, è fissato un tetto massimo di reddito (122.295,00 euro per il 2026) oltre il quale non sono dovuti contributi. La percentuale da versare dipende dalla categoria di appartenenza e, in certi casi, dall’anzianità maturata al 31 dicembre 1995.

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ALIQUOTE 2026

I costi dei contributi volontari per l’anno 2026 variano in base alla categoria di appartenenza e alla retribuzione o al reddito di riferimento. Di seguito il dettaglio le aliquote previste.

1) LAVORATORI DIPENDENTI NON AGRICOLI

Per i lavoratori dipendenti non agricoli, l’onere finanziario è strettamente legato al momento dell’autorizzazione: chi è stato autorizzato entro il 31 dicembre 1995 versa con un’aliquota del 27,87%, mentre per le autorizzazioni successive la quota sale al 33%. Il calcolo si effettua su una retribuzione minima settimanale che per il 2026 è pari a 244,74 euro. Se la retribuzione annua eccede i 56.224,00 euro, si applica un’aliquota aggiuntiva dell’1% sulla parte eccedente, mentre per chi rientra nel sistema contributivo è fissato un massimale annuo di 122.295,00 euro.

2) ISCRITTI FPLD

Per gli iscritti all’evidenza contabile separata del FPLD (come autoferrotranvieri, elettrici, telefonici e dirigenti ex INPDAI) e per il Fondo dipendenti Ferrovie dello Stato S.p.A., l’aliquota rimane allineata a quella della contribuzione obbligatoria, ovvero il 33%. Al contrario, nel Fondo Volo i costi sono più elevati e diversificati: l’aliquota standard è del 40,82%, ma scende al 37,70% per chi ha aderito ai fondi complementari o al 38% per i nuovi iscritti successivi al 1995 privi di altra anzianità.

3) FONDO SPECIALE (EX IPOST) E GIORNALISTI

Gli iscritti al Fondo speciale Istituto Postelegrafonici (ex IPOST) non subiscono variazioni nel 2026, confermando un’aliquota del 32,65%. Anche per i giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti con rapporto di lavoro subordinato, il costo della prosecuzione volontaria resta speculare a quello dei contributi obbligatori nel FPLD, attestandosi stabilmente al 33%.

4) ARTIGIANI E COMMERCIANTI

Nel mondo del lavoro autonomo, per artigiani e commercianti, il contributo non è fisso ma viene ripartito in otto classi di reddito. Gli artigiani applicano un’aliquota del 24%, che si traduce in un esborso mensile compreso tra un minimo di 376,16 euro e un massimo di 1.124,48 euro. Per i commercianti l’aliquota è leggermente superiore, pari al 24,48%, con costi mensili che oscillano da 383,69 euro per la prima classe fino a 1.146,97 euro per l’ottava.

6) GESTIONE SEPARATA

Per gli iscritti alla Gestione Separata, l’importo si calcola applicando l’aliquota IVS ai compensi medi dell’anno precedente la domanda. I liberi professionisti versano con un’aliquota del 25%, con un costo minimo di 391,84 euro al mese (4.702,08 euro annui). Per i collaboratori e le figure assimilate l’aliquota è del 33%, comportando un pagamento minimo mensile di 517,22 euro (6.206,64 euro annui), calcolato sul minimale di reddito di 18.808,00 euro.

QUANTO COSTA UN ANNO DI CONTRIBUTI VOLONTARI INPS?

Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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