Anche nel 2026 resta attivo il bonus IRES per le imprese.
Si tratta della cosiddetta “IRES premiale”, ossia una riduzione dell’aliquota dell’imposta sui redditi delle società dal 24% al 20%, alle aziende che assumono, ma nel rispetto di determinate condizioni.
Il bonus si basa sul principio della comunicazione preventiva e sul rispetto di determinate tempistiche di spesa e di monitoraggio.
In questo articolo vi spieghiamo come funziona, a chi spetta, a quanto ammonta, come ottenerlo e quando entra in vigore.
BONUS IRES APPROVATO PER LE IMPRESE
Il bonus, introdotto con la riforma fiscale nel 2025 attuato con il Decreto MEF dell’8 Agosto 2025 non è un bonus una tantum, ma una misura strutturale che prevede una riduzione dell’aliquota IRES per le imprese che impiegano le risorse in investimenti qualificati o in nuove assunzioni.
La norma prevede che l’Imposta sui Redditi delle Società per il periodo fiscale successivo a quello del 31 Dicembre 2024 abbia un’aliquota pari al 20% (invece del 24% ordinario), ma solo per le società di capitali che soddisfano determinate condizioni, tra cui l’assunzione di nuovo personale.
L’obiettivo principale è incentivare le imprese a reinvestire il reddito in investimenti qualificati e nuove assunzioni. Scopriamo insieme come funziona l’IRES premiale.
A CHI SPETTA
Il bonus spetta a tutte le imprese che sono tenute al pagamento dell’IRES (Imposta sul Reddito delle Società). Quindi, possono richiederlo:
- società di capitali;
- società cooperative e di mutua assicurazione;
- enti pubblici e privati commerciali residenti in Italia;
- società ed enti non residenti, ma solo per le attività commerciali esercitate sul territorio italiano tramite una stabile organizzazione (come filiali o sedi operative stabili).
Non ci sono limiti legati alle dimensioni dell’azienda. Il meccanismo è accessibile sia alle piccole e medie imprese (PMI) sia alle grandi realtà industriali, purché strutturate sotto forma di società di capitali o enti commerciali.
COME FUNZIONA L’INCENTIVO
Il funzionamento dell’IRES premiale (o “mini-IRES”) si basa su un meccanismo di incentivazione che premia la patrimonializzazione, gli investimenti tecnologici e la stabilità occupazionale delle imprese. L’incentivo consiste nella riduzione dell’aliquota IRES dal 24% al 20% sul reddito d’impresa complessivo dichiarato, a patto che vengano soddisfatti contemporaneamente tre requisiti specifici stabiliti dal Decreto MEF dell’8 agosto 2025.
Il primo passo riguarda la gestione dei profitti. Per accedere al bonus, l’azienda deve conservare all’interno delle proprie casse almeno l’80% degli utili della scorsa annata, senza distribuirli ai soci o ai proprietari. Questo significa che le startup nate da poco o le attività che hanno chiuso l’anno precedente senza un guadagno non possono accedere all’agevolazione, poiché manca la materia prima da mettere da parte.
I soldi risparmiati non devono restare fermi, una parte va obbligatoriamente utilizzata per acquistare nuovi macchinari, software o strumenti tecnologici avanzati, in linea con i programmi nazionali per la digitalizzazione e la transizione ecologica (i piani noti come Industria 4.0 e Transizione 5.0).
La legge stabilisce che la spesa minima per questi acquisti deve essere calcolata attraverso tre parametri, e l’azienda è tenuta a rispettare la cifra più alta tra:
- il 30% dei guadagni messi da parte;
- il 24% dei guadagni di due anni prima;
- una quota fissa minima di 20.000 euro.
Ad esempio, se un’impresa ha guadagnato 100.000 euro nel 2024 e ne conserva l’80% (cioè 80.000 euro), e l’anno prima (2023) aveva guadagnato 150.000 euro, i calcoli saranno tre:
- il 30% della quota conservata, 24.000 euro;
- il 24% del guadagno del 2023, 36.000 euro;
- + la soglia minima fissa di 20.000 euro.
Per ottenere lo sconto fiscale, l’impresa dovrà investire la cifra maggiore, ovvero 36.000 euro.
