Sono attivi diversi incentivi per le aziende che assumono categorie protette nell’anno 2026.
Rientrano nelle categorie protette le persone con invalidità civile superiore al 45%, gli invalidi sul lavoro con invalidità superiore al 33% e gli invalidi civili di guerra.
Ma anche persone non vedenti, persone sordomute, vedove, orfani, profughi, vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.
Per favorire il loro inserimento lavorativo, e maggiore inclusione sociale, lo Stato ha previsto una serie di incentivi rivolti alle aziende che provvedono alla loro assunzione.
Questi incentivi affiancano gli obblighi di assunzione imposti ai datori di lavoro dalla Legge 68 del 1999 che indica le quote di riserva di lavoratori appartenenti alle categorie protette che devono essere assunti. Tali quote, però, dipendono dalla dimensione aziendale.
In questo articolo spieghiamo quali sono e come funzionano.
Indice:
INCENTIVI AZIENDE CHE ASSUMONO CATEGORIE PROTETTE
Il panorama degli incentivi per l’assunzione di categorie protette si articola su due livelli: gli sgravi contributivi (gestiti dall’INPS) e le agevolazioni fiscali.
Ricordi che con il termine “categorie protette” nel diritto del lavoro italiano si intendono tutte quelle persone (tipicamente affette da una qualche disabilità psico-fisica) che godono di tutele particolari per l’inserimento nel mondo del lavoro, ai sensi della Legge n° 68 del 12 marzo 1999. Ed è a questi soggetti che si rivolgono gli incentivi.
Fatte queste doverose premesse, andiamo a scoprire quali sono le agevolazioni e gli incentivi rivolti alle società che assumono categorie protette.
1) INCENTIVI LEGGE 68/99
La Legge 12 marzo 1999, n. 68 recante “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” all’articolo 13 prevede il riconoscimento di incentivi per favorire le assunzioni di persone appartenenti alle categorie protette.
Tali agevolazioni sono strutturali, pertanto si possono richiedere nel 2026, e vengono concesse dall’INPS alle aziende e prevedono:
- uno sgravio per 36 mesi pari al 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziale per ogni lavoratore disabile con riduzione della capacità lavorativa superiore al 79% o minorazioni ascritte dalla 1° alla 3° categoria indicate nelle tabelle allegate al Testo Unico delle norme in materia di pensioni di guerra (D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915);
- uno sgravio per 36 mesi pari al 35% della retribuzione mensile lorda imponibile per fini previdenziali per ogni lavoratore disabile, assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79% o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria indicate nelle tabelle allegate al Testo Unico delle norme in materia di pensioni di guerra (D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915);
- uno sgravio per 60 mesi pari al 70% della retribuzione mensile lorda imponibile per fini previdenziali per ogni lavoratore con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, in caso di assunzione a tempo indeterminato o di assunzione a tempo determinato di durata non inferiore a 12 mesi e per tutta la durata del contratto.
L’agevolazione si concretizza con il conguaglio nelle denunce contributive mensili tramite INPS.
2) AIUTI REGIONALI PER AZIENDE CHE ASSUMONO CATEGORIE PROTETTE
Per le aziende che assumono categorie protette sono anche attivi gli incentivi finanziati con il Fondo regionale per l’occupazione dei disabili.
Tale fondo finanzia programmi regionali di inserimento lavorativo, come determinati con Legge Regionale. A disciplinare queste risorse è il Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 151. Nel dettaglio, il Fondo eroga:
- contributi per il rimborso forfetario parziale delle spese necessarie all’adozione di accomodamenti ragionevoli in favore dei lavoratori con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%, incluso l’apprestamento di tecnologie di telelavoro o la rimozione delle barriere architettoniche che limitano in qualsiasi modo l’integrazione lavorativa della persona con disabilità, nonché per istituire il responsabile dell’inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro;
- contributi agli Enti che svolgono attività volta al sostegno e all’integrazione lavorativa dei disabili;
- ogni altra provvidenza in attuazione delle finalità della Legge 12 marzo 1999, n. 68.
Si tratta di un Fondo strutturale, pertanto gli aiuti si possono richiedere anche nel 2026.
3) CONTRIBUTI INAIL
Sono previsti per aziende e imprese contribuiti erogati da parte dell’INAIL per realizzare progetti personalizzati e finalizzati al:
- reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone che a causa di un infortunio o di una malattia professionale, hanno bisogno di interventi mirati per consentire o agevolare la conservazione del loro posto di lavoro presso il medesimo datore di lavoro;
- l’assunzione di persone con disabilità da lavoro invalidatesi presso altro datore di lavoro.
I contributi sono erogati sotto forma di rimborso, per un importo complessivo massimo pari a 150.000 euro per ciascun progetto, e si possono richiedere sia per assunzioni con contratti di lavoro subordinato o parasubordinato, sia per rapporti di lavoro flessibili o a tempo determinato. Resta escluso il lavoro di tipo autonomo.
4) SUPERBONUS LAVORO
Nel 2026 per queste assunzioni è possibile richiedere anche il cosiddetto superbonus lavoro, una maggiorazione del costo del lavoro ammesso in deduzione ai fini IRES e IRPEF per le nuove assunzioni a tempo indeterminato pari al 120% del costo del personale, che sale al 130% se l’assunzione riguarda categorie svantaggiate o meritevoli di maggiore tutela (incluse le categorie protette L. 68/99).
LA GUIDA ALLE CATEGORIE PROTETTE
Per tutte le informazioni su chi sono le categorie protette, come funziona il collocamento mirato, quali sono gli obblighi di assunzione delle aziende e ogni altra informazione utile vi invitiamo a leggere la guida sempre aggiornata sulle categorie protette.
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