Detrazioni spese scolastiche nel 2026: quali sono, cosa cambia, come ottenerle

Come funzionano le detrazioni per le spese scolastiche e quali sono le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026

detrazioni

Ci sono diverse novità che interessano le detrazioni per le spese scolastiche nel 2026.

La Legge di Bilancio ha infatti definito nuovi massimali, per cui superata una certa soglia di reddito le detrazioni spettanti si riducono.

Dal 1° gennaio, inoltre, entrano in gioco i cosiddetti coefficienti familiari che agiscono come moltiplicatori di un tetto base di spesa.

In questo articolo vi spieghiamo quali sono tutte le novità valide dal 2026, come funziona il processo di detrazione nel modello 730 e cosa cambia rispetto allo scorso anno.

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DETRAZIONI SPESE SCOLASTICHE NEL 730 DEL 2026

Le detrazioni per le spese scolastiche sono degli “sconti” sull’imposta lorda IRPEF riconosciuti nella dichiarazione dei redditi per i costi relativi al mantenimento scolastico dei figli a carico. A livello normativo la detrazione per le spese di scuola è prevista e disciplinata dal Testo Unico sulle Imposte sui Redditi, integrata dalla riforma fiscale 2026.

Per il 2026 la detrazione è pari al 19% delle spese d’istruzione sostenute, mentre l’importo massimo detraibile è pari a 1.000 euro per le spese di istruzione di ciascun alunno. Le spese sono da inserire nel modello 730 dell’anno successivo a quello in cui l’esborso è avvenuto, per ottenere così un risparmio sulle imposte da versare.

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QUALI SPESE SCOLASTICHE SONO DETRAIBILI

Le spese d’istruzione relative alle scuole dell’infanzia, del primo ciclo d’istruzione e della scuola secondaria di secondo grado, detraibili al 19% nel 2026 nel modello 730 sono le seguenti:

  • le tasse di iscrizione e di frequenza;

  • i contributi obbligatori, i contributi volontari e le erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi;

  • i costi sostenuti per la frequenza scolastica. Questo comprende anche spese come la mensa scolastica, i servizi scolastici integrativi come l’assistenza al pasto e il pre e post scuola, le gite scolastiche, l’assicurazione della scuola e altri contributi scolastici finalizzati all’ampliamento dell’offerta formativa.

Sono detraibili al 19% nel 730 anche le spese sostenute in favore di minori o maggiorenni con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), fino al completamento della scuola secondaria di 2° grado. Queste spese riguardano:

  • l’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici, necessari per favorire l’apprendimento e la comunicazione verbale;

  • l’acquisto di strumenti o sussidi per garantire ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere.
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QUAL È IL MASSIMALE DETRAIBILE

Dal modello 730 il massimale detraibile per le spese è pari a 1.000 euro per i costi sostenuti nel 2025, da ripartire tra gli aventi diritto. Ovviamente, la cifra si intende per ciascuno studente. In sostanza, la detrazione permette di recuperare come sconto IRPEF il 19% delle spese scolastiche delle scuole dell’infanzia, del primo ciclo d’istruzione e della scuola secondaria di secondo grado. Quindi la detrazione massima che si può ottenere è di 190 euro per studente.

La Legge di Bilancio 2026 ha infatti confermato le modifiche della Legge di Bilancio 2025, che aveva aumentato da 800 a 1.000 euro l’importo massimo detraibile. Tuttavia, per i redditi più alti e le famiglie numerose valgono condizioni di calcolo diverse. Vediamole.

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NOVITÀ 2026

Per i redditi superiori a 75.000 euro, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto infatti un limite massimo alle spese che si possono scaricare, fissato a 14.000 euro per quelli compresi tra 75.000 e 100.000 euro. Tale importo si riduce a 8.000 euro per i redditi che superano la soglia dei 100.000 euro. Questi valori base devono essere successivamente moltiplicati per un coefficiente legato al numero di figli a carico: il coefficiente è pari a 0,50 in assenza di figli, aumentando progressivamente fino a un massimo di 1,00 in presenza di tre o più figli.

Le spese sanitarie, le detrazioni edilizi, le detrazioni per i familiari a carico e gli interessi sui mutui per la prima casa (stipulati entro il 2024) restano fuori da questo calcolo e sono sempre detraibili.

Dal 1° gennaio, inoltre, entrano in gioco i cosiddetti coefficienti familiari che agiscono come moltiplicatori di un tetto base di spesa. Più cioè il numero dei figli a carico è elevato, maggiore è la quota di spese che il fisco permette di portare in detrazione, ovvero si applica:

  • coefficiente pari a 0,50 in caso di nessun figlio a carico, quindi il limite di spesa viene ridotto della metà. Un contribuente senza figli può dunque scontare dalle tasse solo il 50% del tetto massimo previsto per il suo scaglione di reddito;

  • coefficiente pari a 0,70 in caso di 1 figlio, pertanto la soglia di detraibilità viene fissata al 70% del limite massimo;

  • coefficiente pari a 0,85 in caso di 2 figli, con la quota di spese ammissibili che sale all’85%;

  • coefficiente pari a 1 in caso di 3 o più figli o di figli con disabilità, per cui non scatta alcuna riduzione. Il contribuente ha cioè accesso all’intero plafond di detrazioni previsto dalla legge.

COME FUNZIONA LA DETRAZIONE

La detrazione funziona mediante il riconoscimento dello sconto IRPEF per i costi sostenuti per l’istruzione. In questo modo, si riduce l’importo delle imposte dovute e il contribuente recupera parte del denaro speso per l’educazione dei propri figli.

Chiariamo che per poter beneficiare delle detrazioni, è necessario:

  • che le spese siano sostenute tramite sistemi di pagamento tracciabili, come versamenti bancari o postali, bollettini, pagamenti con carte di debito o credito, o tramite PagoPA;

  • conservare la documentazione relativa alle spese sostenute, come fatture, ricevute, bollettini, estratti conto, e comprovare l’utilizzo di sistemi di pagamento tracciabili;

  • che anche se il documento di spesa è intestato al bambino o a uno solo dei genitori, sia redatta una specifica delle percentuali di spesa imputabili a ciascun genitore tramite annotazioni sul documento stesso;

  • per ottenere la detrazione per le le spese sostenute in favore di minori o maggiorenni con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento, che il beneficiario possegga un certificato che attesti la diagnosi di DSA, rilasciato dal Servizio Sanitario Nazionale o da specialisti accreditati.

COME POSSO OTTENERLE

È possibile ottenere le detrazioni tramite la compilazione della dichiarazione dei redditi del 2026 per i costi sostenuti nel 2025.

Tali spese nel modello 730 si inseriscono nei righi da E8 a E10 utilizzando il codice appropriato. Qualora si presenti il modello redditi Persone Fisiche (l’ex Unico), bisognerà valorizzare il rigo da RP8 a RP13.

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GUIDA ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2026

Mettiamo a vostra disposizione i modelli per la presentazione dei redditi nel 2026. Nella nostra guida, oltre a scaricarli, potete consultare quali sono le novità e le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate. Inoltre, vi consigliamo di consultare l’elenco delle detrazioni 730 2026 che si possono riportare in dichiarazione.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere quali sono i nuovi scaglioni IRPEF 2026 e chi ci guadagna dal taglio IRPEF nel 2026. Interessante anche la guida all’ISEE 2026.

A vostra disposizione anche la guida agli Assegni Familiari.

Per scoprire tutte le agevolazioni attive e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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