La Corte Costituzionale ha esteso ufficialmente il congedo di paternità obbligatorio anche alla cosiddetta “madre intenzionale”.
Il diritto al 10 giorni di congedo obbligatori retribuiti al 100% spetta cioè ora anche alla seconda madre nelle coppie omogenitoriali femminili legalmente riconosciute.
Il provvedimento non solo interviene su una disparità normativa, ma rappresenta un punto di svolta per l’equità genitoriale e il riconoscimento della pluralità delle famiglie nella società italiana, riscrivendo una nuova pagina sul fronte dei diritti delle famiglie.
Vediamo, nel dettaglio, cosa cambia.
ESTESO CONGEDO DI PATERNITÀ ALLA MADRE INTENZIONALE, COSA CAMBIA
Il congedo di paternità, nella sua versione attuale, prevede 10 giorni di astensione dal lavoro retribuiti al 100%, da fruire entro cinque mesi dalla nascita (o ingresso in famiglia) del minore. Fino a oggi, tale diritto era formalmente riservato al padre lavoratore dipendente, ma con la sentenza n. 115 del 21 luglio 2025, la Corte ha giudicato incostituzionale l’art. 27-bis del D.Lgs. 151/2001, nella parte in cui non consente anche alla madre intenzionale di una coppia omogenitoriale (quindi non madre biologica, ma genitore riconosciuto civilmente) di accedere al congedo di paternità.
Quindi:
- PRIMA: il congedo di paternità obbligatorio (10 giorni retribuiti al 100%) era riservato solo al padre biologico o adottivo e nelle coppie omogenitoriali femminili, solo la madre biologica (che partorisce) poteva accedere ai congedi di maternità. La madre intenzionale (cioè la “seconda mamma”, riconosciuta come genitore nei registri dello stato civile) non aveva diritto al congedo di paternità. Il sistema INPS infatti non permette nemmeno la presentazione della domanda in via telematica da parte della madre intenzionale;
- DOPO la sentenza della Corte Costituzionale: il congedo di paternità viene esteso anche alla madre intenzionale in coppie omogenitoriali femminili legalmente riconosciute. Le due madri hanno ora uguali diritti ai congedi previsti dalla normativa per i genitori lavoratori. Pertanto, la madre intenzionale ha diritto a 10 giorni di congedo retribuito al 100%, da fruire entro 5 mesi dalla nascita o dall’ingresso del minore in famiglia, esattamente come il padre nelle coppie etero e in aggiunta alla maternità obbligatoria che spetta invece alla mamma biologica.
IL CASO E LA DECISIONE PRESA
Tutto nasce da un ricorso presentato da un’associazione LGBTI+ contro l’INPS, accusata di discriminazione sistemica per aver predisposto una piattaforma informatica che non permette alle famiglie con due madri di inoltrare telematicamente la domanda per il congedo di paternità.
Il caso arriva fino alla Corte d’Appello di Brescia, che solleva una questione di legittimità costituzionale dell’attuale normativa: secondo i giudici, escludere la madre intenzionale dal congedo previsto per i padri viola il principio di pari trattamento tra genitori, indipendentemente dal genere o dalla genitorialità biologica.
I giudici hanno spiegato che che non vi è alcuna ragione giuridica o sociale per negare tale diritto alla madre intenzionale. In particolare, ha dichiarato che:
“Entrambi i genitori, in qualunque configurazione familiare, devono poter contribuire fin da subito al benessere psicofisico e relazionale del minore.”
La Corte ha evidenziato che, in una coppia omogenitoriale composta da due donne che hanno avuto un figlio tramite procreazione medicalmente assistita (PMA) all’estero, entrambe le madri assumono doveri giuridici ed educativi equivalenti a quelli di una coppia eterosessuale. Non riconoscere a entrambe il diritto ai congedi significa negare tutela al bambino stesso, oltre che perpetuare una discriminazione verso le famiglie arcobaleno.
CONSEGUENZE PRATICHE: COSA SUCCEDE ORA?
Alla luce della pronuncia, la Corte ha ordinato all’INPS di adeguare i propri sistemi per permettere anche alle madri intenzionali di presentare la richiesta per il congedo obbligatorio.
Si apre ora la strada anche a possibili richieste retroattive da parte di chi non ha potuto beneficiare del congedo in passato, pur avendone diritto sostanziale.
Inoltre, questa sentenza potrà influire in futuro anche su altri ambiti del diritto del lavoro e della famiglia. Ad esempio sul congedo di paternità alternativo, i permessi retribuiti per malattia del figlio, l’accesso ai benefici fiscali e previdenziali per entrambi i genitori e in generale sulla tutela della genitorialità nelle adozioni o nell’accoglienza di minori.
GUIDA AL CONGEDO DI PATERNITÀ E MATERNITÀ
Mettiamo a vostra disposizione la guida al congedo di paternità. Vi consigliamo poi di leggere l’articolo che spiega invece come funziona la maternità obbligatoria, così da capirne meglio le differenze.
Le due misure, non sono da confondere con il congedo parentale, che vi invitiamo ad approfondire.
ALTRI APPROFONDIMENTI UTILI
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Utile anche la guida sull’assegno unico e universale figli.
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