Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha prorogato il bonus energie rinnovabili per le imprese del Sud.
Dedicata alle imprese del Mezzogiorno che scelgono di puntare sulle energie rinnovabili, per la misura gestita Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sono stati stanziati 262 milioni di euro destinati a finanziare la realizzazione di impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, con particolare attenzione al fotovoltaico e ai sistemi di accumulo.
Il 60% delle risorse complessive è riservato alle PMI, che rappresentano le realtà più diffuse e maggiormente operative nel Mezzogiorno.
In questa guida chiara e dettagliamo vi illustriamo tutti i dettagli.
COS’È IL BONUS ENERGIE RINNOVABILI PER LE IMPRESE DEL SUD
Il bonus è un incentivo statale che nasce per sostenere la transizione energetica delle imprese italiane, aiutandole a produrre in autonomia parte del proprio fabbisogno energetico attraverso fonti pulite.
Gli obiettivi sono:
- ridurre la dipendenza energetica dalla rete;
- abbattere i costi aziendali legati all’energia;
- favorire la decarbonizzazione del sistema produttivo.
CHI PUÒ RICHIEDERE IL CONTRIBUTO
Possono partecipare le imprese di qualsiasi dimensione, purché abbiano sede operativa o attività nelle seguenti regioni:
- Basilicata;
- Calabria;
- Campania;
- Molise;
- Puglia;
- Sardegna;
- Sicilia.
Il bonus è quindi destinato esclusivamente al Sud Italia, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo energetico delle aree meno industrializzate del Paese.
QUALI INVESTIMENTI SONO AMMESSI
Il contributo copre progetti legati all’autoproduzione di energia elettrica.
Tra gli interventi finanziabili, ci sono:
- impianti fotovoltaici, classici pannelli solari installati su coperture aziendali, tetti industriali, capannoni e aree produttive;
- impianti termo-fotovoltaici, che combinano produzione di energia elettrica e recupero di energia termica;
- sistemi di accumulo, ovvero le batterie consentono di immagazzinare l’energia prodotta, usarla nelle ore serali o nei picchi di consumo e aumentare l’autoconsumo.
QUANDO E COME FARE DOMANDA
Le richieste possono essere inviate fino 3 luglio 2026 tramite il portale del GSE, accedendo da questa pagina con SPID o CIE.
Per la domanda servono:
- la documentazione tecnica del progetto;
- i dati dell’impresa;
- le autorizzazioni richieste in fase di invio.
L’accettazione delle istanze non è automatica. Il GSE valuta i progetti basandosi su specifici criteri tecnici. Di seguito i principali parametri di analisi:
- tipologia di copertura – viene data priorità alle installazioni su edifici o superfici esistenti, con l’obiettivo di limitare il consumo di suolo;
- potenza dell’impianto – una maggiore capacità produttiva può determinare un incremento del beneficio energetico riconosciuto;
- coerenza del progetto – la dimensione dell’impianto deve essere strettamente proporzionata ai consumi reali dell’azienda;
- sistemi di accumulo – l’integrazione di batterie è considerata un elemento migliorativo nella valutazione complessiva.
QUANTO SPETTA
L’importo del contributo non è uguale per tutti: dipende dalla dimensione dell’impresa, dalla tipologia di investimento e dall’intensità di aiuto prevista dal bando del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
In generale, le percentuali del bonus possono arrivare fino a:
- 40% delle spese ammesse per le micro e piccole imprese;
- 30% per le medie imprese;
- 20% per le grandi imprese.
L’investimento minimo ammesso è in ogni caso di 30.000 euro, mentre quello massimo ammissibile è pari 1 milione di euro. Quindi il contributo può arrivare, nei casi più alti, fino a 400.000 euro per una piccola impresa.
GUIDA AI BONUS PER LE IMPRESE NEL 2026
E a proposito di aiuti, vi consigliamo di consultare la nostra guida aggiornata sui bonus per le imprese che si possono richiedere nel 2026.
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