Cambiano alcune regole del bonus transizione energetica 5.0, il credito d’imposta tra il 5% e il 45% che supporta gli investimenti aziendali per la riduzione dei consumi energetici.
Il Governo, con un Decreto in vigore dal 22 Novembre 2025, ha cambiato alcune regole per l’accesso alla misura inserendo proroghe e semplificazioni.
In questo articolo vi spieghiamo cos’è il bonus, come funziona, a quanto ammonta, a chi spetta, come richiederlo e che novità ci sono.
Indice:
COS’È IL BONUS TRANSIZIONE ENERGETICA 5.0
Il bonus transizione energetica 5.0 è un credito d’imposta rivolto alle imprese che effettuano nuovi investimenti in strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, nell’ambito di progetti di innovazione che garantiscono una riduzione dei consumi energetici.
La misura, che va dal 5% al 45%, si inserisce nel Piano Transizione 5.0, ossia il programma finalizzato a favorire la digitalizzazione e la decarbonizzazione delle imprese.
Il bonus è stato istituito con il Decreto PNRR convertito in Legge 2024 ed è disciplinato dal Decreto attuativo del Piano Transizione 5.0. Ma, per il 2025 la misura è stata semplificata. Vediamo come.
NOVITÀ 2025 2026
Con il Decreto 21 Novembre 2025, n. 175 il Governo ha introdotto alcune novità importanti sul credito d’imposta del Piano Transizione 5.0. Ossia:
- le imprese hanno tempo fino al 27 Novembre 2025 per inviare le comunicazioni. Inoltre, hanno la possibilità di integrare eventuali errori o documenti incompleti entro il 6 Dicembre 2025, ma non è mai sanabile la mancanza della certificazione sulla riduzione dei consumi energetici;
- c’è il divieto di cumulo. Cioè, non si può chiedere contemporaneamente il credito Transizione 5.0 e quello per beni strumentali della Nuova Sabatini sugli stessi investimenti. Chi ha già fatto domanda per entrambi deve scegliere entro Novembre 2025, con la possibilità di ripiegare sul credito beni strumentali se quello Transizione 5.0 non viene riconosciuto per esaurimento fondi;
- sono stati stanziati 250 milioni di euro per il 2025 per il tax credit e risorse minori per il 2026-2027, reperite da diversi fondi statali.
Scopriamo insieme quali sono i requisiti per accedere all’incentivo nel 2025.
REQUISITI
Il bonus è accessibile a chi è in possesso di specifici requisiti. Ovvero, spetta a tutte le imprese con sede nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni nel territorio italiano di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa.
Sono escluse dal beneficio le imprese:
- in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, o sottoposte ad altra procedura concorsuale o da altre leggi speciali, o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni;
- destinatarie di sanzioni interdittive;
- che non rispettino le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e inadempienti rispetto agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.
COSA RIENTRA NEL BONUS TRANSIZIONE 5.0
Nel bonus transizione energetica 5.0 nel 2025 rientrano gli investimenti in beni materiali e strumentali nuovi indicati nell’allegato A e nell’allegato B alla Legge n. 232 del 2016. Sono ammissibili al beneficio i progetti di innovazione avviati dal 1° Gennaio 2024 e completati entro il 31 Dicembre 2025. Inoltre, rientrano tra i beni agevolabili, ove specificamente previsti dal progetto di innovazione, anche:
- software, i sistemi, le piattaforme o le applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo (Energy Dashboarding);
- i software relativi alla gestione di impresa se acquistati unitamente ai software, ai sistemi o alle piattaforme precedentemente citate.
Nell’ambito dei progetti di innovazione che conseguono una riduzione dei consumi energetici, sono inoltre agevolabili:
- gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta. Con riferimento all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonte solare, sono considerati ammissibili esclusivamente gli impianti con moduli fotovoltaici;
- le spese per la formazione del personale finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi, nel limite del 10% degli investimenti effettuati nei beni e in ogni caso sino al massimo di 300.000 euro, a condizione che le attività formative siano erogate da soggetti esterni come individuati all’articolo 8 del Decreto attuativo del Piano Transizione 5.0.
Le spese non ammesse sono quelle chiarite nell’articolo 5 del Decreto attuativo del Piano Transizione 5.0.
