Bonus per mamme disoccupate nel 2026: tutti gli aiuti disponibili

Ecco quali sono i bonus mamme disoccupate, ossia gli aiuti dedicati alle donne con figli che non hanno un impiego

mamma, mamme

Sono diversi i bonus per le mamme disoccupate nel 2026.

Per le donne con figli a carico che non hanno un impiego, infatti, lo Stato riconosce tanti aiuti e agevolazioni che si possono richiedere durante l’anno.

In questo articolo vi illustriamo nel dettaglio quali sono e a chi spettano.

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QUALI SONO I BONUS MAMME DISOCCUPATE 2025

I bonus per le mamme disoccupate sono incentivi e aiuti economici riconosciuti dallo Stato nel 2026 per sostenere le donne che sono senza lavoro e che hanno figli a carico.

Questi bonus possono variare per requisiti ed importi e possono prendere la forma di sussidi mensili o pagamenti una tantum. 

Ecco gli aiuti attivi.

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1) ASSEGNO MATERNITÀ COMUNI

L’assegno di maternità dei Comuni, anche detto “assegno di base”, è una prestazione assistenziale concessa dai Comuni e pagata dall’INPS. Rientra tra i bonus mamme disoccupate in quanto il sussidio è rivolto a chi ha un ISEE molto basso e nessuna copertura previdenziale. Il limite è ricalcolato ogni anno in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo. In questa guida vi spieghiamo nel dettaglio quanto spetta.

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2) ASSEGNO MATERNITÀ DELLO STATO

Sostenuto dalle risorse statali, l’assegno di maternità dello Stato si affianca a quello dei Comuni ed è destinato alle mamme disoccupate che soddisfano determinati requisiti. Per beneficiare del contributo, la madre deve rientrare in una delle seguenti tre casistiche:

  • licenziamento o dimissioni per giusta causa e aver maturato almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo compreso tra i 18 e i 9 mesi precedenti la nascita del bambino (o l’ingresso in famiglia in caso di adozione/affidamento);

  • cessazione di una prestazione previdenziale (es. NASpI), se la madre ha percepito un’indennità di disoccupazione (come la NASpI), la mobilità o la cassa integrazione, deve aver svolto l’ultimo giorno di tale prestazione da non più di 9 mesi rispetto alla data del parto o dell’adozione;

  • lavoratrici con contratti precari o stagionali (recesso o scadenza contratto), se il rapporto di lavoro è terminato prima del parto, la madre deve far valere almeno 3 mesi di contribuzione nell’ultimo anno e il periodo tra la perdita del lavoro e la data del parto non deve essere superiore a 9 mesi.

Per approfondire quanto spetta, vi rimandiamo alla nostra guida.

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3) BONUS ASILO NIDO

Tra i bonus mamme disoccupate vi è il bonus asilo nido riconfermato per il 2026. Si tratta di un sostegno economico, erogato come rimborso delle spese sostenute per l’asilo o per forme di assistenza domiciliare, è destinato ai genitori di figli nati, adottati o affidati.

Questo bonus può coprire il costo delle rette di asili nido pubblici e privati autorizzati, oppure finanziare forme di assistenza domiciliare per bambini con gravi patologie croniche che impediscono la frequenza dell’asilo. Il suo valore varia in base al reddito familiare. Per conoscere la cifra spettante esatta e la procedura per richiederlo vi invitiamo a leggere la guida al bonus nido.

4) BONUS 1000 EURO DOSOCCUPATI (BONUS SAR)

Il bonus Sostegno al Reddito (SaR) è un’indennità da 780 o 1.000 euro, destinato alle disoccupate che hanno lavorato con un contratto in somministrazione, purché in possesso di determinati requisiti. L’importo può variare a seconda della persona che lo richiede e dai giorni di lavoro accumulati.

