Arrivano diverse novità importanti per le pensioni nel 2026, confermate dall’ultima Manovra.
A partire dagli incrementi mensili del cedolino, a seguito della rivalutazione ISTAT, passando per lo stop a Opzione Donna e a Quota 103.
La Legge di Bilancio 2026 inoltre conferma l’aumento dell’età pensionabile, anche se la posticipa, insieme ad altre forme di uscita anticipata dal lavoro.
Vediamo in questo articolo cosa cambia.
CONFERMATI GLI AUMENTI DELLE PENSIONI NEL 2026
Come ogni anno, anche nel 2026 le pensioni vengono rivalutate per adeguare gli importi all’inflazione. In particolare, dal 1° gennaio 2026, tutti gli assegni pensionistici, comprese le pensioni minime e l’indennità di accompagnamento, aumentano dell’1,4%, in base all’indice di variazione dei prezzi al consumo (ISTAT) registrato nel corso dell’anno precedente e confermato dal MEF.
Il trattamento minimo di pensione per il 2026 è stato fissato a 611,85 euro mensili (7.954,05 euro annui) per effetto della rivalutazione ordinaria. Ma grazie all’incremento straordinario dell’1,3% previsto dalla Legge di Bilancio 2026, l’importo effettivamente erogato sale a 619,80 euro al mese. Questo adeguamento al costo della vita viene applicato integralmente (al 100%) a tutti i trattamenti di importo fino a quattro volte il minimo INPS
Tuttavia, bisogna precisare che l’aumento delle pensioni dal 1° Gennaio 2026 non è uguale per tutti. La rivalutazione, infatti, funziona con il seguente meccanismo a fasce:
- fino a 4 volte il trattamento minimo (ossia per pensioni che arrivano al massimo fino a 2.413,6 euro al mese), spetta il 100% della rivalutazione dell’1,4%. Per esempio, una pensione di 1.500 euro aumenta di +21 euro al mese nel 2026;
- oltre 4 e fino a 5 volte il trattamento minimo (tra 2.413,61 e 3.017 euro), spetta il 90% dell’1,4%, quindi +1,26%. Cioè, ad esempio, una pensione di 2.400 euro cresce di +31,5 euro al mese nel 2026;
- oltre 5 volte il trattamento minimo (cioè quelle superiori a 3.017 euro), spetta il 75% dell’1,4%, ossia il +1,05%. Per esempio, nel caso di una pensione di 3.500 euro, l’aumento è stato di +36,75 euro al mese.
INPS chiarisce anche che la rivalutazione si applica sempre al lordo delle trattenute e, nei casi di pensioni in cumulo o totalizzazione, l’adeguamento viene distribuito sulle singole quote in base al peso percentuale che ciascuna quota ha sul trattamento complessivo.
Inoltre, dall’aumento restano escluse:
- le prestazioni assistenziali;
- le pensioni derivanti da assicurazioni facoltative;
- gli assegni destinati alle vittime del terrorismo;
- le prestazioni di accompagnamento alla pensione anticipata, come l’APE Sociale.
TAGLIO IRPEF PER I PENSIONATI CON REDDITI MEDI
Grazie al taglio dell’IRPEF nel 2026 alcuni pensionati vedranno il netto del proprio cedolino crescere nel 2026. L’aliquota impositiva passa infatti dal 35% al 33% per chi ha redditi compresi nella fascia tra 28.000 euro e 50.000 euro lordi annui.
Il risparmio non è uguale per tutti, ma è progressivo. Più ci si avvicina ai 50.000 euro di reddito, maggiore è il beneficio.
| Reddito Annuo Lordo (RAL) | Risparmio Annuo (Netto) | Aumento Mensile (su 13 mensilità) |
| 30.000 € | ~ 40 € | ~ 3,08 € |
| 35.000 € | ~ 140 € | ~ 10,77 € |
| 40.000 € | ~ 240 € | ~ 18,46 € |
| 45.000 € | ~ 340 € | ~ 26,15 € |
| 50.000 € (e oltre) | 440 € | ~ 33,85 € |
È importante sottolineare che questo aumento fiscale si somma alla rivalutazione per l’inflazione (perequazione) dell’1,4% citata in precedenza. Un pensionato con 35.000 euro di reddito vedrà quindi due aumenti nel 2026: uno lordo dovuto all’inflazione e uno netto dovuto alle minori tasse.
STOP A QUOTA 103 E OPZIONE DONNA
Con la Legge di Bilancio 2026 è confermato lo stop di Quota 103 e Opzione Donna, non rinnovando le deroghe che consentivano l’anticipo pensionistico. La prima misura permetteva infatti l’uscita dal lavoro al raggiungimento dei 62 anni di età con 41 di contributi. La seconda, dedicata alle lavoratrici, offriva un canale di pensionamento anticipato con 35 anni di contributi e un’età anagrafica di 61 anni, riducibile a 60 anni in presenza di un figlio e a 59 anni con due o più figli.
