Part time incentivato per lavoratori vicini alla pensione: come funziona il bonus

Cos’è e come funziona il part time incentivato per i lavoratori vicini alla pensione. Ecco cosa prevede la legge e quali sono le novità in arrivo

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Con il DDL PMI 2025 2026 arriva il part time incentivato per lavoratori vicini alla pensione.

Nel biennio 2026 2027 fino a 1.000 dipendenti privati a tempo pieno e indeterminato, in aziende con massimo 50 addetti, potranno trasformare il contratto in part time se in possesso di anzianità contributiva e requisiti pensionistici specifici.

La misura prevede sgravi fino alla pensione o al 31 Dicembre 2027, vincolati all’assunzione di un giovane under 34 a tempo pieno e indeterminato.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e come funziona.

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OK AL PART TIME INCENTIVATO PER LAVORATORI VICINI ALLA PENSIONE

L’articolo 6 del DDL PMI 2025 2026, prevede che i lavoratori dipendenti che maturano i requisiti per la pensione entro il 1° Gennaio 2028 possano scegliere di ridurre il proprio orario di lavoro, trasformando il contratto da tempo pieno a part-time. La riduzione dell’orario potrà variare dal 25% al 50% del montante ore piene lavorate.

Il provvedimento è pensato per aziende con meno di 50 dipendenti e ha una duplice finalità:

  • alleggerire gradualmente il carico lavorativo dei dipendenti senior, permettendo loro di avvicinarsi alla pensione in modo più sostenibile;

  • favorire l’ingresso di giovani nel mondo del lavoro, infatti è previsto l’obbligo per il datore di lavoro di assumere, parallelamente agli incentivi che gli vengono riconosciuti, un giovane con contratto a tempo pieno e indeterminato.

La misura, infatti, garantisce benefici contributivi e figurativi a carico dello Stato fino alla pensione o al 31 Dicembre 2027, subordinati all’assunzione contestuale di un giovane under 34 a tempo pieno e indeterminato. In sostanza, si tratta di un meccanismo che permette ai lavoratori vicini alla pensione di ridurre l’orario senza perdere diritti previdenziali, favorendo al tempo stesso l’ingresso di giovani nel mercato del lavoro. Scopriamo insieme a chi si rivolge questa misura.

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A CHI SI RIVOLGE

La misura si rivolge a lavoratori dipendenti privati, occupati a tempo pieno e indeterminato presso datori di lavoro con un organico fino a 50 dipendenti, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria o alle gestioni INPS esclusive, sostitutive e separate.

Possono accedervi coloro che possiedono anzianità contributiva maturata prima del 1° Gennaio 1996 e che siano in grado di conseguire, entro il 1° Gennaio 2028, i requisiti per la pensione di vecchiaia o per la pensione anticipata ordinaria.

Vediamo come funziona.

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COME FUNZIONA IL BONUS

Il part time incentivato funziona mediante la possibilità, concessa ai lavoratori dipendenti privati a tempo pieno e indeterminato presso aziende fino a 50 dipendenti, di trasformare il proprio contratto in parziale con una riduzione dell’orario compresa tra il 25% e il 50%. La riduzione deve essere formalizzata con un accordo scritto e datato con il datore di lavoro, che può prevedere anche clausole elastiche o flessibili per adattare la prestazione su base settimanale o mensile.

Il lavoratore che sceglie questa opzione non subisce penalizzazioni sulla pensione. Infatti, ottiene un esonero totale dalla propria quota di contributi previdenziali IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti), fino a un massimo di 3.000 euro annui, valido fino al 31 Dicembre 2027 o fino al pensionamento se avviene prima.

Inoltre, lo Stato integra i contributi mancanti relativi alla parte di retribuzione non percepita a causa del part time e riconosce contribuzione figurativa per le ore non lavorate, calcolata sulla retribuzione corrispondente. Questi benefici hanno però limiti di spesa annuali fissati dalla legge. Perché il lavoratore possa usufruire di tali vantaggi, il datore di lavoro deve assumere contemporaneamente un nuovo dipendente a tempo pieno e indeterminato, con età non superiore a 34 anni, potendo utilizzare le agevolazioni già previste dalla normativa vigente.

Le agevolazioni sono gestite dall’INPS e possono essere riconosciute a un massimo di 1.000 lavoratori. L’INPS monitora costantemente le domande e, se viene raggiunto il tetto di spesa, sospende l’accoglimento di nuove richieste e informa i Ministeri competenti.

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QUANDO ENTRA IN VIGORE LA MISURA

La misura sarà sperimentale nel biennio 2026 e 2027. Si tratta infatti di un’iniziativa nuova, un test, che inizialmente coinvolgerà un massimo di 1.000 lavoratori, per vedere come funziona prima di eventualmente renderla definitiva o più ampia.

Il costo complessivo della misura è stimato in 4,7 milioni di euro per il 2026 e 6,4 milioni di euro per il 2027.

GUIDA AL DDL PICCOLE E MEDIE IMPRESE

In attesa dell’avvio ufficiale del part time agevolato, mettiamo a vostra disposizione la guida al DDL PMI 2025 2026, dove spieghiamo quali sono le novità che introduce e quali sono gli altri aiuti e incentivi in arrivo per rafforzare il sistema produttivo italiano.

ALTRI AIUTI E AGGORNAMENTI

Vi potrebbe interessare leggere l’approfondimento su quali sono i bonus per le imprese attivi nel 2025. E a proposito di aiuti per le aziende, vi consigliamo di consultare la nostra guida ai bonus famiglie, lavoratoti e imprese del 2025. Utile anche l’elenco aggiornato degli incentivi alle assunzioni disponibili in Italia. Vi consigliamo di leggere inoltre, per conoscere le altre novità sul tema, la guida alla Legge di Bilancio 2026.

Per conoscere tutte le altre agevolazioni è possibile visitare la nostra pagina dedicata gli aiuti per le imprese. Poi, potete restare informati sulle nuove leggi, infine, vi consigliamo di seguire la sezione leggi, dove sono presenti tutte le news normative.

Per conoscere tutte le novità relative al mondo del lavoro, vi consigliamo di consultare la nostra pagina dedicata.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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