Importi NASpI 2026 in aumento: cosa cambia e quanto spetta

L’INPS conferma l’aumento degli importi NASpI nel 2026: ecco cosa cambia per chi percepisce la disoccupazione e quanto spetta

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L’importo massimo della NASpI aumenta.

Lo ha confermato l’INPS, aggiornando anche i valori di riferimento per il calcolo dell’indennità di disoccupazione.

Il 2026 si apre quindi con un adeguamento che rafforza, almeno in parte, la funzione di protezione sociale della NASpI.

In questo articolo vi spieghiamo cosa cambia, come si calcola la NASpI e quali sono gli importi aggiornati.

QUALI SONO I NUOVI IMPORTI NASPI 2026

L’INPS ha aggiornato i parametri economici per il calcolo della NASpI nel 2026, adeguando gli importi al nuovo costo della vita. Nel dettaglio, come confermato con la circolare n. 4 del 28 gennaio 2026:

  • la soglia di riferimento per la base per il calcolo dell’assegno è fissata a 1.456,72 euro, se la retribuzione media del lavoratore è inferiore a tale cifra, l’indennità sarà pari al 75% della stessa; se superiore, verrà applicata una quota aggiuntiva;

  • l’importo massimo che l’erogazione può raggiungere è invece di 1.584,70 euro;
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CALCOLO NASPI: COME FUNZIONA

Il meccanismo di calcolo della NASpI si prendono come riferimento tutte le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni. Questo valore viene diviso per il numero di settimane di contribuzione versata nello stesso periodo. Mentre il risultato ottenuto viene a sua volta moltiplicato per il coefficiente numerico 4,33. Questa è retribuzione media del lavoratore, cifra di riferimento per calcolare l’ammontare effettivo del sussidio spettante.

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QUANTO SPETTA NEL 2026

Come riportato dall’INPS nella circolare n. 4 del 28 gennaio 2026:

  • se la retribuzione media è pari o inferiore a 1.456,72 euro, l’indennità mensile sarà esattamente il 75% della media stessa;

  • se la retribuzione media è superiore a 1.456,72 euro, l’indennità è pari al 75% della quota fissa (1.456,72 euro) a cui si aggiunge il 25% della differenza tra la retribuzione media e la soglia base.

In ogni caso, l’importo totale non può mai superare il massimale di 1.584,70 euro lordi mensili. Questo vuol dire che, indipendentemente da quanto fosse alto lo stipendio prima della perdita del lavoro, l’assegno lordo non potrà mai andare oltre questa cifra. Se un lavoratore avesse una retribuzione media mensile calcolata di 4.000 euro, il calcolo teorico (75% della soglia + 25% dell’eccedenza) porterebbe a una cifra molto superiore, ma l’INPS erogherà comunque il massimo stabilito di 1.584,70 euro.

DURATA

La NASPI viene erogata mensilmente per un massimo di 24 mesi (2 anni) e viene corrisposta, alla generalità dei lavoratori, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 ha confermato dei tetti massimi differenziati in base all’età del beneficiario, al fine di modulare il sostegno in relazione alla maggiore o minore difficoltà di ricollocazione sul mercato del lavoro. Ovvero:

  • per i lavoratori under 35 anni, la durata massima della NASPI è fissata a 18 mesi (corrispondenti a 78 settimane);

  • per i lavoratori di età compresa tra 35 e 54 anni, la durata massima è estesa a 21 mesi (91 settimane);

  • per i lavoratori over 55 anni, la durata massima rimane invariata a 24 mesi (104 settimane), riconoscendo le maggiori difficoltà che questa fascia d’età può incontrare nella ricerca di una nuova occupazione.

In ogni caso, pur con questi tetti massimi, la durata effettiva della prestazione non potrà mai superare la metà delle settimane contributive versate nel quadriennio di riferimento.

GUIDA ALLA NASPI 2026

Per approfondire invece quando decade e come richiederla, vi consigliamo la nostra guida alla NASpI 2026.

ALTRI INTERESSANTI AIUTI 

Per conoscere meglio quali sono le differenze, vi consigliamo di approfondire il nostro articolo sull’ISCRO e quello sull’indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo.

Potrebbe tornarvi utile, inoltre, sapere come funzionano la Carta Acquisti, la Carta di Inclusione e il bonus bollette, tutti aiuti questi destinati a chi ha un reddito basso e si trova in difficoltà economiche.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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