COME FUNZIONA IL CREDITO D’IMPOSTA
L’agevolazione funziona in compensazione e deve essere preventivamente riconosciuto, con una procedura “a domanda”. Alla fine della procedura gestita dal MIMIT e dal GSE, si può cioè ottenere il diritto a un tax credit per ciascuna impresa pari al:
- 35% della spesa sostenuta per gli investimenti fino a 10 milioni di euro;
- 5% della spesa sostenuta per gli investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di 50 milioni.
Il tax credit aumenta e può arrivare fino al 40% e 45% in caso la riduzione dei consumi energetici sia superiore rispettivamente al 10% e al 15%. Il risparmio è calcolato su base annua in relazione all’esercizio precedente. Per le nuove imprese, si tiene conto dei consumi energetici medi annui riferibili a uno scenario controfattuale.
Per ottenere il credito d’imposta Transizione 5.0 è necessario dimostrare una riduzione dei consumi energetici. Ovvero, almeno del 3% sull’intera struttura produttiva oppure del 5% sui processi direttamente coinvolti dall’investimento. L’agevolazione è vincolata a due certificazioni. Una è “ex ante”, che attesta il risparmio previsto prima della realizzazione, e una “ex post”, che conferma il risultato effettivo a lavori conclusi.
L’impresa, una volta ammessa al bonus, può utilizzare il credito d’imposta in compensazione. Può farlo in una o più quote entro la data del 31 Dicembre 2025. Come? Presentando il modello F24 unicamente tramite i servizi telematici offerti dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.
COME RICHIEDERE IL BONUS TRANSIZIONE ENERGETICA 5.0
Il bonus si richiede mediante l’Area Clienti GSE. La procedura per la richiesta del credito d’imposta prevede tre distinte fasi:
- comunicazione preventiva;
- comunicazione relativa all’effettuazione degli ordini;
- comunicazione di completamento.
È possibile inizialmente inviare la comunicazione preventiva per prenotare il credito d’imposta e quella relativa all’effettuazione degli ordini.
Il Gestore dei servizi energetici (GSE), verificati i dati e la completezza dei documenti e delle informazioni rese e il rispetto del limite massimo di costi ammissibili, entro 5 giorni dalla trasmissione della comunicazione preventiva, comunica all’impresa l’importo del credito d’imposta prenotato nel limite delle risorse disponibili.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare la “Guida all’utilizzo del portale Transizione 5.0“.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Testo definitivo del Decreto PNRR convertito in legge 2024 pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.100 del 30-04-2024 – Suppl. Ordinario n. 19);
- Decreto MIMIT 24 Luglio 2024 (Pdf 209 Kb) ossia il Decreto attuativo del Piano Transizione 5.0 pubblicato sulla GU Serie Generale n.183 del 06-08-2024;
- Decreto 21 Novembre 2025, n. 175 (Pdf 72 Kb) pubblicato sulla GU Serie Generale n.271 del 21-11-2025.
ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI
Dal 3 Dicembre 2025 è possibile presentare domanda per accedere agli incentivi per le imprese dedicati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
E a proposito di aiuti per chi opta per l’energia green, vi consigliamo la lettura di questo articolo sui nuovi aiuti per le imprese del Mezzogiorno che scelgono impianti rinnovabili. Inoltre, vi consigliamo di consultare la nostra guida ai bonus per le imprese attivi nel 2025. A vostra disposizione anche gli approfondimenti su:
- tutti i contributi a fondo perduto attivi in Italia;
- gli incentivi alle assunzioni per le imprese in Italia che si possono richiedere;
- tutti i finanziamenti agevolati per le imprese attivi in Italia;
- tutti gli incentivi per l’imprenditoria giovanile nazionali e regionali attivi.
Vi consigliamo anche di leggere quali sono le novità su lavoro e assunzioni nella Legge di Bilancio 2026, approvati dal Governo. A vostra disposizione anche la guida agli incentivi per la transizione green e quella sugli Incubatori e acceleratori di start up in Italia. Interessante poi approfondire quali sono le misure per l’imprenditoria femminile.
Per conoscere tutte le altre agevolazioni è possibile visitare la nostra pagina dedicata gli aiuti per le imprese.
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