Bonus maternità 2026: tutti gli aiuti INPS per mamme e famiglie

Ecco un elenco aggiornato dei bonus per chi è in maternità, attivi nel 2026 ed erogati dall’INPS alle famiglie

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Nel 2026 sono diversi i bonus per chi è in maternità erogati dall’INPS.

Agli aiuti confermati si sono aggiunte le misure rafforzate nel 2026 attraverso la Legge di Bilancio e il decreto Lavoro.

In questa guida vi illustriamo quali sono i bonus maternità disponibili oggi, chi può richiederli e, soprattutto, quali sono quelli riconosciuti direttamente dall’INPS.

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BONUS MATERNITÀ 2026, QUALI SONO E A CHI SPETTANO

I bonus per la maternità sono misure di sostegno alla genitorialità destinate alle famiglie per accompagnare i genitori nei percorsi di:

  • gravidanza;
  • nascita;
  • prima infanzia;
  • conciliazione lavoro-famiglia.

Per le famiglie italiane, conoscere questi strumenti significa poter accedere a risorse che, sommate tra loro, possono fare una differenza concreta nel bilancio domestico.

Di seguito una guida completa alle principali agevolazioni.

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1) INDENNITÀ DI MATERNITÀ

Il primo e più importante strumento resta l’indennità di maternità, cioè il trattamento economico riconosciuto durante il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro (da non confondere con l’assegno di maternità riconosciuto dai Comuni).

Nel 2026 il meccanismo rimane lo stesso: la lavoratrice dipendente ha diritto a un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera per i cinque mesi di congedo obbligatorio.

Il periodo standard prevede:

  • 2 mesi prima del parto;
  • 3 mesi dopo la nascita.

Resta però la possibilità di flessibilità, ovvero:

  • modalità 1+4, lavorando fino a un mese prima del parto;
  • modalità 0+5, che consente di lavorare fino alla data del parto se le condizioni mediche lo permettono.

L’indennità viene anticipata dal datore di lavoro e successivamente conguagliata con l’INPS, mentre per autonome, professioniste e iscritte alla Gestione Separata INPS il pagamento avviene direttamente da parte dell’Istituto.

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2) NUOVO BONUS MAMME

Tra le novità del 2026 c’è il cosiddetto bonus mamme lavoratrici: con la Legge di Bilancio 2026 l’importo è stato infatti potenziato del 50%, passando da 40 a 60 euro mensili, fino a un massimo di 720 euro annui, erogati dall’INPS in un’unica soluzione a dicembre 2026.

Il contributo esentasse è destinato alle madri con due o più figli e con un reddito non superiore a 40.000 euro annui.

Dal 2026, inoltre, il bonus non interessa solo le lavoratrici dipendenti, ma anche:

  • lavoratrici autonome;
  • professioniste;
  • iscritte alla Gestione Separata.
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3) ESONERO CONTRIBUTIVO PER MAMME LAVORATRICI

Un’altra misura strutturale confermata nel 2026 è l’esonero contributivo per le mamme lavoratrici.

Si tratta di un esonero dei contributi previdenziali fino a 8.000 euro l’anno, rivolto alle lavoratrici dipendenti con contratto a tempo indeterminato che abbiano almeno tre figli. La misura resta valida fino al compimento della maggiore età del figlio più piccolo.

In termini pratici significa una busta paga più alta ogni mese, perché una parte dei contributi normalmente trattenuti non viene versata. Per molte famiglie il beneficio può tradursi in diverse centinaia di euro netti in più all’anno.

4) ASSEGNO UNICO UNIVERSALE

Tra gli aiuti destinati ai genitori continua a esserci l’Assegno Unico Figli, ormai diventato il cardine delle politiche familiari italiane.

L’assegno:

  • spetta per ogni figlio a carico;
  • viene riconosciuto dal settimo mese di gravidanza;
  • accompagna il figlio fino ai 21 anni, se ricorrono determinate condizioni.

Nel 2026 gli importi vengono aggiornati in base all’inflazione e il rinnovo resta generalmente automatico per chi ha già una domanda attiva, salvo aggiornamento dell’ISEE. L’importo varia in base:

  • alla situazione economica del nucleo;
  • al numero dei figli;
  • all’età;
  • alla presenza di eventuali disabilità.

