Decreto flussi 2023: cosa prevede in 9 punti e testo

Tutte le novità introdotte dal Governo con il Decreto flussi per velocizzare e migliorare l’ingresso legale dei lavoratori stranieri e prevenire l’immigrazione irregolare

flussi, immigrati

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto flussi 2023 con disposizioni urgenti in materia di entrata dei lavoratori stranieri migranti in Italia e di prevenzione e contrasto all’immigrazione clandestina.

Il testo introduce importanti novità sulle procedure di semplificazione per l’ingresso dei cittadini stranieri che intendono lavorare in Italia, per il rinnovo del permesso di soggiorno lavorativo e delle pene severe per chi introduce illegalmente immigrati su suolo italiano. Lo scopo è porre un freno ai flussi migratori illegali e all’azione delle reti criminali che operano la tratta di esseri umani.

In questa guida vi spieghiamo, in modo chiaro e dettagliato, cosa prevede il Decreto flussi 2023 e vi illustriamo le novità che introduce. Alleghiamo anche il testo alla fine.

COSA PREVEDE IL DECRETO FLUSSI 2023

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 9 marzo 2023 il Decreto flussi 2023 che introduce disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso dei lavoratori stranieri per vie legali oltre che il contrasto all’immigrazione irregolare. Si tratta del Decreto legge n. 20 del 10 marzo 2023, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 59 del 10-03-2023, entrato in vigore l’11 marzo 2023.

Si ricorda, che il Decreto flussi è il provvedimento del Governo che stabilisce il numero massimo di cittadini stranieri provenienti dal Paesi extra Ue che ogni anno possono fare ingresso in Italia per lavorare. Nel decreto si fissano le quote di ingresso differenti per i lavoratori stagionali, i lavoratori autonomi e i lavoratori subordinati non stagionali. Vengono inoltre fissate quote per convertire in lavoro i permessi di soggiorno rilasciati per motivi di studio, di cui parliamo in questo articolo dedicato, o per convertire in lavoro subordinato non stagionale i permessi di soggiorno rilasciati per lavoro stagionale.

Questo decreto in particolare garantisce procedure più snelle e rapide per l’accesso, attraverso canali legali, dei migranti al mercato del lavoro, l’estensione del permesso di soggiorno lavorativo, l’abolizione della protezione speciale per chi ancora non ha ottenuto il permesso di soggiorno e infine, introduce pene gravi per chi introduce illegalmente immigrati su suolo italiano causando lesioni alla loro persona o morte (anche involontaria). Vediamo per punti, cosa prevede in dettaglio.

1) PROGRAMMAZIONE DEI FLUSSI DI INGRESSO 

Lo scopo principale del Decreto flussi 2023 è stabilire le quote di stranieri migranti da destinare al mercato del lavoro italiano, senza danni alla loro persona e tramite canali ufficiali (anziché tramite tratte umane illegali). Il decreto afferma che le quote d’ingresso dovranno essere stabilite per un triennio (2023-2025) mentre in precedenza, il numero di lavoratori ammessi veniva decretato di anno in anno.

Dopo l’approvazione del decreto, i lavoratori immigrati dovranno attendere il consenso delle Commissioni parlamentari competenti e del Consiglio dei Ministri per essere ammessi nel Paese. In aggiunta, potranno essere ammessi nelle seguenti modalità:

  • in base all’analisi del fabbisogno del mercato del lavoro effettuata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

  • in base al consenso delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

Altra novità introdotta dal decreto, è l’assegnazione di quote preferenziali ai lavoratori provenienti da Paesi che, in collaborazione con lo Stato italiano, scoraggiano i propri cittadini a inserirsi in traffici migratori irregolari attraverso campagne mediatiche che espongo i rischi dell’immigrazione clandestina.

2) SEMPLIFICAZIONE ACCESSO AL MONDO DEL LAVORO

Per accelerare l’ingresso delle persone non residenti al mercato del lavoro, il Decreto flussi 2023 prevede una sorta di nulla osta al lavoro al cittadino non residente in Italia che ha presentato domanda di ingresso. Il nulla osta consente l’avvio, in modalità più rapida, del rapporto di lavoro subordinato presso le aziende italiane, anche per esigenze di carattere stagionale.

Nella pratica se la Questura non riesce ad individuare, entro i termini di legge, delle motivazioni per cui il lavoratore debba essere espulso, il nulla osta viene rilasciato al lavoratore straniero. Grazie al nulla osta, il cittadino straniero può svolgere il lavoro anche prima della sottoscrizione del contratto di soggiorno. Oltre al cittadino, anche le aziende sono sottoposte a verifiche di idoneità, in base ai seguenti fattori:

  • alla capacità patrimoniale;
  • al loro equilibrio economico-finanziario;
  • al fatturato;
  • al numero dei dipendenti e al tipo di attività svolta dall’impresa.

In caso di esito positivo, è rilasciata un’apposita certificazione che il datore di lavoro deve allegare alla richiesta di assunzione del lavoratore straniero.

3) FORMAZIONE MIGRANTI PER PERMESSO DI SOGGIORNO

Il Decreto flussi stabilisce anche che, al di fuori delle quote ammesse, gli stranieri residenti all’estero possano richiedere il permesso di soggiorno per lavoro subordinato, se completano le attività di istruzione e formazione oppure dei corsi civici-linguistici, organizzati in base ai fabbisogni del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dalle associazioni di categoria del settore produttivo interessato.

