Dal 2 aprile al 5 maggio 2026 è possibile richiedere il bonus affitto per i lavoratori del turismo.
Grazie a questa misura, le imprese del comparto turistico-ricettivo potranno ricevere dei contributi, così da garantire soluzioni abitative agevolate per i loro dipendenti.
L’aiuto nasce con un doppio scopo, ossia, da un lato sostenere le imprese turistiche nel coprire i costi di locazione degli alloggi destinati ai dipendenti, dall’altro garantire ai lavoratori condizioni abitative più stabili e accessibili.
In questo articolo vi spieghiamo come funziona la misura, a chi spetta e come richiederla.
BONUS AFFITTO PER I LAVORATORI NEL TURISMO NEL 2026, AL VIA LE DOMANDE
Sono aperte le domande per il bonus affitto previsto dal Decreto Staff House, che possono richiedere le imprese del turismo, per garantire alloggi a prezzo agevolato ai lavoratori, accedendo al portale da Invitalia da questa pagina tramite SPID, CIE o CNS.
Le richieste possono essere inviate dalle ore 12 del 2 aprile 2026 alle ore 17 del 5 maggio 2026. Durante questo periodo, lo sportello telematico è attivo dalle ore 10.00 alle ore 17.00, dal lunedì al venerdì e resta attivo, a meno che non vengano esauriti i fondi prima.
In questi casi, le domande che non trovano copertura finanziaria nelle risorse disponibili vengono sospese dalla valutazione, in attesa di eventuali economie derivanti dalle istruttorie in corso o da un rifinanziamento della misura.
Ogni domanda deve riguardare un unico progetto di investimento, completo e coerente, che preveda interventi su una o più unità immobiliari destinate ad accogliere i lavoratori. Ogni unità immobiliare può rientrare in una sola domanda di agevolazione.
Le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di invio e, per inoltrarle, è necessario:
- redigere la domanda esclusivamente in lingua italiana;
- disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC);
- allegare la documentazione richiesta.
COME FUNZIONA
La misura funziona mediante l’erogazione di contributi diretti alle aziende.
Tali contributi servono a coprire i costi dei canoni di locazione sostenuti dalle imprese turistiche o dagli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che dimostrino di fornire alloggio ai propri lavoratori.
L’impresa beneficiaria, in cambio del sostegno, si impegna così a garantire l’alloggio a canone ridotto rispetto al mercato) per un periodo minimo di 10 anni.
I contributi possono riguardare una singola unità immobiliare oppure più unità, purché situate nella stessa provincia della struttura turistico-ricettiva a cui gli alloggi sono collegati.
La norma specifica anche che, per accedere al bonus, gli immobili:
- devono essere nella disponibilità del beneficiario, in virtù di un titolo di proprietà o di un contratto di locazione registrato. Poi, il loro utilizzo deve essere destinato all’alloggio dei lavoratori del comparto turistico-ricettivo, compresi quelli impiegati negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande;
- devono essere destinati alla sistemazione dei lavoratori.
QUANTO SPETTA
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo in conto capitale, calcolato sulle spese ammissibili previste dal decreto. L’intensità dell’aiuto varia in base alla tipologia di intervento, alle caratteristiche dell’impresa e del progetto.
Per gli interventi di riqualificazione, ammodernamento o completamento degli immobili -compatibilmente con il Regolamento GBER – il contributo può coprire fino al 30% delle spese ammissibili, con percentuali ridotte al 25% o al 15–20% in specifici casi legati alla natura degli interventi e alle tempistiche rispetto alle norme europee sulla prestazione energetica.
L’intensità dell’aiuto può essere maggiorata, anche cumulativamente, nei seguenti casi:
- +20 punti percentuali per piccole imprese e +10 per medie impres;
- +15 punti per progetti realizzati nelle zone a e +5 nelle zone c;
- +15 punti per interventi che migliorano la prestazione energetica dell’edificio di almeno il 40% rispetto alla situazione antecedente all’investimento e comunque oltre il livello previsto dalle disposizioni dell’Unione europea entrate in vigore entro i 18 mesi dal momento in cui il progetto è attuato e completato.
Per le consulenze tecniche delle PMI il contributo può coprire fino al 50% dei costi ammissibili, mentre per gli studi e le consulenze ambientali ed energetiche l’intensità massima varia in base alla dimensione dell’impresa (60% per grandi imprese, 70% per medie imprese, 80% per piccole imprese).
