L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili i modelli di Certificazione Unica 2026, con le istruzioni di compilazione e le novità di quest’anno.
Sono obbligati a inviarla tutti i datori di lavoro, le imprese e i professionisti che hanno erogato compensi nel 2025.
Tuttavia, a seconda del tipo di remunerazione, il calendario 2026 prevede tre precise scadenze da rispettare: a Marzo, Aprile e Ottobre 2026.
In questo articolo mettiamo a vostra disposizione modelli CU 2026 e le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, con tutte le novità.
Indice:
COS’È LA CERTIFICAZIONE UNICA
La Certificazione Unica (CU) è un documento fiscale che certifica i redditi da lavoro e va presentata dai sostituti d’imposta per il pagamento dell’IRPEF sui redditi da lavoro dipendente, autonomo, e sui redditi diversi erogati nel corso dell’anno.
La CU ha sostituito il vecchio Certificato Unico Dipendente (CUD). Il datore di lavoro o l’ente previdenziale INPS sono incaricati di rilasciarla.
CHI LA DEVE PRESENTARE
La Certificazione Unica (CU) 2026 deve essere presentata dai sostituti d’imposta, ovvero coloro che nel corso del 2025 hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte.
Nello specifico, l’obbligo di presentazione ricade su:
- datori di lavoro e enti pensionistici che hanno corrisposto redditi di lavoro dipendente, pensioni o redditi assimilati;
- sostituti d’imposta per lavoro autonomo, ovvero tutti i soggetti che hanno pagato compensi per l’esercizio di arti e professioni, provvigioni o redditi diversi;
- soggetti che corrispondono redditi da locazioni brevi per i contratti di durata non superiore a 30 giorni.
NUOVE SCADENZE CU 2026
La Certificazione Unica va fatta per dichiarare:
- entro il 16 Marzo 2026 le somme corrisposte che rientrano nelle categorie di redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo non abituale e redditi diversi (che non cioè rientrano nelle altre categorie specifiche;
- entro il 30 Aprile 2026 (e non più il 31 Marzo) le provvigioni (ad agenti, mediatori, ecc.) e i compensi che rientrano tra i redditi di lavoro autonomo “professionale” (esercizio di arte o professione abituale);
- entro il 31 Ottobre 2026 per le somme esentasse, comunque erogate nel 2025. Tra questi rientrano tutti i rimborsi e le indennità su cui non si paga l’IRPEF. Questi devono comunque essere certificati dal datore di lavoro per permettere le opportune verifiche all’Agenzia delle Entrate.
NOVITÀ 2026
Il nuovo modello CU 2026 recepisce le modifiche della Legge di Bilancio 2026 ed è stato aggiornato con:
- il taglio dell’IRPEF. In particolare, l’aliquota per lo scaglione di reddito intermedio (oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro) è scesa dal 35% al 33%;
- il nuovo meccanismo di riduzione delle detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro. In questi casi, l’ammontare complessivo delle detrazioni IRPEF viene ridotto in misura fissa di 440 euro. Il taglio riguarda però solo alcuni oneri detraibili al 19 per cento (come, ad esempio, i premi assicurativi contro eventi calamitosi o le erogazioni liberali ai partiti politici) mentre restano escluse dalla riduzione le spese sanitarie, le detrazioni per carichi di famiglia e quelle collegate agli interventi edilizi, come le ristrutturazioni;
- il trattamento di favore per i lavoratori che nel 2025 hanno trasferito la residenza oltre i 100 km per un’assunzione a tempo indeterminato (bonus fino a 960 euro). Ricordiamo che questo è l’ultimo anno per poterne usufruire perché, al contrario del bonus di 2000 euro per i dipendenti con figli, tale agevolazione non è stata confermata nel 2026.
MODELLI CU 2026
Ecco i modelli CU 2026 pubblicati dall’Agenzia delle Entrate:
- il modello ordinario Certificazione Unica 2026, scaricabile da questa pagina;
- il modello sintetico Certificazione Unica 2026, scaricabile da questa pagina;
ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE
Il modello CU va inviato all’Agenzia delle Entrate e si compone di diverse parti:
1) Frontespizio: contiene i dati del sostituto d’imposta, del rappresentante firmatario e l’impegno alla presentazione telematica;
2) Quadro CT: riservato alla comunicazione dei dati per la ricezione dei modelli 730-4.
3) CU 2026: include i dati fiscali (lavoro dipendente e autonomo), i dati previdenziali (INPS, ex INPDAP) e i dati assicurativi (INAIL).
Per il lavoro dipendente (e assimilati) vanno indicati i redditi corrisposti nel 2025, le ritenute operate, le addizionali regionali e comunali e i dati relativi al conguaglio fiscale. Per il lavoro autonomo (e provvigioni) si compilano invece i punti relativi alle somme erogate, alle ritenute d’acconto e alle eventuali somme non soggette a ritenuta.
I caso di fusioni o scissioni con passaggio di personale senza interruzione del rapporto, il nuovo sostituto deve rilasciare un’unica certificazione che comprenda anche i dati del precedente sostituto (utilizzando i punti da 531 a 570 per i redditi erogati da altri). Se il sostituto si estingue, l’obbligo di invio ricade sul subentrante o sul liquidatore, che deve indicare il codice fiscale del soggetto estinto nei punti specifici (es. punto 681 per il lavoro dipendente). Un meccanismo simile si applica se l’attività del deceduto non prosegue, ovvero è l’erede a presentare la CU in nome e per conto del de cuius.
Il documento deve essere trasmesso esclusivamente in via telematica, direttamente dal sostituto (tramite Entratel o Fisconline) o attraverso un intermediario abilitato.
COME PRESENTARE LA CERTIFICAZIONE UNICA NEL 2026
Il contribuente deve presentare, in primis, la Certificazione Unica al percettore delle somme dichiarate, quindi al dipendente e/o collaboratore. Poi, deve trasmetterla anche all’Agenzia delle Entrate in via telematica, accedendo all’area riservata, da questa pagina, e compilando il modello “ordinario”.
Non è permessa la presentazione della Certificazione Unica alle Entrate in forma cartacea.
RIFERIMENTI DI PRASSI
- Provvedimento AdE n. 15707 del 15 gennaio 2026.
ALTRI AIUTI, APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI
Mettiamo a vostra disposizione la guida alla Legge di Bilancio 2026, con tutte le novità e le misure introdotte dal governo in materia di tasse e fisco.
Per approfondire, vi consigliamo di leggere anche cosa prevede la riforma fiscale 2026 e come funziona il taglio dell’IRPEF.
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