L’ultimo pilastro riguarda il personale. Lo sconto sulle tasse viene concesso solo alle realtà che dimostrano di far crescere l’occupazione e di tutelare i propri dipendenti attraverso due regole:
- bisogna aumentare il numero di dipendenti assunti a tempo indeterminato di almeno l’1% rispetto alla media degli ultimi tre anni, garantendo comunque l’ingresso di almeno un nuovo lavoratore a tempo pieno;
- non è consentito attivare la cassa integrazione per i dipendenti durante il periodo dell’agevolazione. L’unica eccezione riguarda i blocchi temporanei causati da eventi imprevedibili, come il maltempo che ferma i cantieri edili.
CHI È ESCLUSO DALL’AGEVOLAZIONE
Lo sconto sulle tasse non si applica a tutte le tipologie di attività. Restano fuori dal provvedimento:
- le imprese individuali e le società di persone (come S.n.c. e S.a.s.), che sono soggette all’IRPEF e non all’IRES;
- gli enti non commerciali, per le attività non legate al commercio;
- le aziende in crisi o in liquidazione, per le quali non sussistono i presupposti di continuità aziendale o di stabilità occupazionale richiesti dalla norma (articolo 1, commi da 436 a 444, Legge di Bilancio 2025);
- le realtà che non producono utili, poiché l’intero meccanismo si basa sulla possibilità di accantonare e reinvestire i guadagni dell’anno precedente.
COME OTTENERLO
Il bonus si ottiene direttamente in sede di dichiarazione dei redditi da parte dell’impresa, a condizione che siano stati rispettati tutti i requisiti previsti. Dunque, non richiede una domanda formale o la presentazione di un modulo.
I requisiti legati agli investimenti e alle assunzioni vengono verificati nel corso dell’anno. Al momento di compilare la dichiarazione dei redditi, l’impresa deve:
- selezionare l’apposita casella IRES premiale introdotta nei modelli dichiarativi (Modello Redditi);
- inserire i dati analitici all’interno di un prospetto obbligatorio per monitorare le riserve di utili vincolate e l’andamento degli investimenti;
- versare il saldo delle imposte calcolato con l’aliquota ridotta al 20%.
Chi rispetta tutte le condizioni previste, potrà applicare la riduzione di 4 punti percentuali sull’aliquota IRES direttamente in sede di calcolo e versamento delle imposte, utilizzando i codici tributo che verranno istituiti dall’Agenzia delle Entrate. La riduzione non spetta sul maggior reddito imponibile determinato in sede di dichiarazioni integrative o controlli.
DOCUMENTAZIONE NECESSARIA
Anche se non occorre inviare documenti in anticipo, l’azienda deve conservare un set documentale completo per superare eventuali successivi controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. I documenti necessari includono:
- il verbale di assemblea e il bilancio d’esercizio per dimostrare che l’80% degli utili è stato effettivamente accantonato in una riserva specifica denominata “IRES premiale” (approvato solitamente entro i mesi di aprile o maggio dell’anno successivo a quello di maturazione dei guadagni);
- i documenti di spesa (fatture d’acquisto e perizie tecniche) dei beni tecnologici e dei software devono riportare i riferimenti di legge e l’attestazione dell’avvenuta interconnessione ai sistemi aziendali;
- i prospetti del personale e i registri occupazionali (denunce Uniemens aziendali) che certificano il calcolo della media dei dipendenti dell’ultimo triennio e l’effettivo incremento dei contratti a tempo indeterminato (pari o superiore all’1%)..
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Testo definitivo (Pdf 24,4 MB) della Legge di Bilancio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 Dicembre 2024 (GU Serie Generale n.305 del 31-12-2024 – Suppl. Ordinario n. 43);
- Decreto MEF dell’8 Agosto 2025 (Pdf 247 Kb).
ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI
E a proposito di aiuti, mettiamo a vostra disposizione anche l’elenco degli incentivi per le assunzioni attivi e quello sui contributi a fondo perduto che si possono richiedere.
Vi consigliamo di leggere poi come funziona la Nuova Sabatini e il bonus per la Transizione energetica 5.0.
Per conoscere tutte le altre forme di agevolazioni è possibile visitare la nostra pagina dedicata gli aiuti per le imprese.
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