Il Bonus Giorgetti, destinato a coloro che hanno deciso di rinviare la pensione, è stato esteso.
L’INPS ha pubblicato le nuove linee guida aggiornate, specificando a chi spetta l’incentivo economico rivolto ai lavoratori dipendenti che, pur maturando i requisiti per la pensione, decidono di restare in servizio.
In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio a chi spetta, come funziona e quali sono le novità.
A CHI SPETTA IL BONUS GIORGETTI NEL 2026
Come previsto dalla Legge di Bilancio 2026, il bonus Giorgetti è rivolto ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) o a forme sostitutive ed esclusive che maturano il diritto di accedere alle diverse forme di pensione anticipata o di vecchiaia.
Nel dettaglio, come chiarito dalla circolare n. 42 del 2 aprile 2026, il bonus spetta a:
- chi matura i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, ovvero 42 anni e 10 mesi di contributi se donne e 41 anni e 10 mesi di contributi se donne entro il 31 dicembre 2026;
- chi ha maturato i requisiti per accedere alla pensione anticipata flessibile, ovvero 62 anni d’età e 41 di contributi entro il 31 dicembre 2025 (questo perché Quota 103 non è stata rinnovata per le nuove maturazioni nel 2026, ma l’incentivo resta valido solo per chi ha cristallizzato il diritto riconosciuto dalla Legge di Bilancio 2025).
Questi, se decidono di non andare subito in pensione, ma di continuare a lavorare, hanno diritto allo sgravio della quota di contributi IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) a proprio carico. Ovvero, tali contributi, non devono essere versati allo Stato e dunque, danno diritto a un automatico aumento in busta paga.
Ma vediamo come.
COME FUNZIONA
L’incentivo al posticipo del pensionamento opera attraverso una trasformazione della natura dei contributi previdenziali in reddito disponibile. Una volta che il lavoratore ha maturato i requisiti per la pensione anticipata e ha ottenuto l’autorizzazione dall’INPS:
- il rapporto lavorativo prosegue regolarmente, ma con una variazione nel calcolo dello stipendio;
- il datore di lavoro cessa di trattenere la quota a carico del lavoratore (pari al 9,19% della retribuzione imponibile nella maggior parte dei casi) e la eroga come somma aggiuntiva netta;
- la quota viene coperta dallo Stato e, di conseguenza, aumenta il netto in busta paga.
Il lavoratore che intende avvalersi dell’incentivo al posticipo del pensionamento deve però comunicare all’INPS la rinuncia all’accredito dei contributi (condizione preliminare al riconoscimento).
L’incentivo non è cumulabile con altri esoneri sulla quota lavoratore (es. sgravi contributivi per bassi redditi), ma è compatibile con agevolazioni che riguardano la quota a carico del datore di lavoro.
COME RICHIEDERLO
È possibile richiedere il bonus tramite INPS collegandosi al sito INPS e accedendo, da questa pagina, ai servizi riservati, autenticandosi con SPID (livello 2), CIE o CNS.
Una volta fatta l’autenticazione è necessario poi, cliccare su “Pensione e Previdenza” e successivamente su → Domanda di pensione → Area Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci → Certificati → Verifica del requisito per l’accesso all’incentivo al posticipo del pensionamento”.
In alternativa, l’invio dell’Istanza può avvenire anche con l’assistenza di patronati o contattando il Contact Center (803.164 da rete fissa o 06 164.164 da mobile).
Dopo avere ricevuto la domanda, l’Istituto verifica il raggiungimento da parte del lavoratore dei requisiti minimi pensionistici per l’accesso al trattamento di pensione anticipata flessibile o pensione anticipata ordinaria e, entro 30 giorni dalla presentazione della relativa richiesta, comunica al lavoratore l’esito della domanda e al datore di lavoro tramite il servizio denominato “Comunicazione bidirezionale”, accessibile dal Cassetto previdenziale delle aziende e dei consulenti.
QUANTO SPETTA AL LAVORATORE CHE POSTICIPA LA PENSIONE
Al lavoratore, col Bonus Giorgetti spetta un extra sullo stipendio pari a quanto avrebbe dovuto pagare per i contributi IVS. Tale importo varia in base alla paga e alla percentuale di contributi a carico del lavoratore, che solitamente sono pari al 9,19% della retribuzione per i lavoratori dipendenti privati.
Ad esempio, un lavoratore con uno stipendio lordo mensile di 2.000 euro riceverebbe circa 184 euro netti in più al mese, totalmente esentasse. Su base annuale, il beneficio può arrivare fino a oltre 2.000 euro netti.
QUANDO ARRIVA IL BONUS
Il beneficio parte dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si sarebbe potuta percepire la pensione. È consigliabile, però, consultare l’azienda prima di presentare domanda, così da essere sicuri di non arrecare danno all’organizzazione dell’impresa ed essere in linea con il proprio datore di lavoro.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- testo finale della Legge di Bilancio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025 (GU Serie Generale n.301 del 30-12-2025 – Suppl. Ordinario n. 42);
- circolare INPS n. 42 del 2 aprile 2026.
GUIDA ALLE PENSIONI NEL 2026
Per essere aggiornati su tutte le novità, vi consigliamo di approfondire la nostra guida sulle pensioni nel 2026. Per approfondire l’argomento, vi consigliamo anche l’articolo che spiega quando si può andare in pensione, con tutti i requisiti specificati.
ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI
Se volete sapere quali sono le novità in arrivo sul tema, vi consigliamo di leggere gli articoli sugli aumenti alle pensioni dal 2026 o sullo stop Quota 103 dal 2026.
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