Sono diversi i bonus per la prima casa validi nel 2026 e che si possono richiedere oggi.
Si tratta sia di benefici legati all’acquisto, sia detrazioni per la ristrutturazione e l’efficientamento.
Le recenti normative hanno confermato aliquote differenziate per proteggere maggiormente chi interviene sull’abitazione principale rispetto alle seconde case.
In questo articolo vi spieghiamo nello specifico quali sono, come funzionano (per tutti a prescindere dall’età) e chi ne ha diritto.
QUALI SONO I BONUS PRIMA CASA NEL 2026 PER CHI ACQUISTA
Per chi acquista l’abitazione principale nel 2026, restano validi le agevolazioni fiscali volte a ridurre le imposte di trasferimento. Queste sono:
- l’imposta di registro al 2% invece del 9% ordinario, calcolata sul valore catastale dell’immobile;
- l’imposte ipotecaria e catastale fissate in misura fissa a 50 euro ciascuna (se l’acquisto avviene con modalità differenti, gli importi delle imposte ipotecaria e catastale variano a seconda della natura del venditore);
- l’VA al 4% se si acquista direttamente da un’impresa costruttrice (anziché l’IVA ordinaria al 10%);
- credito d’imposta per il riacquisto per chi vende la prima casa e ne acquista un’altra entro un anno, è possibile detrarre dall’imposta dovuta quella già pagata per il precedente acquisto;
- Fondo di Garanzia Prima Casa, che è stato prorogato fino al 2027 e permette di ottenere una garanzia statale fino all’80% della quota capitale del mutuo per giovani under 36, giovani coppie o nuclei monogenitoriali con ISEE non superiore a 40.000 euro. Per famiglie numerose con 4 o 5 figli, la garanzia può salire rispettivamente all’85% e al 90%.
BONUS RISTRUTTURAZIONE 2026
In caso di interventi di ristrutturazione che interessano un immobile adibito ad abitazione principale, nel 2026 spetta anche il bonus per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, che tuttavia ha subito delle modifiche rispetto agli anni passati.
Dal 1° gennaio, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2026, l’aliquota della detrazione non è più uniforme, ma si differenzia in base alla tipologia di immobile:
- chi ristruttura la prima casa può beneficiare di un rimborso fiscale pari al 50% delle spese sostenute;
- per le seconde case l’agevolazione scende al 36%.
Il tetto massimo è confermato a 96.000 euro per unità immobiliare.
La detrazione viene recuperata in 10 quote annuali di pari importo, da far valere in sede di dichiarazione dei redditi come vi spieghiamo in questa guida.
ECOBONUS PER LE PRIME CASE
Nel 2026, le agevolazioni per l’efficientamento energetico seguono la medesima logica di differenziazione applicata alle ristrutturazioni. Infatti, la detrazione per l’Ecobonus è fissata al 50% per gli interventi eseguiti sulla prima casa, mentre l’aliquota si riduce al 36% per le altre tipologie di abitazioni.
Tra le spese ammissibili rientrano:
- la sostituzione degli infissi;
- l’installazione di pompe di calore;
- l’acquisto di schermature solari (come le zanzariere con protezione solare);
- l’implementazione di sistemi di domotica.
Le caldaie a gas alimentate esclusivamente da combustibili fossili, invece, dal 2026 non beneficiano più di incentivi, al fine di favorire il passaggio a soluzioni elettriche o ibride.
BONUS MOBILI ED ACQUISTO ELETTRODOMESTICI
Nel è possibile usufruire anche del bonus mobili ed elettrodomestici, a condizione che sia collegato a interventi di recupero edilizio avviati a partire dall’anno precedente. L’agevolazione consiste in una detrazione del 50% su un tetto massimo di spesa di 5.000 euro per unità immobiliare. I beni acquistati devono essere nuovi e caratterizzati da un’elevata classe energetica.
NOVITÀ 2026
Per i contribuenti che superano la soglia di 75.000 euro di reddito complessivo, la Legge di Bilancio 2026 ha stabilito un ammontare massimo di spesa detraibile con i bonus per la casa, basato su due scaglioni:
- reddito tra 75.000 e 100.000 euro, l’importo base di spesa ammissibile è di 14.000 euro;
- reddito superiore a 100.000 euro, l’importo base scende a 8.000 euro.
L’importo base sopra indicato non è fisso, ma deve essere moltiplicato per un coefficiente che dipende dal numero di figli a carico. Questo sistema mira a tutelare le famiglie numerose.
Infatti, mentre in passato il diritto alla detrazione dipendeva solo dalla spesa effettuata, nel 2026 per i redditi medio-alti diventa un calcolo combinato tra quanto si guadagna e quanti figli si hanno, con una penalizzazione progressiva per i nuclei più piccoli.
