Bonus caregiver nel 2026: ISEE, importo indennità, chi ne ha diritto

Tutti i dettagli su cos’è, a chi spetta e come funziona il bonus caregiver nel 2026

caregiver

Anche nel 2026 è possibile richiedere il bonus caregiver.

Gestito a livello regionale, si tratta di un contributo economico destinato al sostegno delle famiglie che si prendono cura di persone non autosufficienti.

Tuttavia, la gestione del supporto ai caregiver in Italia potrebbe presto cambiare, diventando nazionale.

In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio come funziona il bonus, come ottenere l’aiuto per l’anno in corso e quali sono le novità.

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COME FUNZIONA IL BONUS CAREGIVER

Il bonus caregiver è gestito dalle Regioni e funziona “a domanda”. Si tratta, cioè, di una misura strutturale che garantisce un aiuto economico ai familiari che si dedicano all’assistenza di anziani, malati e disabili. Appunto, i caregiver. 

Istituito dalla Legge di Bilancio 2018, tale bonus viene finanziato annualmente dallo Stato, con delle risorse versate al Fondo per il sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare. Tali risorse, poi, vengono suddivise tra Comuni e Regioni che si occupano dell’erogazione vera e propria del bonus.

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NOVITÀ 2026

Fino ad oggi, la maggior parte dei contributi economici diretti è stata gestita dalle Regioni. Infatti, nel 2026 sono stati stanziati 25.834.545 euro complessivi da dividere tra i vari territori, i quali li ripartiranno tra gli aventi diritto pubblicando bandi specifici tramite i Comuni. Tuttavia, proprio perché la gestione è regionale, gli importi e i requisiti variano molto (ad esempio, in Lombardia o Lazio possono esserci voucher o assegni di cura con soglie ISEE e criteri di priorità differenti rispetto all’Emilia-Romagna o alla Puglia), è al vaglio del governo un disegno di legge che ha come obiettivo quello di superare questa frammentazione.

In particolare, se l’iter di approvazione dovesse andare a buon fine, da settembre 2026:

  • è prevista l’attivazione di un portale nazionale unico. Questo servirà a censire i caregiver a livello centrale, indipendentemente dalla regione di residenza;

  • il bonus diventa un sostegno strutturato di importo uguale per tutti a livello nazionale, pari a 400 euro ed erogato direttamente dall’INPS, non più vincolato ai soli bandi regionali;

  • le Regioni continueranno a gestire i servizi territoriali (assistenza domiciliare, sollievo, supporto psicologico), mentre lo Stato si farebbe carico di parte del sostegno economico e delle tutele previdenziali. Quindi, le nuove misure nazionali non cancelleranno subito quelle regionali, ma dovrebbero integrarsi.

Il testo – noto anche come “DDL Locatelli” e identificato come Atto Camera n. 2683 – è attualmente all’esame delle Camere (Senato e Camera dei Deputati). Perché diventi legge a tutti gli effetti, il testo deve essere approvato in modo identico da entrambi i rami del Parlamento e successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L’attivazione del portale nazionale dal settembre 2026 è un obiettivo programmatico, ma la sua operatività dipende dal completamento dei decreti attuativi.

In attesa del completamento di questo percorso normativo, e fino a quando il disegno di legge non diventa operativo a tutti gli effetti, restano in vigore le disposizioni attuali e i relativi stanziamenti regionali. Quindi, vediamo quali sono

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COME FARE DOMANDA

Per fare domanda, i cittadini devono verificare la pubblicazione del bando da parte del loro Comune o Regione di appartenenza. Solo il bando del territorio di competenza specifica, infatti, i progetti dell’anno in corso e chiarisce le modalità di presentazione delle domande da parte degli interessati.

Di conseguenza, anche la scadenza è variabile. Ogni bando cioè, ha una differente data di scadenza e tempistiche precise da rispettare. Pertanto, si consiglia di verificare le informazioni sul sito del proprio Comune o Regione di appartenenza.

