Contributo supporto domiciliare figli nel 2026: importi, novità e requisiti

Come funziona il contributo per il supporto domiciliare figli. Ecco a chi spetta e come presentare domanda

figli, supporto

È possibile presentare domanda per ottenere il contributo per il supporto domiciliare figli anche nel 2026.

L’aiuto riconosciuto dall’INPS varia da un minimo di 1.500 euro e un massimo di 3.000 euro e spetta alle famiglie con figli minori di 3 anni affetti da gravi patologie croniche per sostenere forme di supporto domiciliare.

L’INPS ha ricordato che le domande presentate dal 1° gennaio sono valide anche per gli anni successivi.

In questo articolo vi diamo tutte le informazioni utili.

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COS’È IL CONTRIBUTO SUPPORTO DOMICILIARE FIGLI

Il contributo per il supporto domiciliare figli è un aiuto economico “a rimborso” non minore di 1.500 euro annui destinato ai genitori con figli minori di 3 anni affetti da gravi patologie croniche.

Nello specifico, viene erogato senza limiti ISEE nei casi in cui, per motivi di salute gravi e comprovati, in famiglia ci siano bambini che non possono frequentare l’asilo nido e hanno quindi bisogno di assistenza domiciliare. L’importo, tuttavia, dipende dal reddito e va da un minimo di 1.500 euro a un massimo di 3.600 euro.

Introdotto per la prima volta dalla Legge di Bilancio 2017 (legge n. 232 del 11 dicembre 2016, art.1, comma 355) e poi confermato negli anni con lo stanziamento di nuovi fondi, il contributo per il supporto presso la propria abitazione è alternativo albonus asilo nido” (quindi chi ha già ottenuto il rimborso di almeno una mensilità per l’asilo nido non può richiedere l’ulteriore contributo per l’assistenza domiciliare) e viene erogato per coprire le spese di assistenza domiciliare per bambini affetti da patologie croniche gravi.

Sono escluse dal rimborso le spese sostenute per i servizi all’infanzia integrativi o sostitutivi di quelli forniti dagli asili nido (ad esempio, ludoteche, spazi gioco, spazi baby, pre-scuola, post-scuola, campi estivi, baby parking, ecc.) per i quali i regolamenti degli Enti locali prevedono requisiti strutturali e gestionali semplificati, orari ridotti e autorizzazioni differenti rispetto a quelli individuati per gli asili nido.

Vediamo nel dettaglio quanto spetta.

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QUANTO SPETTA

L’importo del contributo per il supporto domiciliare varia in base alla data di nascita del bambino e al valore dell’ISEE minorenni della famiglia. Nel dettaglio, per i bambini nati dal 1° Gennaio 2025, l’importo è pari a:

  • 3.600 euro annui per nuclei con ISEE fino a 40.000 euro;
  • 1.500 euro annui per ISEE superiore a 40.000 euro o assente/difforme.

Le soglie sono state modificate dalla Legge di Bilancio 2025 e sono ancora valide, perché non modificate dalla Legge di Bilancio 2026.

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REQUISITI

Il bonus per figli disabili è destinato ai genitori di bambini con gravi patologie croniche, tra quelle riportante nell’elenco nazionale del Ministero delle Salute, di età inferiore ai tre anni, purché, al momento in cui fanno domanda, risultino in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana, di un Paese dell’UE o, per cittadini extra UE, possesso di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (tra i permessi validi rientrano quelli per protezione internazionale, assistenza minori, protezione speciale, protezione temporanea per rifugiati dall’Ucraina, oltre a permessi per lavoro subordinato, autonomo e stagionale);

  • residenza in Italia;

  • il genitore deve coabitare con il figlio per cui chiede assistenza e avere dimora abituale nel medesimo Comune.

La domanda può essere presentata anche dall’affidatario in caso di affido temporaneo o preadottivo e, in ogni caso, tutti i requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e devono permanere per tutta la durata della prestazione.

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COME FARE DOMANDA

Per richiedere il bonus per il supporto domiciliare la domanda deve essere presentata online sul sito dell’INPS dal genitore convivente con il bambino, il quale può:


  • digitare nel motore di ricerca “bonus nido” e cliccare sulla voce “Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione” per avviare la procedura. Completata la compilazione della domanda di “contributo forme di supporto presso la propria abitazione”, il servizio attribuisce un codice identificativo.

In alternativa, è possibile rivolgersi agli istituti di Patronato autorizzati. Ai fini della prenotazione delle risorse per il pagamento del contributo è necessario allegare un’attestazione, rilasciata da un pediatra di libera scelta, che dichiari, per l’intero anno, l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido, in ragione di una grave patologia cronica.

Per fare domanda c’è tempo fino al 31 Dicembre dell’anno solare di riferimento della richiesta stessa. Le domande sono accolte secondo l’ordine cronologico di presentazione telematica e nei limiti di spesa annui indicati al paragrafo 10 della Circolare n. 60 del 20-03-2025.

Prima di richiedere il contributo fino a 3.600 euro, è bene ricordare che entro il 31 Luglio è obbligatorio presentare a INPS le ricevute di tutte le spese fatte, per ottenere il rimborso dello scorso anno.

Le richieste che non sono lavorabili per insufficienza di budget vengono registrate a sistema con riserva e assumono lo stato di “Protocollata con riserva”. Infatti, se a seguito del pagamento delle mensilità prenotate, residuino delle somme ancora disponibili, si procede al recupero delle domande registrate a sistema con riserva secondo l’ordine cronologico di presentazione. In questo articolo è spiegato tutto nel dettaglio.

EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO

L’INPS effettuerà il pagamento del contributo tramite bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale oppure ancora con carta prepagata con IBAN o conto corrente estero nell’Area SEPA. Sarà il contribuente, al momento della domanda, a dover indicare quale modalità tra queste preferisce.

RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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