Pensione lavoratori precoci nel 2026: novità, requisiti, come funziona

Come funziona, a chi spetta e come richiedere la pensione anticipata per i lavoratori precoci che hanno iniziato a versare i contributi prima dei 19 anni

INPS, pensioni
Photo credit: Eyesonmilan / Shutterstock

La pensione per i lavoratori precoci è un trattamento pensionistico anticipato dedicato ai contribuenti che possono far valere 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19° anno di età.

Viene chiamata anche “Quota 41”, in quanto è accessibile a coloro che hanno accumulato almeno 41 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 2026 e che si trovano in determinate condizioni.

Dal 2027 tale requisito dei 41 anni però aumenta, in base all’incremento della speranza di vita registrato dall’ISTAT.

In questo articolo vi spieghiamo in modo chiaro e dettagliato a chi spetta, come funziona e come presentare domanda.

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PENSIONE LAVORATORI PRECOCI CONFERMATA NEL 2026

La pensione per i lavoratori precoci è stata confermata per l’anno in corso dalla Legge di Bilancio 2026. Anche quest’anno quindi, i contribuenti interessati possono accedere a questa forma di pensionamento anticipato dedicata a chi ha iniziato a lavorare da molto giovane. 

È stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2017 (articolo 1, comma 199) e attuata dal successivo DPCM 87 del 23 maggio 2017 a partire dal 1° maggio 2017. Le modalità di accesso rimangono le stesse oggi.

Ma vediamo come funziona quota 41 precoci.

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COME FUNZIONA QUOTA 41 PER I PRECOCI

La pensione quota 41 per i lavoratori precoci funziona mediante l’erogazione dell’assegno di pensionamento anticipato da parte dell’INPS, previo riconoscimento dei requisiti. Ma come funziona esattamente questo prepensionamento?

Come chiarito dallo stesso Istituto nella Circolare n. 99 del 2017, valida tuttora, ai fini del computo dei 41 anni di anzianità contributiva vale la contribuzione relativa ai “periodi di lavoro effettivi”. Per procedere con il calcolo valgono le regole seguenti:

  • va considerata la contribuzione obbligatoria dovuta per i periodi di prestazione effettiva di lavoro espressa in mesi, settimane o giorni riferita all’anzianità contributiva utile per il diritto e la misura secondo le discipline vigenti presso le varie forme assicurative previdenziali;

  • sono utili anche i periodi di lavoro all’estero riscattati e i periodi riscattati per omissioni contributive;

  • il requisito contributivo di 41 anni può essere perfezionato, su domanda dell’interessato, anche cumulando i periodi assicurativi, quindi deve essere considerata la contribuzione per prestazione di lavoro effettiva accreditata anche in altri fondi pensionistici obbligatori diversi da quello in cui viene liquidata la pensione anticipata, fermo restando il conseguimento del requisito contributivo ridotto di cui all’articolo 1, comma 199 della Legge 232/2016, come previsto dalla Legge 24 dicembre 2012, n. 228.

È bene precisare, infine, che la Legge di Bilancio 2026 non ha modificato le regole di accesso alla pensione lavoratori precoci. Tuttavia, ha confermato che, a partire dal 1° gennaio 2027, il requisito contributivo sarà soggetto a rivalutazione in base all’aumento dell’aspettativa di vita.

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CHI PUÒ ANDARE IN PENSIONE ANTICIPATA NEL 2026

Possono andare in pensione anticipata nel 2026 con quota 41, i lavoratori precoci che rispettano simultaneamente le seguenti condizioni specifiche:

  • essere iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) o alle forme sostitutive o esclusive della medesima;

  • essere in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. Ossia aver iniziato a versare contributi entro quella data;

  • aver maturato 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19° anno di età;

  • perfezionare 41 anni di contribuzione entro il 31 dicembre 2026.

In aggiunta alle condizioni citate, è indispensabile che il lavoratore precoce sia in possesso di specifici requisiti.

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REQUISITI

Per accedere alla pensione con quota 41 è necessario che il lavoratore precoce sia in possesso di almeno uno dei 5 requisiti elencati di seguito:

  • essere in stato di disoccupazione. Lo stato di disoccupazione è riconosciuto dopo la cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale e conclusione della prestazione per la disoccupazione da almeno tre mesi. L’INPS ha chiarito anche che i lavoratori precoci in stato di disoccupazione possono beneficiare del sostegno anche quando il rapporto di lavoro si interrompe per il mancato superamento del periodo di prova o la cessazione dell’attività aziendale;

  • avere un’invalidità superiore o uguale al 74%, accertata dalle competenti commissioni mediche per il riconoscimento dell’invalidità civile;

  • essere caregiver. Ossia assistere, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, Legge 104, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 70 anni oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;

  • aver svolto attività particolarmente faticose e pesanti, ai sensi del Decreto Legislativo 21 aprile 2011, n. 67. Parliamo delle cd. “attività usuranti” elencate dal Decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale 19 maggio 1999. Per mansioni particolarmente usuranti si intendono lavori in miniera con mansioni svolte in sotterraneo o lavori nelle cave. Ma anche, lavori nelle gallerie, lavori svolti dai palombari o lavori ad alte temperature. Inoltre sono inclusi la lavorazione del vetro cavo, i lavori espletati in spazi ristretti e i lavori di asportazione dell’amianto;

  • essere lavoratori dipendenti che hanno svolto l’attività lavorativa cosiddetta “gravosa” per almeno sette anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, oppure, per almeno sei anni negli ultimi sette anni di attività lavorativa. Le categorie di lavoratori dipendenti che svolgono attività professionali classificate come lavori gravosi includono operai nell’industria estrattiva, edilizia e manutenzione, conduttori di gru e macchinari, conciatori di pelli, conduttori di convogli ferroviari, mezzi pesanti e camion, personale sanitario turnista, assistenti a persone non autosufficienti. Ma anche insegnanti di scuola dell’infanzia, facchini, addetti alle pulizie, operatori ecologici. Infine, sono inclusi gli operai dell’agricoltura, pesca, lavoratori del settore siderurgico e del vetro ad alte temperature, marittimi e personale viaggiante dei trasporti marini.