5) BONUS LIBRI

Anche nel 2026 le Regioni italiane continueranno a riconoscere i bonus per l’acquisto di libri per la scuola.  Si tratta di un aiuto erogato sotto forma di contributo economico, voucher o agevolazione per le famiglie che devono sostenere i costi per l’acquisto dei testi scolastici dei loro figli, che può essere richiesto dalle mamme disoccupate, per sostenere l’istruzione dei loro figli. Ha un importo variabile e per capire come ottenerlo bisogna rivolgersi alla propria Regione o al Comune di residenza. Per tutti i dettagli su come funzionano, rimandiamo alla guida sul bonus libri scuola.

6) CARTA ACQUISTI

Riservata alle famiglie con minori di 3 anni (o cittadini over 65) con un ISEE e un reddito non superiore a 8.230 euro per il 2026. Consiste in una ricarica bimestrale di 80 euro (40 euro al mese) utilizzabile per la spesa alimentare e il pagamento delle bollette energetiche. In questa guida vi spieghiamo nel dettaglio come si ottiene.

7) CARTA DEDICATA A TE

Confermata per il 2026 con uno stanziamento di 500 milioni di euro, la Carta Dedicata a Te è destinata ai nuclei familiari con ISEE inferiore a 15.000 euro (con priorità ai nuclei con figli piccoli), prevede l’erogazione una tantum di un importo pari a circa 500 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Tutti i dettagli su come ottenerla sono riportati in questa guida.

8) ASSEGNO UNICO E UNIVERSALE PER I FIGLI

Rappresenta il pilastro di sostegno per la natalità e spetta a tutte le categorie, inclusi i nuclei familiari con genitori disoccupati. Viene erogato mensilmente per ogni figlio a carico, dal 7° mese di gravidanza fino al compimento del 21° anno di età (senza limiti di età in caso di figli con disabilità).

L’importo base varia in funzione del valore ISEE. Per i bambini nel loro primo anno di vita è previsto un incremento del 50% della quota base. Nel caso di madri single disoccupate, si ha diritto alla quota base e alle relative maggiorazioni previste per i nuclei monogenitoriali o a basso reddito, ma non alla maggiorazione specifica per entrambi i genitori lavoratori. Importi e condizioni di accesso alla misura sono riportate nel dettaglio in questo articolo.

9) ASSEGNO DI INCLUSIONE (ADI)

Per le famiglie in cui sono presenti figli minorenni e vi è una condizione di disoccupazione, l’Assegno di Inclusione costituisce una misura di sostegno al reddito fondamentale. Il beneficio economico parte da una base di 500 euro mensili per i nuclei monocomponenti, a cui si sommano le maggiorazioni della scala di equivalenza (85 euro in più per ogni minore nel nucleo) e un eventuale contributo per l’affitto fino a 280 euro al mese.

Dal 2026 la procedura di rinnovo è diventata più flessibile: dopo le prime 18 mensilità, il sostegno può essere rinnovato per altri 12 mesi senza l’obbligo del mese di sospensione precedentemente previsto, fermo restando che la prima mensilità del rinnovo è corrisposta al 50%. In questa guida vi spieghiamo nel dettaglio come funziona e quanto spetta.

10) SUPPORTO PER LA FORMAZIONE E IL LAVORO (SFL)

Se la madre disoccupata ha un’età compresa tra i 18 e i 59 anni, non fa parte di un nucleo familiare beneficiario di ADI e partecipa a progetti di formazione, orientamento o politiche attive del lavoro, può richiedere questo sussidio individuale.Si tratta di un’indennità mensile di 500 euro per un massimo di 12 mesi non rinnovabili, riconosciuta a chi ha un ISEE non superiore a 10.140 euro. Le modalità di richiesta e le condizioni per ottenere il supporto, sono illustrati nel dettaglio in questo approfondimento.

11) ESENZIONE PAGAMENTO TICKET SANITARIO

Possiamo aggiungere ai bonus per le mamme disoccupate anche il diritto all’esenzione del ticket sanitario. Infatti, tale esenzione può essere chiesta in base a determinate soglie di reddito che corrispondono a ISEE molto bassi. La misura – tra gli altri casi – può essere richiesta per bambini di età inferiore a 6 anni e in presenza di un reddito familiare inferiore a 36.151,98 euro annui lordi, nonché da persone con più di 65 anni di età, con reddito familiare complessivo massimo di 36.151,98 euro annui lordi annui. La misura, in quanto strutturale, è confermata anche nel 2026.