La domanda di visto di ingresso deve essere presentata, a pena di esclusione, entro sei mesi dalla conclusione del corso e deve essere accompagnata da un documento che testimoni la disponibilità di essere assunto da parte del datore di lavoro (ad esempio, il contratto o una lettera di assunzione).

4) ESTENSIONE DURATA PERMESSO SOGGIORNO LAVORO

Il decreto si esprime anche in merito al permesso di soggiorno. Nel dettaglio, se un cittadino straniero è assunto a tempo indeterminato oppure svolge lavoro autonomo può rinnovare fino ad un massimo di tre anni (anziché due come previsto fino ad oggi) il proprio visto di soggiorno. Il permesso di soggiorno ha validità triennale anche in caso di ricongiungimento familiare. Per saperne di più riguardo al permesso di soggiorno, puoi leggere questo approfondimento dedicato.

5) PRIORITÀ AZIENDE AGRICOLE 

Tra le novità introdotte, il Decreto flussi 2023 dà la priorità ai datori di lavoro titolari di un’azienda agricola che fanno richiesta di assunzione di un lavoratore non cittadino o non residente in Italia. In particolare, i datori che hanno già fatto domanda in passato, senza avere ricevuto l’assegnazione del lavoratore, hanno la priorità rispetto ai nuovi richiedenti. Inoltre, il decreto legge cerca di fermare il caporalato agricolo e di proteggere il mercato nazionale dalla criminalità agroalimentare rafforzando l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari. A questo scopo, il testo afferma che possono assumere le seguenti qualifiche:

  • ufficiale di polizia giudiziaria, il personale dell’Ispettorato inquadrato nell’area delle elevate professionalità e nell’area funzionari;

  • agente di polizia giudiziaria, il restante personale inquadrato nell’area assistenti e nell’area operatori.

6) CENTRI PER MIGRANTI

Per velocizzare le procedure, inoltre, il Decreto flussi introduce delle norme per il commissariamento della gestione dei centri governativi:

  • per l’accoglienza o il trattenimento degli stranieri;
  • per far proseguire il funzionamento degli stessi.

7) PERMESSO DI PROTEZIONE SPECIALE

Tra le novità introdotte dal Decreto flussi, spicca l’abolizione del permesso di protezione speciale a salvaguardia della vita privata e familiare dello straniero. Per comprendere meglio la modifica, occorre tornare al momento in cui nel 2018, il Decreto Salvini aveva abrogato il permesso per motivi umanitari, restringendo il numero di richiedenti asilo accolti in Italia. Dopo due anni di vuoto normativo, nel 2020 è stato introdotto un permesso speciale per risolvere la permanenza degli stranieri presenti da anni in Italia, in attesa per l’approvazione della domanda di protezione internazionale o degli eventuali ricorsi per l’integrazione nel nostro Paese (Decreto sicurezza n. 130, 2020).

Il Decreto flussi abroga a sua volta tale permesso con delle eccezioni. Per le domande presentate fino alla data di entrata in vigore del decreto e nei casi in cui lo straniero abbia già ricevuto l’invito alla presentazione dell’istanza da parte della Questura competente, continua ad applicarsi la disciplina vigente prima del decreto. I permessi di soggiorno già rilasciati sono ancora in corso di validità e sono rinnovati per una sola volta, con durata annuale, a decorrere dalla data di scadenza con la possibilità di convertirli per motivi di lavoro.

8) INASPRIMENTO PENE PER IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

Il Decreto flussi 2023 vuole scoraggiare la tratta umana, il trasporto o l’ingresso illegale di persone straniere in Italia introducendo il reato di morte o lesione, in materia di immigrazione clandestina (modificando il decreto legislativo del 25 luglio 1998, n. 286). Tale reato punisce chiunque promuove, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato mettendo in pericolo la loro vita o la loro incolumità.

A tal proposito, il nuovo decreto sancisce la reclusione da 10 a 20 anni in caso di reato per lesioni gravi o gravissime a una o più persone non cittadine o non residenti permanente in Italia. Inoltre, chiunque provochi la morte di uno straniero viene punito con una reclusione 15 a 24 anni; da 20 a 30 anni per la morte di più persone non cittadine o non residenti permanenti.

9) ESPULSIONI O RICORSI

Infine, mettendo un freno alla tratta umana, il decreto toglie la possibilità di rivolgersi al giudice di pace a seguito di condanna all’espulsione dallo Stato.

TESTO DEL DECRETO FLUSSI 2023

Per completezza di informazioni, mettiamo a disposizione il testo integrale del Decreto flussi 2023, ovvero il Decreto legge n. 20 del 10 marzo (Pdf 89,3 KB), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 59 del 10-03-2023, entrato in vigore l’11 marzo 2023.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo anche il nostro approfondimento sul Piano nazionale di lotta al lavoro sommerso, quello sul Portale Nazionale al Lavoro sommerso e la nostra guida sul lavoro nero. Per scoprire altre interessanti novità legislative vi invitiamo a visitare questa pagina. Se volete restare aggiornati è possibile iscriversi gratis alla nostra newsletter e al nostro canale Telegram, per avere le notizie in anteprima.

© RIPRODUZIONE RISERVATA.
Tutti gli annunci di lavoro pubblicati sono rivolti indistintamente a candidati di entrambi i sessi, nel pieno rispetto della Legge 903/1977.



Per restare aggiornato iscriviti alla nostra newsletter gratuita.
Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
Leggi i commenti