In linea generale, per ogni figlio minorenne gli importi base sono questi:

  • circa 203,80 euro al mese con ISEE fino a 17.468,51 euro;
  • circa 58,30 euro al mese con ISEE oltre 46.582,71 euro o senza ISEE.

5) BONUS ASILO NIDO 2026

Confermato anche il bonus asilo nido, che nel 2026 continua a rappresentare una delle agevolazioni più richieste. L’importo varia in base all’ISEE e può arrivare fino a 3.600 euro per redditi familiari inferiori a 40.000 euro annui. Per chi ha un reddito superiore o non presenta un ISEE valido e aggiornato la quota spettante scende a 1.500 euro.

Dal 2026 domanda diventa pluriennale, quindi non sarà più necessario ripresentarla ogni anno fino al compimento del terzo anno del bambino. Si tratta di una semplificazione importante, che riduce la burocrazia e rende il beneficio più accessibile.

Il contributo copre rette di asili nido pubblici e rette di strutture private autorizzate e, in alcuni casi, viene riconosciuto come contributo di supporto domiciliare per bambini con patologie gravi.

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6) CONGEDO PARENTALE

Accanto alla maternità obbligatoria resta il congedo parentale, che consente ai genitori di assentarsi dal lavoro nei primi anni di vita del bambino per esigenze di cura.

Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro, che può essere richiesto da entrambi i genitori per prendersi cura dei figli nei primi anni di vita. È previsto dal Testo Unico sulla maternità e paternità (DLgs. 151/2001).

Durante il congedo, i genitori percepiscono un’indennità parziale, variabile in base alla durata e alle modalità di fruizione. Può essere richiesto entro i primi 12 o 14 anni dalla nascita, dall’adozione o dall’affidamento del minore e si tratta di una misura opzionale (da qui il termine “facoltativo”).

Nonostante l’estensione dell’arco temporale (da 12 a 14 anni), i limiti massimi individuali e di coppia relativi alla durata complessiva del congedo e alle percentuali di indennizzo (es. i mesi indennizzati all’80% o al 30%) restano invariati rispetto a quanto previsto dal Testo Unico (D.Lgs. 151/2001).

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7) REDDITO DI LIBERTÀ

Tra le misure meno note ma socialmente molto rilevanti c’è il Reddito di Libertà rivolto alle donne vittime di violenza inserite in percorsi di protezione e autonomia, molte delle quali sono madri.

Può essere riconosciuto una sola volta direttamente all’INPS dalle interessate per un importo di 500 euro su base mensile per un massimo di 12 mesi, ma i fondi vengono erogati agli Enti locali, ovvero i Comuni per conto delle singole Regioni in base al numero di donne residenti tra i 18 e i 67 anni.

Oltre al contributo economico, il sistema prevede anche:

  • congedi indennizzati;
  • tutele lavorative specifiche;
  • supporto per il reinserimento.
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COME FARE DOMANDA ALL’INPS

La maggior parte dei bonus si richiede direttamente tramite portale INPS, accedendo a questa pagina con SPID, CIECNS.

In alternativa è possibile rivolgersi a patronati, CAF e consulenti del lavoro, che possono gestire le richieste per conto delle beneficiarie.

È importante verificare sempre requisiti reddituali e scadenze, ma anche di essere in possesso di eventuale ISEE aggiornato e di tutta la documentazione richiesta.

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ALTRI BONUS PER I FIGLI E PER LA FAMIGLIA

Oltre alle misure di sostegno alla maternità, vi consigliamo di consultare le nostre guide aggiornate sui bonus per i figli e i bonus per la famiglia che si possono richiedere nel 2026.

ALTRI AIUTI INTERESSANTI E AGGIORNAMENTI

A vostra disposizione anche la guida agli Assegni Familiari e quella sull’Assegno di maternità dei Comuni.

Vi potrebbe interessare sapere inoltre come funziona il Fondo garanzia prestiti per famiglie numerose e il nuovo part time agevolato per genitori.

Per conoscere tutti gli aiuti per lavoratori e famiglie disponibili potete visitare questa pagina.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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