Importi Reddito di Libertà 2026 aggiornati: di quanto aumenta e a chi spetta

Cambiano gli importi del Reddito di Libertà nel 2026: ecco di quanto aumenta e quali sono le novità

donne vittime violenza

Il Reddito di Libertà 2026 si rafforza con un aumento degli importi mensili.

La misura, destinata alle donne vittime di violenza in condizioni di bisogno, rappresenta un importante strumento di sostegno economico per favorire l’autonomia abitativa, personale e lavorativa durante il percorso di uscita dalla violenza.

Vediamo nel dettaglio di quanto aumenta, chi può richiederlo, come presentare la domanda e cosa succede alle richieste rimaste escluse negli anni precedenti.

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IMPORTI REDDITO DI LIBERTÀ 2026 AGGIORNATI

L’INPS, in attuazione del decreto interministeriale del 17 settembre 2025, ha aggiornato gli importi del contributo che, nel 2026, è aumentato da 500 a 530 euro al mese. Il Reddito di Libertà, però, continuerà ad essere erogato per un massimo di 12 mensilità e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.

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COME AVVIENE IL PAGAMENTO

L’ordine per i versamenti seguito dall’INPS è preciso:

  • prima saranno completate le integrazioni economiche spettanti alle domande accolte nel 2025;

  • successivamente verranno disposti i pagamenti relativi alle domande presentate nel 2026, sempre nel rispetto dei limiti delle risorse disponibili.

L’erogazione resta comunque subordinata alla disponibilità delle risorse statali e regionali destinate al finanziamento della misura. Per questo motivo, anche in presenza dei requisiti richiesti, i tempi di erogazione possono essere lunghi.

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A CHI SPETTA

L’aumento non riguarda soltanto le nuove beneficiarie ma interessa anche molte donne che hanno già ottenuto il beneficio nel corso del 2025.

Infatti, L’INPS con un’apposita ha stabilito che le domande accolte nel 2025 saranno integrate fino al nuovo importo di 530 euro mensili, sempre entro il limite massimo di dodici mensilità e compatibilmente con le risorse disponibili.

L’integrazione sarà finanziata attraverso le risorse statali o attraverso le risorse regionali trasferite per sostenere il Reddito di Libertà. In questo modo viene assicurata una maggiore uniformità del sostegno economico riconosciuto alle beneficiarie.

Inoltre, è l’Istituto che provvede a comunicare direttamente alle interessate l’esito delle procedure di pagamento.

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REQUISITI BENEFICIARIE

Il reddito di libertà può essere richiesto dalle donne vittime di violenza, sole o con figli minori a carico, già seguite dai centri anti violenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali locali. Le destinatarie devono poi rispettare i seguenti requisiti:

  • essere residenti nel territorio italiano;

  • essere cittadine italiane o comunitarie o, in caso di cittadine di Stato extracomunitario, in possesso di regolare permesso di soggiorno;

  • aver intrapreso un percorso di fuoriuscita della violenza presso i centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali;

  • trovarsi in una particolare condizione di povertà e di vulnerabilità, nonché di “urgenza e di bisogno” che deve essere dichiarata e certificata dal servizio sociale professionale di riferimento territoriale che si sta occupando della donna interessata.

La misura è compatibile con altri strumenti di sostegno come l’Assegno di Inclusione o con altre misure che prevedono la fruizione di denaro a favore dei figli a carico, erogate dalle Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli Enti locali, o di altri sussidi economici a sostegno del reddito (NASpI, CIG ecc.).

CONDIZIONI NECESSARIE

Tra gli elementi che devono essere accertati figurano:

  • lo stato di bisogno della richiedente;

  • il proseguimento del percorso di uscita dalla violenza;

  • la completezza della documentazione richiesta.

DOMANDE RESPINTE PER MANCANZA DI FONDI: COSA FARE

Le domande che non avevano ottenuto il contributo nel 2025 esclusivamente per esaurimento delle risorse (presentate entro il 31 dicembre 2025) si considerano decadute.

Tuttavia, le interessate possono presentare una nuova domanda dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, così da concorrere all’assegnazione del contributo maggiorato previsto per il nuovo anno.

Si tratta quindi di una nuova possibilità per accedere alla misura, fermo restando il rispetto di tutti i requisiti previsti.

COME PRESENTARE LA DOMANDA DEL REDDITO DI LIBERTÀ

Le interessate in possesso dei requisiti possono presentare domanda dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. La misura infatti è stata confermata “a regime”, il che significa che non ci sono più finestre chiuse come negli anni passati.

Non c’è un canale diretto per fare la richiesta, ma le donne che ne hanno diritto devono rivolgersi ai Servizi Sociali del proprio Comune o a un Centro Antiviolenza riconosciuto, che provvederanno a inviare l’istanza all’INPS per conto loro. Inoltre, non è escluso che gli Enti che gestiscono le istanze, possano prevedere una procedura di domanda online per il Reddito di libertà. Conviene, quindi, chiedere informazioni direttamente agli sportelli locali per sapere qual è la procedura adottata in quel territorio.

In questo caso si fa riferimento al Municipio nel cui ambito è avvenuta la presa in carico da parte del centro antiviolenza e del servizio sociale, a prescindere che in tale Comune la donna abbia fissato la residenza o il domicilio.

Solitamente la domanda deve essere accompagnata da:

  • una dichiarazione del centro antiviolenza che attesti il percorso di emancipazione e autonomia della richiedente;

  • una certificazione dello stato di bisogno economico rilasciata dal servizio sociale competente.

Dopo di che, il sistema informativo dell’INPS prende in carico la registrazione e procede all’invio di una ricevuta di presentazione all’interessata. Le interessate possono in ogni caso presentare l’istanza avvalendosi di un rappresentante legale o un delegato.

GUIDA AL REDDITO DI LIBERTÀ

Per approfondire, vi consigliamo di leggere la nostra guida sul Reddito di Libertà, dove vi spieghiamo nel dettaglio come funziona.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI 

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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