12) REDDITO ALIMENTARE

A sostegno delle spese familiari e dunque, anche delle mamme disoccupate, è confermato nel 2026 anche il reddito alimentare. L’aiuto è per coloro che si trovano in situazioni di povertà assoluta e serve a combattere lo spreco di cibo. Si tratta di un supporto che consiste nell’erogazione di pacchi alimentari realizzati con i prodotti invenduti dei negozi della distribuzione alimentare che altrimenti verrebbero buttati. Per capire nel dettaglio come funziona, vi consigliamo di leggere la guida sul Reddito Alimentare.

13) NASPI

La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione che offre un sostegno economico ai disoccupati. Spetta alle lavoratrici con contratto subordinato che hanno involontariamente perso l’occupazione, quindi sono stati licenziati. Non spetta a chi si dimette, ossia se è la dipendente che sceglie di lasciare lavoro, salvo alcune eccezioni tra cui le dimissioni per gusta causa. L’indennità mensile di disoccupazione massima è pari a un limite massimo di 1.584,70 euro lordi nel 2026Tutti i dettagli sulla misura li trovate in questa guida.

14) DIS COLL

Le mamme disoccupate ma precedentemente assunte con contratti di collaborazione coordinata  e continuativa, se hanno perso il lavoro possono richiedere la DIS-COLL nel 2026. Si tratta di una indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi, erogata dall’INPS. L’INPS ha reso noto che l’importo massimo erogabile a titolo di DIS-COLL in favore dei beneficiari è pari a 1.584,70 euro. In questa guida spieghiamo i requisiti richiesti per beneficiare della DIS-COLL e come si calcola il beneficio.

15) VOUCHER CONCILIAZIONE PER LA CURA FAMILIARE

Sono attivi anche nel 2026 i voucher di conciliazione per la cura familiare, anche detti “voucher vita lavoro“. Si tratta di contributi economici destinati alle famiglie con ISEE bassi (tra cui anche madri senza impiego) da utilizzare per servizi di assistenza e cura di bambini, disabili o anziani presenti nel nucleo familiare. Con minime differenze territoriali su importi, requisiti e criteri di erogazione, tali voucher sono, in genere, finalizzati a sostenere le persone nella conciliazione vita-lavoro, aiutandole a far fronte alle spese per usufruire di servizi di cura e di conciliazione. Vi spieghiamo spieghiamo come funzionano nella nostra guida.

16) ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE

L’Assegno di Ricollocazione (AdR) è una misura di politica attiva che consiste nel rilascio di voucher per disoccupate. Questi voucher servono per ottenere un servizio di assistenza intensiva e personalizzata alla ricerca di occupazione. Dunque, non si tratta di una somma di denaro riconosciuta alle mamme disoccupate, ma di un buono. È spendibile presso i Centri per l’Impiego o altri soggetti accreditati per lo svolgimento dei servizi per il lavoro. L’importo dell’AdR, infatti, viene riconosciuto all’operatore che assiste il disoccupato per il reinserimento lavorativo.

GUIDA AI BONUS PER LE FAMIGLIE E I FIGLI

Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere quali sono i bonus per i figli e i bonus per la famiglia che possono richiedere anche le mamme. A vostra disposizione mettiamo poi l’elenco aggiornato di tutti i bonus attivi nel 2026.

ALTRI AIUTI E GUIDE INTERESSANTI

Potrebbe tornarvi utile l’approfondimento dedicato ai bonus spettanti a chi è in maternità.

Interessante poi sapere come funziona il Fondo garanzia prestiti per famiglie numerose e il nuovo part time agevolato per genitori.

Per conoscere tutti gli aiuti per lavoratori e famiglie disponibili potete visitare questa pagina.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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