La Legge di Bilancio ha cambiato le regole sull’accesso alla pensione anticipata per i dipendenti pubblici nel 2026.
In particolare, la Manovra ha confermato lo stop di Opzione Donna e Quota 103, mentre è intervenuta con alcune modifiche per quanto riguarda la pensione anticipata ordinaria.
In questo articolo vi spieghiamo cosa è cambiato e quali sono le novità per i dipendenti pubblici che vogliano andare in pensione prima.
Indice:
PENSIONE ANTICIPATA DIPENDENTI PUBBLICI NEL 2026, LE OPZIONI
Nel 2026, ci sono diverse opzioni per l’accesso alla pensione anticipata dei dipendenti pubblici, come definite dalla Legge di Bilancio 2026.
Ovvero è possibile scegliere tra:
- pensione anticipata ordinaria, con nuove regole rispetto al 2025;
- Quota 41 per lavoratori precoci;
- Ape sociale.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia.
COSA CAMBIA NEL 2026 PER LE PENSIONI ANTICIPATE
Nel 2026 l’accesso alla pensione anticipata non sarà più possibile con Quota 103 e Opzione donna La Legge di Bilancio 2026 non ha prorogato l’accesso a queste misure per chi matura i requisiti a partire dal 1° gennaio 2026.
Tuttavia, chi ha raggiunto i requisiti entro le scadenze precedenti mantiene il diritto.
Inoltre, per la pensione anticipata ordinaria (indipendente dall’età), il periodo di attesa tra la maturazione del requisito e la decorrenza dell’assegno – la cosiddetta finestra mobile – è aumentato per diverse casse del pubblico impiego (CPDEL, CPS, CPI, CPUG), passando dai 4 mesi nel 2025 a 5 mesi nel 2026.
ETÀ E QUANTI CONTRIBUTI SERVONO PER ANDARE IN PENSIONE PRIMA NEL SETTORE PUBBLICO
Alla luce di quanto confermato o introdotto come novità dalla Legge di Bilancio 2026, ecco quanti contributi e che età serve per andare in pensione prima nel settore pubblico:
- 41 anni e 10 mesi (se donne) e di 42 anni e 10 mesi (se uomini) con la pensione anticipata ordinaria per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996;
- almeno 20 anni di contributi e un assegno pari a 3 volte quello sociale (ridotto a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per le donne con due o più figli) per la pensione anticipata ordinaria nel caso di contribuzione versata a partire dal 1° Gennaio 1996;
- almeno 41 anni di contributi, di cui almeno 12 mesi versati prima del compimento dei 19 anni di età, e fare parte delle cosiddette categorie tutelate se si vuole richiedere Quota 41;
- almeno 63 anni e 5 mesi di età e un’anzianità contributiva che varia tra i 28 e i 36 anni e l’aver svolto lavori usuranti o mansioni gravose se si vuole richiedere la pensione anticipata con Ape Sociale.
CHI PUÒ RIMANERE IN SERVIZIO FINO A 70 ANNI
In base alle nuove disposizioni, un dipendente pubblico può rimanere in servizio fino a 70 anni, ma solo se l’Amministrazione pubblica lo sceglie e se la sua performance lavorativa è valutata come ottima o eccellente.
Quindi, è l’Amministrazione pubblica a decidere e non è il dipendente a fare richiesta.
Inoltre:
- il trattenimento in servizio fino ai 70 anni è limitato al 10% delle facoltà assunzionali “ordinarie” della Pa dove il dipendente è impiegato (derivanti dal turn over e da eventuali autorizzazioni ad assumere previste da specifiche misure normativa);
- sono esclusi dalla pensione a 70 anni i dipendenti della Magistratura (ordinaria, amministrativa, contabile e tributaria), delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
GUIDA ALLE PENSIONI NEL 2026
Per essere aggiornati su tutte le novità, vi consigliamo di approfondire la nostra guida sulle pensioni nel 2026. Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere anche l’articolo che spiega quando si può andare in pensione, con tutti i requisiti specificati.
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