Invalidità civile nel 2026: cosa cambia, importi, novità e aumenti

Aumenta la pensione di invalidità civile nel 2026 e rimangono confermate le nuove modalità per fare richiesta. Ecco cosa cambia

invalidità civile

Nel 2026, ci sono diverse novità riguardanti l’accertamento e il riconoscimento dell’invalidità civile in Italia.

Grazie alla riforma della disabilità, ha preso il via il nuovo sistema di valutazione funzionale,  l’intera procedura di accertamento è stata semplificata e, dal 1° Gennaio 2026, estesa a tutto il territorio italiano.

Inoltre, cambiano anche gli importi. Dal 1° gennaio infatti scatta l’adeguamento annuale dell’assegno, che aumenta. Mentre, per alcune categorie, la Corte Costituzionale ha stabilito che la pensione di invalidità non potrà più essere inferiore a 603 euro mensili. 

In questa guida vi spieghiamo cosa cambia e quali sono le nuove regole e le novità introdotte.

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INVALIDITÀ CIVILE NEL 2026, QUALI SONO LE NOVITÀ

Nel 2026, la nuova procedura di domanda di invalidità civile, prevista dalla riforma della disabilità, viene estesa a tutto il territorio nazionale.

Dopo il periodo di sperimentazione, che aveva coinvolto solo alcune province, dal 1° gennaio ogni richiesta viene gestite con il nuovo sistema telematico, riducendo i tempi di attesa e migliorando l’accesso ai servizi.

Non è più possibile presentare una domanda “fai-da-te” senza passare dal medico (di famiglia o specialista ASL), che compila il certificato online e lo trasmette direttamente all’INPS.

Al cittadino viene rilasciata una ricevuta con un numero di certificato univoco. Questo avvia l’iter di riconoscimento dell’invalidità civile.

Una volta emesso il certificato, l’INPS invierà all’interessato una raccomandata con i dettagli (data, ora e luogo) per la visita medica. L’accertamento della disabilità si concluderà in un’unica fase di valutazione. Questo è il punto più importante.

In passato, per diverse prestazioni (invalidità, legge 104, cecità, ecc.) potevano servire visite separate. Il nuovo sistema mira a valutare la condizione della persona in un unico momento, semplificando la burocrazia e riducendo il numero di visite mediche necessarie.

L’INPS è stato individuato come il soggetto pubblico titolare esclusivo della nuova procedura di riconoscimento dell’invalidità civile. Questo significa che tutte le domande e le valutazioni sono gestite centralmente dall’Istituto.

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COME FARE DOMANDA DI INVALIDITÀ NEL 2026

Ecco i passaggi da seguire per presentare domande nel 2026, dopo che la procedura per richiedere l’invalidità civile è diventata interamente digitale:

  • il primo passo non è più la domanda cartacea, ma il rilascio di un certificato telematico. Pertanto bisogna recarsi dal proprio medico di base, o da uno specialista abilitato (accreditato INPS), che si occupa di verificare e poi inserire (online) le patologie accertate del paziente. Al termine di questa visita, viene rilasciata una ricevuta con un numero univoco di certificato. Dopo di che, ci sono 90 giorni di tempo dalla data del certificato per inviare la domanda vera e propria. Se passano più di 3 mesi, il certificato scade e bisogna rifarlo;

  • una volta ottenuto il numero del certificato, si può procedere all’invio della domanda accedendo al sito ufficiale dell’INPS tramite SPIDCIE o CNS. A questo punto basta selezionare il servizio “Domanda di Invalidità Civile” e inserire il codice univoco rilasciato dal medico per collegare correttamente la documentazione sanitaria alla richiesta. In alternativa, ci si può rivolgere a un ente di assistenza (patronato o associazioni di categoria come ANMIC, ENS, UIC, ANFASS) che invierà la pratica per conto dell’assistito.

Dal 2026 è a pieno regime il servizio di allegazione documentale. In molti casi, caricando online i referti medici e la documentazione clinica aggiornata durante la domanda, l’INPS potrebbe decidere di valutare il caso “sugli atti“, ovvero senza convocare fisicamente a visita, accelerando notevolmente i tempi.

Se la documentazione caricata non è sufficiente per una valutazione automatica, viene inviata una raccomandata A/R (o una notifica digitale su MyINPS/App IO) con la data, l’orario e il luogo della visita.

Dopo la visita, viene rilasciato il verbale digitale. E se la percentuale riconosciuta è pari o superiore al 74%, si attivano automaticamente le procedure per l’erogazione dei benefici economici.