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A QUANTO AMMONTA L’INDENNITÀ

L’indennità connessa al bonus ha un ammontare variabile, in quanto dipende dai progetti specifici e dai programmi delle Regioni o dei Comuni di riferimento. Questi possono includere misure dirette di assistenza, contributi di sollievo, assegni di cura, bonus per prestazioni sociosanitarie, supporto psicologico e formazione dei nuclei familiari. L’importo effettivo del bonus, dunque, varia in base alla specificità del progetto e alle disposizioni regionali e comunali.

Ora, vediamo a chi spetta il bonus.

CHI HA DIRITTO AL BONUS

Hanno diritto al bonus i “caregiver” chi, senza una formazione specifica, si occupa della cura e dell’assistenza di familiari considerati non autosufficienti. Lo stato di “non autosufficienza” viene definito in base ai criteri della Legge 104, e comprende anziani, persone con disabilità o malati gravi che necessitano di assistenza costante.

Per essere riconosciuti come caregiver familiare, bisogna rientrare nelle categorie stabilite dalla Legge di Bilancio 2018, al comma 255, che specifica che il caregiver familiare può essere:

  • il coniuge, il partner di un’unione civile (ai sensi della Legge n. 76/2016), o il convivente di fatto;

  • un parente di primo grado (figli o genitori) o di secondo grado (che comprendono fratelli, sorelle, nonni e nipoti intesi come figli dei figli);

  • un parente di terzo grado (come zii, bisnonni, nipoti intesi come figli di fratelli/sorelle) solo se mancano i familiari di grado superiore (coniuge, parenti di primo o secondo grado) perché deceduti o perché si trovano in una condizione particolare che ne impedisce l’assistenza (ad esempio per disabilità o gravi problemi di salute).

Inoltre, in ogni caso:

  • la condizione di non autosufficienza deve essere certificata da apposita documentazione;

  • il caregiver deve garantire assistenza continuativa. La normativa vigente e i bandi regionali permettono la coesistenza di assistenza familiare e servizi professionali (es. ADI o SAD), purché il caregiver familiare mantenga il ruolo di coordinamento e cura principale. La delega totale a una struttura (ricovero permanente) esclude il beneficio, ma non la delega parziale a figure professionali.

  • l’ISEE del nucleo familiare del richiedente non deve superare una determinata soglia.

Regioni e Comuni definiscono i requisiti ISEE per i beneficiari del bonus nei bandi specifici che sono avviati a livello locale. Vi consigliamo quindi, di chiedere direttamente all’Ente locale di riferimento.

COME SI FA A DIMOSTRARE DI ESSERE CAREGIVER

Per dimostrare di essere un caregiver bisogna presentare insieme alla domanda del bonus, seguendo le indicazioni riportate nel bando della Regione o del Comune di riferimento, la documentazione che attesta:

  • il legame di parentela con la persona assistita;

  • il tipo di assistenza fornita;

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GUIDA ALLA RIFORMA DELLA DISABILITÀ 2026

Dal 1° marzo 2026 viene affidato in via esclusiva all’INPS l’accertamento e la valutazione delle condizione psico-fisiche dei soggetti fragili e vulnerabili. Vi consigliamo pertanto di leggere la nostra guida sulla riforma della disabilità bel 2026, dove vi spieghiamo nel dettaglio cosa cambia e quali sono le novità.

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI 

Vi consigliamo poi la lettura del nostro articolo con tutte le novità sull’accertamento della condizione di disabilità. Da leggere anche la guida su come presentare la domanda di invalidità civile.

A vostra disposizione mettiamo anche l’elenco aggiornato degli aiuti per disabili che si possono richiedere nel 2026 e quello specifico dedicato al bonus per figli disabili.

Infine, vi invitiamo ad approfondire la Legge 104 e la Legge 106 che l’ha integrata.

Per conoscere tutte le agevolazioni disponibili per lavoratori e famiglie, e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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