Una sentenza della Corte Costituzionale introduce importanti novità per gli stipendi dei lavoratori della Pubblica Amministrazione, disponendo lo stop al limite massimo delle retribuzioni.
Introdotto nel 2011, il tetto retributivo era stato pensato come misura di contenimento della spesa pubblica. Nel 2014, questa soglia è stata cristallizzata in una cifra fissa pari a 240.000 euro lordi annui, comprensivi di contributi previdenziali, assistenziali e oneri fiscali a carico del dipendente.
Tale disposizione, però, è stata ora giudicata incostituzionale.
Vediamo quindi nel dettaglio cosa cambia.
NOVITÀ STIPENDI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, STOP AL TETTO RETRIBUTIVO
Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 30 luglio 2025, è arrivata una svolta importante per il trattamento economico dei dipendenti pubblici: la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 135 del 28 luglio 2025, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, in parte qua, del tetto retributivo fissato per i lavoratori della Pubblica Amministrazione. Una decisione che avrà effetti concreti già nei prossimi mesi.
Introdotto nel 2011 (art. 23-ter del DL 201/2011), il tetto retributivo era stato pensato come misura di contenimento della spesa pubblica e prevedeva che nessun dipendente pubblico potesse percepire un compenso superiore a quello del primo presidente della Corte di Cassazione. Nel 2014, questa soglia è stata cristallizzata in una cifra fissa pari a 240.000 euro lordi annui, comprensivi di contributi previdenziali, assistenziali e oneri fiscali a carico del dipendente.
Il limite era applicato a tutte le categorie del pubblico impiego, ma in particolare aveva effetti rilevanti su magistrati e dirigenti di alto livello, compresi i componenti togati degli organi di autogoverno delle magistrature ordinarie e speciali.
La Corte Costituzionale ha ritenuto che la permanenza del tetto retributivo non fosse più giustificabile, soprattutto alla luce di tre elementi principali:
- assenza di temporaneità: la misura era stata concepita come transitoria, ma è rimasta in vigore per oltre 10 anni, senza adeguamenti o revisione;
- numerose deroghe concesse nel tempo ad alcune categorie, che ne hanno svuotato la coerenza ed efficacia;
- mancanza di risparmi effettivi: gli obiettivi di contenimento della spesa pubblica non sono stati realmente raggiunti.
Inoltre, per i magistrati, la Corte ha ravvisato una violazione dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura amministrativa, sancite dagli articoli 101, 104 e 108 della Costituzione. In particolare, l’applicazione del tetto retributivo ha disincentivato la partecipazione dei magistrati più anziani agli organi rappresentativi, con un danno alla piena rappresentatività e funzionalità del sistema.
COSA CAMBIA
La dichiarazione di incostituzionalità ha effetto dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza nella Gazzetta Ufficiale, quindi dal 31 luglio 2025. Questo significa che, da questa data, il tetto retributivo di 240.000 euro non è più applicabile ai dipendenti pubblici.
Tuttavia, la rimozione del tetto retributivo apre diversi scenari:
- rivalutazione dei trattamenti economici per alcune categorie, soprattutto magistrati, dirigenti e alte professionalità nella PA;
- possibile ridefinizione dei contratti collettivi e dei criteri di assegnazione degli incarichi dirigenziali;
- effetti sul bilancio pubblico, che il Governo dovrà ora valutare, anche in vista delle prossime leggi di bilancio.
Tuttavia, non si tratta di un “liberi tutti”: il principio di contenimento della spesa pubblica resta valido, ma dovrà essere perseguito con strumenti più coerenti e rispettosi delle garanzie costituzionali.
TESTO SENTENZA IN PDF
Mettiamo a vostra disposizione il testo della sentenza n. 135 del 28 luglio 2025 (PDF 105 kB), pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
GUIDA AGLI AUMENTI DI STIPENDIO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere come funziona e a quanto ammonta l’aumento degli stipendi nella Pubblica Amministrazione nel 2025.
Intanto, in attesa che tutti i CCNL vengano rinnovati e si raggiunga l’accordo tra le parti, mettiamo a vostra disposizione la giuda all’aumento di stipendio per i dipendenti PA confermato da giugno 2025, dove vi spieghiamo chi sono i lavoratori pubblici che riceveranno di più in busta paga grazie al taglio del cuneo fiscale introdotto con la riforma fiscale 2025 e agli adeguamenti retributivi previsti.
ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI
A proposito di novità che riguardano il lavoro nel settore pubblico, vi consigliamo di leggere la nostra guida al Decreto PA 2025 convertito in Legge che ha stabilito nuove regole per la stabilizzazione dei precari nelle PA e introdotto diverse novità riguardo la mobilità del pubblico impiego nel 2025.
Mettiamo a vostra disposizione anche l’approfondimento sul nuovo percorso basato su merito e anzianità per fare carriera come dirigente pubblico e quello sul sistema di pignoramento automatico degli stipendi dei dipendenti pubblici.
Potrebbe interessarvi poi avere una panoramica generale sull’apprendistato nella Pubblica Amministrazione e sapere quali sono le novità relative al pagamento del lavoro straordinario e cosa cambia.
Per stare al passo con tutte le news e gli aggiornamenti riguardo al lavoro nelle PA vi consigliamo di consultare questa sezione.
Per restare sempre aggiornati vi invitiamo ad iscrivervi alla nostra newsletter gratuita e al canale Telegram .
Potete restare aggiornati anche seguendo il canale Whatsapp, il canale TikTok @ticonsigliounlavoro e l’account Instagram.
Seguiteci inoltre su Google News cliccando sul bottone “segui” presente in alto dove c’è la stellina.