CHI PUÒ RICHIEDERLO
Possono richiedere il bonus le imprese del settore turistico, operative negli ambiti indicati in questa tabella.
Tali aziende potranno accedere ai contributi purché dimostrino di sostenere spese per l’alloggio dei lavoratori impiegati presso le proprie unità locali, costituite da strutture turistico-ricettive o da esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, come definiti dall’articolo 5 della Legge 25 Agosto 1991, n. 287.
Sono ammesse imprese di qualsiasi dimensione che, alla data di presentazione della domanda:
- abbiano attivato in ciascuna delle unità locali interessate almeno uno dei codici ATECO indicati in questa tabella, sia come attività prevalente o primaria sia come attività secondaria;
- risultino in possesso dei requisiti stabiliti dall’articolo 3, comma 3, del Decreto Staff House. Ossia, i soggetti devono essere iscritti al registro imprese con i codici ATECO previsti, avere sede legale e operativa in Italia, essere in regola con le norme su lavoro, sicurezza e ambiente, non trovarsi in procedure concorsuali né sottoposti a fallimento o liquidazione. E anche, non avere sanzioni interdittive, rispettare gli obblighi previdenziali, fiscali e assicurativi, essere conformi alla normativa antimafia e non incorrere in cause di esclusione. Infine, devono mantenere la capacità di contrattare con la PA, adempiere agli obblighi assicurativi previsti dalla legge e garantire la regolarità dell’agibilità degli edifici.
SPESE AMMESSE
Gli incentivi finanziano progetti di investimento finalizzati alla riqualificazione, all’ammodernamento o al completamento di immobili destinati a creare alloggi per i lavoratori del settore turistico‑ricettivo, inclusi quelli impiegati presso gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, con particolare attenzione all’efficientamento energetico e alla sostenibilità ambientale.
Nello specifico, ciascun progetto di investimento, deve:
- riguardare una o più unità immobiliari, purché afferenti a una o più unità locali situate nelle zone ammissibili;
- in ogni caso, risultare unitario e organico;
- prevedere spese comprese tra 500.000 euro e 5.000.000 di euro (IVA esclusa);
- garantire almeno 10 posti letto destinati ai lavoratori impiegati;
- assicurare un miglioramento della prestazione energetica conforme ai requisiti del Regolamento GBER;
- essere avviato dopo la presentazione della domanda e concluso entro 24 mesi dalla concessione del contributo;
- prevedere, se necessario, l’iscrizione dell’immobile nel registro delle imprese;
- rispettare la normativa ambientale europea e nazionale.
Nell’ambito del progetto di investimento, e nello specifico per ogni unità immobiliare, sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:
- riqualificazione, ammodernamento o completamento di immobili già esistenti che comportano un miglioramento della prestazione energetica di ciascuna unità immobiliare, come previsto dall’art. 38-bis del Regolamento GBER;
- impianti, macchinari, attrezzature varie e arredi, nuovi di fabbrica, nonché opere murarie strettamente connesse alla loro installazione, nei limiti del 30% nell’ambito di ciascun intervento da realizzare nelle diverse unità immobiliari;
- consulenze strettamente connesse agli interventi ammissibili, nel limite del 10% del progetto di investimento ammissibile, e comunque solo per le PMI;
- spese relative a studi e servizi di consulenza in materia di tutela dell’ambiente e dell’energia, compresi gli audit energetici, direttamente connessi agli investimenti ammissibili, nel limite del 2% del progetto di investimento ammissibile, e comunque entro il 10%.
Le spese ammissibili devono essere pertinenti, tracciabili, documentate da contratti e fatture quietanzate, nonché coerenti con il piano dei costi presentato. L’erogazione avviene in una o più quote.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Decreto del Direttore Generale del 13 Novembre 2025 (Pdf 637 Kb);
- Decreto 18 Settembre 2025 (Pdf 103 Kb), ossia il Decreto Staff House, pubblicato sulla sulla Gazzetta Ufficiale n. 231 del 4 Ottobre 2025 (Pdf 3 Mb).
ALTRI AIUTI, APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI
Mettiamo a vostra disposizione anche la guida aggiornata sugli incentivi per le assunzioni attivi. Oltre agli aiuti attivi a livello nazionale, ci sono poi diversi contributi a fondo perduto.
Per conoscere tutte le altre forme di agevolazioni è possibile visitare la nostra pagina dedicata gli aiuti per le imprese.
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