Bonus mamme in busta paga: quando arriva, chi ne ha diritto e novità 2026

La guida al bonus mamme, ovvero l’agevolazione confermata dalla Legge di Bilancio 2026 per le madri lavoratrici

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Nel 2026 le lavoratrici del settore pubblico e privato hanno diritto al bonus mamme in busta paga.

Si tratta di un aiuto per le madri che lavorano, riconosciuto tramite esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali a loro carico (parliamo dei contributi IVS per le dipendenti del settore privato e del contributo FAP per le dipendenti PA), pari al 9,19%.

Vale però solo nel caso di lavoratrici madri con più di due figli e in possesso di specifici requisiti.

In questa guida chiara e dettagliata vi spieghiamo come funziona, quando arriva e a chi spetta.

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COS’È IL BONUS MAMME 2026

Il bonus mamme è un esonero volto a sostenere le lavoratrici madri con contratto a tempo indeterminato esentandole al 100% dal pagamento dei contributi previdenziali a loro carico.

Ossia:

  • il contributo IVS per le dipendenti del settore privato, cioè i contributi previdenziali dovuti per invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS);

  • il contributo FAP per le dipendente delle Pubbliche Amministrazioni.

Questa esenzione per le lavoratici, pari a circa il 9,19% (ossia la quota dei contributi a carico del lavoratore), viene coperta dallo Stato e permette di ottenere uno stipendio netto in busta paga più elevato.

Il beneficio riguarda le mamme lavoratrici e rientra tra le novità della Legge di Bilancio 2024, confermate dalla Legge di Bilancio 2025 e poi prorogato dalla Legge di Bilancio 2026.

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A CHI SPETTA IL BONUS

Il bonus in busta paga spetta alle lavoratrici madri dipendenti del settore pubblico e privato con più di due figli, che siano assunte a tempo indeterminato.

I requisiti rimangono quindi quelli indicati dall’INPS nella Circolare n.27 del 31-01-2024. Ovvero, l’esonero in questione è:

  • accessibile a tutte le lavoratrici madri e riguarda tutti i rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato dei settori pubblico e privato, incluso il settore agricolo. Sono compresi i rapporti di lavoro a scopo di somministrazione, i casi di regime di part-time o apprendistato, con l’esclusione dei rapporti di lavoro domestico. Qualora un rapporto di lavoro a tempo determinato venga convertito a tempo indeterminato, l’esonero può trovare legittima applicazione a decorrere dal mese di trasformazione a tempo indeterminato;

  • destinato alle lavoratrici che, nel periodo tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2026, sono madri di almeno tre figli, di cui il più giovane ha meno di 18 anni. Il requisito viene considerato soddisfatto al momento della nascita del terzo figlio e rimane valido anche in caso di premorienza o uscita di uno o più figli dal nucleo familiare.
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IMPORTO

La decontribuzione spettante ammonta a circa il 9,19% dello stipendio, ossia la quota di contributi che la lavoratrice dovrebbe pagare come contributo IVS per le dipendenti del settore privato e contributo FAP per quelle della PA.

L’esonero contributivo massimo è però, di 3.000 euro annui, ma la soglia massima mensile è di 250 euro (3.000 euro / 12). Per i rapporti di lavoro instaurati o risolti nel corso del mese, tale soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di 8,06 euro (250 euro / 31) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo.

Tali soglie massime devono ritenersi valide anche nelle ipotesi di rapporti di lavoro part-time, per le quali, pertanto, non è richiesta una riparametrazione dell’ammontare dell’esonero spettante.

La cifra viene versata direttamente all’INPS dallo Stato.

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QUANTO AUMENTA LA BUSTA PAGA, SIMULAZIONE

Il bonus decontribuzione per le mamme lavoratrici confermato nel 2026 riconosce un esonero contributivo pari al 9,19% dello stipendio lordo mensile, che copre la quota di contributi previdenziali IVS per le lavoratrici del settore privato e FAP per le dipendenti della Pubblica Amministrazione. Ma come si riflette concretamente questo esonero sull’aumento dello stipendio netto?

Sapendo che l’importo massimo dell’agevolazione è di 3.000 euro annui, suddiviso in un limite massimo di 250 euro al mese. E che se il rapporto di lavoro inizia o termina nel corso del mese, la soglia viene calcolata giornalmente con un valore di riferimento di 8,06 euro per ogni giorno di lavoro, garantendo così che il beneficio sia equamente distribuito. Simuliamo l’aumento della busta paga:

  • immaginiamo una lavoratrice con uno stipendio lordo mensile di 2.000 euro;

  • in questo caso, l’esonero contributivo sarà pari al 9,19% dello stipendio, ossia 183,80 euro al mese;

  • trattandosi di una cifra inferiore alla soglia massima di 250 euro, la lavoratrice potrà vedere un aumento netto della busta paga di 183,80 euro al mese.

Passiamo ora a una situazione diversa, in cui:

  • lo stipendio lordo mensile è di 3.500 euro;

  • il 9,19% di questa cifra ammonta a 321,65 euro, ma poiché la soglia massima mensile è di 250 euro, l’aumento effettivo in busta paga sarà limitato a questo importo massimo;

  • pertanto, la lavoratrice in questo caso guadagnerà 250 euro in più al mese grazie al bonus.