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IMPORTI 2026, DI QUANTO AUMENTANO

L’INPS ha confermato la rivalutazione degli assegni pensionistici e assistenziali per il 2026, pari a +1,4%.

La percentuale è quella stabilita dal Decreto Ministeriale che ogni anno fissa l’indice di adeguamento al costo della vita sulla base dei dati ISTAT e aggiorna gli importi delle pensioni previdenziali e assistenziali.

In base a quanto stabilito, quindi, ecco di quanto aumentano gli importi della pensione di invalidità dal 1° gennaio 2026 e il confronto con lo scorso anno:

Prestazione Importo 2025 (€) Importo 2026 (€)
Pensione Invalidi Civili Totali / Sordi / Assegno parziali 336,00 340,70
Pensione Ciechi Civili Assoluti 363,37 368,46
Indennità Accompagnamento Invalidi Civili Totali 542,02 549,61
Indennità Accompagnamento Ciechi Assoluti 1.022,44 1.036,75
Indennità Comunicazione Sordi 267,83 271,58
Lavoratori Talassemia Major / Drepanocitosi 603,40 611,85
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QUANDO E PER CHI SCATTA L’IMPORTO MINIMO

Come stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 94/2025, che ha modificato una parte della Legge Dini del 1995, dal 10 Luglio 2025 l’importo dell’assegno di invalidità non potrà più essere inferiore a 603,4 euro mensili per:

  • chi rientra nel sistema contributivo puro;

  • chi ha perso una parte significativa della propria capacità lavorativa e non ha potuto accumulare un montante contributivo adeguato.

Questo perché escludere tali lavoratori dall’integrazione al minimo avrebbe significato esporli al rischio di povertà, soprattutto in assenza di altri sostegni economici.

Di conseguenza, l’importo sarà integrato fino a 603,4 euro mensili, anche se sulla base dei contributi versati risulta inferiore.

I REQUISITI PER RICEVERE LA PENSIONE DI INVALIDITÀ

Possono ricevere la prestazione le persone con disabilità riconosciuta in una percentuale compresa tra il 74% e il 99%. La pensione di invalidità ha un importo variabile in base al tipo di disabilità ed è vincolata al reddito.

Possono ottenerla le persone invalide e con disabilità, come identificati dal Decreto disabilità. Ossia, a chi presenta compromissioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali durature, che, in combinazione con barriere di vario tipo, impediscono una partecipazione piena ed effettiva alla vita sociale, su base di uguaglianza con gli altri.

Infatti, la riforma del settore in vigore dal 2025, come spiegato in questa guida, ha introdotto la nuova definizione di disabilità basata su fattori medici, sociali e ambientali, con valutazioni personalizzate e multidimensionali. Tale condizione deve essere accertata dall’INPS, mentre chi ha disabilità gravi o malattie croniche non dovrà più fare visite di controllo periodiche.

Inoltre, è bene specificare anche che per ottenere il riconoscimento dell’invalidità bisogna essere cittadini italiani con residenza in Italia oppure cittadini comunitari legalmente soggiornanti in Italia iscritti all’anagrafe del comune di residenza o cittadini stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti in Italia in possesso del permesso di soggiorno di almeno un anno (come previsto dall’articolo 41 del Testo Unico per l’immigrazione, anche se privi di permesso di soggiorno CE di lungo periodo).

QUANTO DURA L’INVALIDITÀ CIVILE

L’assegno mensile di assistenza viene corrisposto per 13 mensilità a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda o, eccezionalmente, dalla data indicata dalle competenti commissioni sanitarie.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Per approfondire quali sono gli altri step e misure che entrano in vigore, vi consigliamo la lettura della guida sulla riforma della disabilità. Interessante anche il focus sul nuovo accertamento della condizione di disabilità.

Da leggere poi, la guida agli aiuti per disabili attivi.

Interessante anche l’approfondimento sul nuovo congedo di 24 mesi per le patologie gravi e la guida su come richiedere l’assegno ordinario di invalidità prima della pensione.

Vi segnaliamo, infine, l’articolo sui nuovi aiuti regionali per caregiver familiari annunciati e quello sui nuovi importi dell’indennità di accompagnamento. A vostra disposizione anche la guida su come funziona e come richiedere la pensione di inabilità.

Inoltre, per conoscere tutti gli aiuti per lavoratori e famiglie disponibili potete visitare questa pagina.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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