Domanda Naspi nel 2025: come fare, cosa cambia, calcolo e novità

Ecco come presentare la domanda NASPI nel 2025. L’INPS ha aggiornato la procedura permettendo di fare richiesta anche attraverso i Patronati

domanda naspi

Anche nel 2025 è possibile presentare domanda per l’accesso alla Naspi in modalità telematica.

La richiesta va inoltrata tramite il sito dell’INPS, sia autonomamente che con l’aiuto di un Patronato.

L’Istituto, inoltre, ha aggiornato la procedura e introdotto un nuovo requisito di accesso per chi si trovi in uno stato di disoccupazione involontaria

In questo articolo spieghiamo come richiederla, cosa cambia e quali sono le novità.

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COME FARE DOMANDA PER LA NASPI NEL 2025

Nel 2025 è possibile fare domanda per la Naspi direttamente dal sito internet INPS, accedendo alla piattaforma dedicata alla disoccupazione denominata “ID 3.0” tramite SPID, CIE o CNS.

Una volta effettuato l’accesso, è necessario seguire il seguente percorso: “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Per disoccupati” > “NASpI: indennità mensile di disoccupazione” > “Utilizza il servizio” > “NASpI-Domanda” > “Utilizza il servizio”. 

Poi, grazie alla procedura semplificata, introdotta con il Messaggio n. 804 del 23-02-2024, l’utente sarà guidato alla compilazione della domanda step by step. 

In alternativa, si può fare domanda tramite:

  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • Enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Come chiarito dall’INPS nel Messaggio numero 575 del 14-02-2025, inoltre, dal 1° febbraio 2025 gli Istituti di patronato possono anche accedere al SIISL anche per le posizioni relative ai percettori di NASpI.

All’interno della lista dei cittadini patrocinati, oltre ai beneficiari delle prestazioni Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) e dell’Assegno di Inclusione (ADI), sono infatti visibili anche quelli che hanno presentato domanda di Naspi o DIS-COLL tramite l’Istituto di patronato medesimo, e il cui stato di lavorazione risulti essere “In liquidazione”.

L’operatore dell’Istituto di patronato può, quindi, scegliere all’interno della lista, tramite ricerca puntuale per codice fiscale, un determinato beneficiario di NASpI o di DIS-COLL e procedere per lo stesso con le attività previste.

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DA QUANDO SI PUÒ FARE DOMANDA

I lavoratori aventi diritto alla Naspi devono, a pena di decadenza, presentare apposita domanda all’INPS entro 68 giorni a decorrere dai seguenti eventi:

  • cessazione del rapporto di lavoro;

  • cessazione del periodo di maternità indennizzato o di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale, se insorti nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;

  • fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;

  • definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;

  • dal 38° giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.
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COSA CAMBIA CON LA NASPI NEL 2025

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto nuovi criteri per l’accesso alla Naspi, in vigore dal 1° Gennaio 2025. In particolare, rispetto al 2024, i lavoratori che si sono dimessi volontariamente o che hanno risolto consensualmente un contratto di lavoro a tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti devono aver accumulato almeno 13 settimane di contributi nel nuovo lavoro prima di richiedere l’indennità. Questo cambiamento mira a evitare abusi e garantire che i lavoratori abbiano effettivamente contribuito prima di ricevere l’indennità di disoccupazione. Per capire però meglio come funziona e quali sono le eccezioni alla regola, vi consigliamo di approfondire con la nostra Naspi nel 2025.

Al riguardo, l’INPS, con la circolare n. 98 del 5 giugno 2025, ha chiarito che ritenersi escluse dalle ipotesi di cessazione per dimissioni e risoluzione consensuale del rapporto di lavoro a tempo indeterminato che richiedono il nuovo requisito delle 13 settimane i casi di:

  • cessazione volontaria del rapporti di lavoro con dimissioni per giusta causa;


  • risoluzione consensuale intervenute nell’ambito del licenziamento per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo;

  • dimissioni a seguito del trasferimento del lavoratore ad altra sede della stessa azienda, a condizione che il trasferimento non sia sorretto da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive e ciò indipendentemente dalla distanza tra la residenza del lavoratore e la nuova sede di lavoro;

  • risoluzione consensuale a seguito del rifiuto da parte del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 chilometri dalla residenza del lavoratore o mediamente raggiungibile in 80 minuti od oltre con i mezzi di trasporto pubblici.

In questi casi, tutelati dalla legge, la NASpI può essere richiesta anche senza il requisito minimo contributivo. Per sapere quali sono gli step da seguire e le condizioni da rispettare, vi consigliamo di leggere il nostro articolo sul nuovo requisito Naspi, aggiornato con le linee guida INPS.

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COMA CALCOLARE LA NASPI NEL 2025

Ricordiamo che la Naspi corrisponde al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali percepita dal lavoratore negli ultimi 4 anni, se la stessa è inferiore all’importo minimo (1.436,61 euro per il 2025, come chiarito nella Circolare n. 25 del 29-01-2025). Se invece è superiore al massimale previsto (1.550,42 euro al mese nel 2025), è pari al 75% dell’importo di riferimento annuo sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e tale importo.

LA GUIDA ALLA NASPI

Mettiamo a vostra disposizione la nostra Naspi nel 2025, aggiornata con tutti gli importi e le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025. Vi spieghiamo in modo semplice e chiaro come funziona, a chi spetta, quanto dura e ogni altra informazione utile.

A vostra disposizione anche le linee guida INPS sul nuovo requisito Naspi nel 2025.

ALTRI AIUTI E COME RESTARE AGGIORNATI

Vi invitiamo a leggere le nostre guide utili a chi è senza lavoro come quella su Supporto Formazione e Lavoro o Assegno di Inclusione (ADI). Utile anche il focus sul Fondo Nuove Competenze, l’approfondimento sul Programma GOL o quello sul sistema duale.

A proposito di aiuti a sostegno dei disoccupati, vi consigliamo i nostri articoli su bonus 2026.

Se volete restare aggiornati su tutte le agevolazioni e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.

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Scritto da Valeria Cozzolino - Giornalista, esperta di leggi, politica, Pubblica Amministrazione, previdenza e lavoro.
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