Resta invece confermata la pensione anticipata ordinaria, l’APE sociale e altre forme di pensionamento agevolate per le categorie svantaggiate o tutelate (disoccupati, invalidi, impiegati in attività gravose etc.).
QUANTI ANNI DI CONTRIBUTI SERVONO PER ANDARE IN PENSIONE NEL 2026
Andando a vedere nel dettaglio quanti anni di contributi servono per andare in pensione, questo requisito dipende dal tipo di pensione a cui si accede. Con la persone ordinaria, ovvero quella di vecchiaia, nel 2026 sono necessari 20 anni di contributi versati, con un’età di 67 anni. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 ha confermato altri tipi di antici pensionistici, che prevedono invece requisiti differenti.
Vediamoli nel dettaglio.
MODALITÀ DI PENSIONE ANTICIPA CONFERMATE NEL 2026
La pensione anticipata ordinaria (introdotta dalla Legge Fornero), resta il canale principale di accesso alla pensione a prescindere dall’età anagrafica. In particolare, fino al 31 dicembre 2026, per andare in pensione bastano 42 anni e 10 mesi di contributi agli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi alle donne. Non serve quindi il raggiungimento di un’età anagrafica minima ma, in questi casi, è previsto un periodo di attesa di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti prima di ricevere il primo assegno.
C’è poi l’APE sociale, che è una pensione vera e propria, ma un’indennità “ponte” fino alla pensione di vecchiaia, riservata a categorie tutelate, ovvero: disoccupati, invalidi civili al 74%, caregiver, lavoratori impiegati in attività gravose. Inoltre, per accedervi è necessario avere almeno 63 anni e 5 mesi di età e 30 anni di contributi versati o 36 anni (per chi svolge lavori gravosi). Mentre alle madri è riconosciuto uno sconto dei requisiti contributivi di 12 mesi per ogni figlio (fino a un massimo 2 anni).
Infine, sono state confermate:
- la pensione anticipata contributiva a 64 anni, riservata esclusivamente a chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1° gennaio 1996 (sistema contributivo puro) e ha almeno 20 anni di versamenti effettivi. L’assegno maturato deve essere però superiore a 3 volte l’assegno sociale, ridotta a 2,8 o 2,6 per le donne con figli;
- Quota 41 per i lavoratori precoci, dedicata a chi ha iniziato a lavorare giovanissimo. In questo caso bastano 41 anni di contributi, di cui almeno 12 mesi versati prima del compimento dei 19 anni. Ma l’accesso è riservato ai profili tutelati (disoccupati, invalidi, caregiver o lavori gravosi);
- la pensione anticipata per chi svolge mansioni particolarmente faticose (es. lavori notturni, catena di montaggio), che riconosce l’uscita dal lavoro con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi.
AUMENTO DELL’ETÀ E ADEGUAMENTO SPERANZE DI VITA RIMANDATO
Un aspetto da non dimenticare quando si parla di pensioni è l’adeguamento alla speranza di vita, un meccanismo automatico che interviene sui requisiti anagrafici per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale nel lungo periodo, allineando l’età di pensionamento con l’allungamento della vita media della popolazione, solitamente ogni due anni, tenendo conto delle rivelazioni ISTAT.
Tuttavia, anche a seguito del calo della longevità durante il periodo pandemico, il governo aveva deciso negli anni scorsi di fermare questo meccanismo. Pertanto per diversi i requisiti di pensionamento sono rimasti gli stessi. Ma con la Legge di Bilancio 2026 le cose cambiano.
Quello che è stato deciso è che il requisito dei 67 anni per la pensione di vecchiaia resterà invariato per tutto il 2026. Tuttavia, dal 1° gennaio 2027, secondo le nuove stime, l’asticella si sposterà in avanti di un mese nel 2027 portando la soglia anagrafica a 67 anni e un mese, e di ulteriori due mesi nel 2028, facendo salire l’età di pensionamento a 67 anni e 3 mesi entro la fine del biennio successivo.
Aumenta anche l’età per accedere alla pensione anticipata ordinaria, passando da 42 anni e 10 mesi di contributi a 42 anni e 11 mesi di contributi. Mentre restano invariati i requisiti per chi svolge attività gravose e è impiegato in lavori usuranti. Per queste categorie (come operai edili, infermieri dei turni di notte, maestre d’asilo, ecc.), l’adeguamento non scatterà.
GUIDA ALLA LEGGE DI BILANCIO 2026
Per approfondire, vi consigliamo la nostra guida alla Legge di Bilancio 2026, con tutte le novità che riguardano i pensionamenti e i pensionati.
ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI
Potrebbe anche interessarvi sapere come funziona l’assegno sociale nel 2026 e la cessione del quinto della pensione.
Vi invitiamo a leggere poi il nostro articolo sulle pensioni in aumento nel 2026.
Inoltre, per conoscere tutte le novità per i pensionati, vi invitiamo a visitare questa sezione.
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