COSA CAMBIA PER I PRECOCI NEL 2027

Per i lavoratori precoci, a partire dal 1° gennaio 2027, il requisito fisso di 41 anni di contributi subisce un innalzamento. Secondo le ultime disposizioni e le circolari INPS di marzo 2026:

  • nel 2027 il requisito per la pensione anticipata precoci sale a 41 anni e 1 mese di contributi;

  • nel 2028 è previsto un ulteriore aumento che porterà la soglia a 41 anni e 3 mesi. 

Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 ha riconosciuto una deroga per i lavoratori precoci che svolgono attività gravose o particolarmente faticose e pesanti (usuranti), che sono esentati dagli adeguamenti alla speranza di vita per il biennio 2027-2028. Per questi soggetti, il requisito resta fermo a 41 anni di contributi.

QUANDO VIENE RICONOSCIUTO IL LAVORO PRECOCE

Il lavoratore viene riconosciuto come “precoce” se ha iniziato a lavorare molto presto, tra i 16 e i 18 anni, e ha accumulato almeno 12 mesi di contributi, versati anche in maniera non continuativa, prima del compimento del diciannovesimo anno di età. Questi soggetti riescono ad arrivare a 41 anni di contributi ad un’età anagrafica relativamente bassa, spesso intorno ai 60 anni.

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IMPORTI E CALCOLO

Con la pensione precoci, i lavoratori prendono un assegno pensionistico il cui importo varia significativamente in base alla carriera e ai contributi versati. La pensione non subisce nessuna decurtazione, infatti, il calcolo viene effettuato in base a tutti i contributi versati.

Ovvero, per la pensione lavoratori precoci il calcolo dell’assegno pensionistico deve essere effettuato con sistema misto, retributivo e contributivo. Il sistema è misto per chi ha contributi prima del 1996. Se il lavoratore aveva almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, il calcolo segue il metodo retributivo fino al 31 dicembre 2011. Se ne aveva meno di 18, il retributivo si ferma al 31 dicembre 1995.

Ricordiamo che il sistema contributivo prevede una determinazione di calcolo delle prestazione basata sull’intera vita assicurativa di un individuo, mentre il sistema retributivo si basa sulle ultime retribuzioni ricevute dal lavoratore prima della pensione. La regola vuole che nel calcolo dell’importo spettante con quota 41, “che trasforma i contributi nell’assegno pensionistico”, si parla di sistema “misto” perché viene utilizzato:

  • il sistema retributivo sui contributi versati fino al 31 dicembre 1995;

  • il sistema contributivo sui contributi versati a partire dal 1° gennaio 1996.

Per calcolare l’importo preciso, è possibile utilizzare PENSAMI, il simulatore INPS per la pensione.

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COME PRESENTARE DOMANDA

La domanda per la pensione lavoratori precoci quota 41 può essere presentata in una delle seguenti modalità:


  • chiamando il Contact center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;

  • tramite enti di patronato e intermediari dell’Istituto attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Quindi si può scegliere di procedere in autonomia presentando domanda direttamente all’INPS oppure di farsi assistere da patronati / CAF per effettuare l’intera procedura con il supporto di operatori esperti. La domanda va presentata non oltre il 30 novembre di ciascun anno.

Eventuali domande di riconoscimento del beneficio presentate oltre il 30 novembre, sono prese in considerazione soltanto in caso residuino le risorse finanziarie.

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FINESTRE MOBILI E DECORRENZA

Chi matura i requisiti per richiedere la pensione anticipata, una volta presentata la domanda all’INPS (e accettata), non riceve subito l’assegno. C’è infatti un lasso di tempo che intercorre tra il momento in cui un lavoratore matura il diritto teorico alla pensione (il raggiungimento dei requisiti di età o contributivi) e il momento in cui riceve effettivamente il primo pagamento dell’assegno pensionistico: la cosiddetta finestra mobile. 

Nel dettaglio, come chiarito dalla circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026:

  • per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2026, la decorrenza è dopo 5 mesi;

  • per chi matura i requisiti nel corso del 2027, la finestra si allunga a 7 mesi.

Dal 1° gennaio 2028, invece, la finestra passerà a 9 mesi.

È importante sottolineare che il computo della finestra inizia dal primo giorno del mese successivo a quello di maturazione dei 41 anni di contributi. Restano esclusi da questi incrementi i lavoratori impegnati in attività usuranti o gravose, per i quali continuano a trovare applicazione i termini di decorrenza previgenti (3 mesi), come stabilito dalle deroghe per le categorie svantaggiate confermate per il biennio 2027-2028.

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LA GUIDA ALLA RIFORMA PENSIONI

Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere la nostra guida alle pensioni 2026 e l’articolo che spiega quando si può andare in pensione, con tutti i requisiti specificati.

RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

A proposito di forme di pensione anticipata non confermate, invece, vi consigliamo di consultare i nostri articoli sullo stop a Quota 103 e lo stop a Opzione Donna confermato dal governo.

Tra le modalità di uscita in anticipo confermate, invece, resta l’APE Sociale nel 2026.

Inoltre, per conoscere tutte le novità per i pensionati, vi invitiamo a visitare questa sezione.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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