A CHI SPETTANO LE AGEVOLAZIONI PRIMA CASA
Per beneficiare delle agevolazioni “prima casa” nel 2026, l’acquirente deve soddisfare specifici requisiti legati alla propria situazione immobiliare, alla residenza e alla tipologia di immobile.
Nel dettaglio:
- non deve essere titolare (nemmeno in comunione con il coniuge) di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su un’altra casa nel Comune in cui si trova l’immobile da acquistare;
- non deve aver acquistato un’altra abitazione con le agevolazioni prima casa su tutto il territorio nazionale (è possibile acquistare una nuova “prima casa” anche se se ne possiede già una, a patto di venderla entro due anni dal nuovo acquisto);
- deve avere la residenza nel Comune dove si trova l’immobile o impegnarsi a trasferirla entro 18 mesi dal rogito. Se l’acquirente lavora in quel Comune, il trasferimento di residenza non è obbligatorio.
Per usufruire delle agevolazioni prima casa, inoltre, l’abitazione che si acquista deve appartenere a una delle seguenti categorie catastali:
- A/2 (abitazioni di tipo civile);
- A/3 (abitazioni di tipo economico);
- A/4 (abitazioni di tipo popolare);
- A/5 (abitazioni di tipo ultra popolare);
- A/6 (abitazioni di tipo rurale);
- A/7 (abitazioni in villini);
- A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).
Non spettano per l’acquisto di un’abitazione appartenente alle categorie catastali: A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville), A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).
Mentre le agevolazioni spettano anche per l’acquisto delle pertinenze, classificate o classificabili nelle categorie catastali:
- C/2 (magazzini e locali di deposito);
- C/6 (per esempio, rimesse e autorimesse);
- C/7 (tettoie chiuse o aperte).
Ciò vale limitatamente a una pertinenza per ciascuna categoria. È necessario, tuttavia, che le stesse pertinenze siano destinate in modo durevole a servizio dell’abitazione principale e che questa sia stata acquistata beneficiando delle agevolazioni “prima casa”.
COME OTTENERE I BONUS
L’ottenimento dei bonus casa nel 2026 segue percorsi differenti a seconda che si tratti di agevolazioni sull’acquisto o di detrazioni per lavori edilizi.
Di seguito le procedure operative per le principali categorie:
1) BONUS PER L’ACQUISTO (IMPOSTE RIDOTTE)
Non è necessaria una domanda specifica a un ente, poiché il beneficio si attiva direttamente durante la compravendita. In particolare:
- è fondamentale che il notaio inserisca nel rogito le dichiarazioni dell’acquirente relative al possesso dei requisiti (residenza, non possidenza di altri immobili agevolati);
- se si vende una prima casa e se ne acquista un’altra entro due anni (termine confermato dalla Legge di Bilancio 2026), bisogna manifestare la volontà di utilizzare il credito direttamente nell’atto notarile per scontarlo dall’imposta di registro dovuta;
- per la garanzia statale sull’80-90% del mutuo, la domanda va presentata alla banca aderente all’iniziativa utilizzando la modulistica specifica della Consap, come vi spieghiamo in questa guida.
2) BONUS RISTRUTTURAZIONE ED ECOBONUS
Per queste detrazioni, la procedura si sviluppa in tre fasi, ovvero:
- FASE 1 – tutte le spese devono essere pagate tramite bonifico bancario o postale specifico per ristrutturazioni. Il bonifico deve obbligatoriamente indicare: la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita IVA o il codice fiscale del destinatario del pagamento;
- FASE 2 – per gli interventi che comportano risparmio energetico (inclusi infissi e alcuni elettrodomestici), è obbligatorio inviare la documentazione tecnica sul portale ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori;
- FASE 3 – LE spese sostenute vanno indicate nel Modello 730 o Redditi PF dell’anno successivo a quello del pagamento.
3) BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI
Il bonus mobili invece può ottenere solo se è stato avviato un intervento di ristrutturazione (almeno manutenzione straordinaria) a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente.
A differenza della ristrutturazione, per i mobili sono validi anche i pagamenti con carta di credito o di debito. Il bonifico parlante non è obbligatorio, ma è comunque consigliato.
È necessario conservare le fatture di acquisto che riportino la natura, la qualità e la quantità dei beni, insieme alle ricevute di transazione.
GUIDA AI BONUS EDILIZI
Per approfondire l’argomento aiuti, per chi ha acquistato o vuole acquistare e ristrutturare la propria abitazione, vi consigliamo di leggere l’elenco aggiornato dei bonus edilizi che si possono chiedere nel 2026.
ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI
Poi, vi consigliamo la guida ai mutui agevolati per la prima casa e l’approfondimento sui bonus per la casa.
Per scoprire tutte le agevolazioni attive e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.
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