Infine:

  • consideriamo il caso di una lavoratrice part-time con uno stipendio lordo di 1.000 euro al mese;

  • anche in questo scenario, il 9,19% dello stipendio genera un esonero contributivo di 91,90 euro;

  • non essendo necessaria una riparametrazione per il part-time, l’aumento in busta paga sarà di 91,90 euro al mese.

COME FUNZIONA

Il bonus funziona attraverso il ricorso al meccanismo di decontribuzione al 100% per le lavoratici madri con più di 3 figli.

Ciò significa che queste mamme non devono più sostenere i costi dei contributi previdenziali a loro carico, ovvero non verrà decurtata dal cedolino la quota contributi lavoratore che ammonta a circa un terzo delle spese totali (9,19% a fronte del totale pari al 33% circa). La misura si applica direttamente in busta paga ed entro i 3.000 euro annui. Questa esenzione è applicata mensilmente e tiene conto dell’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

Lo Stato si assume queste spese, alleggerendo così il carico delle tasse che gravano sulle mamme lavoratrici e facendo di fatto aumentare il loro stipendio netto.

COME RICHIEDERE IL BONUS

Per richiedere il bonus lavoratrici madri con 3, 4, 5 o più figli nel 2026 valgono le regole chiarite dall’INPS nella Circolare n.27 del 31-01-2024. Ovvero, le lavoratrici in possesso dei requisiti possono seguire due strade:

1) rivolgersi al datore di lavoro e comunicare l’intenzione di usufruire dell’esonero, indicando il numero dei figli e fornendo il codici fiscale degli stessi. In questo caso le interessate devono presentare richiesta scritta usando questo modulo (o altro modulo fac simile fornito dall’azienda), consegnandolo debitamente compilato e sottoscritto. Pertanto, come specificato nel messaggio n. 1702 del 6 maggio 2024, la fruizione dell’esonero in oggetto non è subordinata alla presentazione di una specifica domanda di accesso all’Istituto da parte della lavoratrice interessata;


2) comunicare direttamente all’INPS le informazioni relative ai codici fiscali dei figli mediante un’applicazione denominata “Utility Esonero Lavoratrici Madri” e attivata con il messaggio n. 1702 del 6 maggio 2024, con il quale è stato precisato anche che l’utilizzo di tale applicativo è limitato ai soli casi in cui per la lavoratrice, già fruitrice del bonus in trattazione, non siano stati inseriti i codici fiscali dei figli nei flussi Uniemens.

L’applicativo “Utility Esonero Lavoratrici Madri”, è disponibile mediante accesso al sito dell’Istituto, in questa pagina, al seguente percorso: “Imprese e Liberi Professionisti” > “Esplora Imprese e Liberi Professionisti” > sezione “Strumenti” > “Vedi tutti” > “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)” > “Utilizza lo strumento”, autenticandosi con la propria identità digitale di tipo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identità Elettronica) 3.0.

La lavoratrice interessata a fornire direttamente all’Istituto le informazioni relative ai figli, dopo aver selezionato la voce “Utility Esonero Lavoratrici Madri”in “Elenco domande di sgravio”, può procedere con la dichiarazione degli identificativi, fornendo i codici fiscali o, in via alternativa, laddove non sia in possesso dei codici fiscali, le informazioni anagrafiche dei figli.

A questo punto, ultimata la procedura, l’esonero al 100% dei contributi dovuti sarà applicato automaticamente in busta paga, non appena disponibile.

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QUANDO SCADE

Il bonus è stato prorogato fino al 31 dicembre 2026, ma cessa di essere riconosciuto prima di tale data;

  • nel mese di compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo; 

  • nel mese di compimento del 10° anno di età del figlio più piccolo. 
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DIFFERENZA CON IL “NUOVO” BONUS MAMME 2026

È importante non confondere l’esonero totale sopra descritto con il contributo fisso potenziato nel 2026, ovvero il il bonus di 60 euro destinato alle mamme lavoratrici, riconosciuto alla generalità delle lavoratrici con almeno 2 figli (e reddito sotto i 40.000 euro) che sono autonome o dipendenti con contratto a tempo determinato. Questo bonus agisce sempre come uno “sconto” sui contributi da versare, ma è un importo fisso, a differenza dell’esonero del 9,19% che è proporzionale allo stipendio.

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RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI

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GUIDA ALLA LEGGE DI BILANCIO 2026 

Per approfondire, vi consigliamo la nostra guida alla Legge di Bilancio 2026, dove spieghiamo quali sono le proposte in discussione e le novità in arrivo, come i nuovi bonus fiscali per le famiglie e le nuove regole per l’assegno unico universale figli.

Da leggere poi, questo articolo sulle misure dedicate al mondo del lavoro, già inserite nella Manovra 2026.

ALTRI AIUTI E APPROFONDIMENTI UTILI

Mettiamo a vostra disposizione l’articolo con le date di pagamento del bonus mamme. Vi consigliamo inoltre di consultare i bonus per la famiglia già attivi.

Potrebbe interessarvi sapere poi quali sono le novità INPS su aiuti e bonus per famiglie, disabili e redditi bassi.

Per conoscere tutti gli aiuti per lavoratori e famiglie disponibili potete visitare questa pagina.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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