La Manovra 2026 ha confermato il cosiddetto Reddito di cura, una misura pensata per sostenere le famiglie che si fanno carico dell’assistenza a persone non autosufficienti.
La proposta di emendamento presentata dal Movimento 5 Stelle è stata alla fine inserita nella Legge di Bilancio, che ha previsto lo stanziamento di 3 milioni l’euro l’anno per garantire un contributo economico mensile ai caregiver familiari che assistono persone con disabilità gravissima.
In questo articolo vi spieghiamo cos’è, come funziona e quali sono i requisiti per ottenerlo.
COS’È IL REDDITO DI CURA 2026
Il reddito di cura è un contributo economico destinato ai nuclei familiari che assistono persone in condizioni di non autosufficienza, disabilità grave o gravissima.
L’obiettivo della misura è quello di sostenere economicamente chi presta attività di cura continuativa e favorire la permanenza della persona assistita nel proprio contesto familiare, evitando o rinviando il ricovero in strutture residenziali.
Non si tratta di un reddito “universale” né di una misura di contrasto alla povertà in senso stretto, ma di un intervento mirato legato alla condizione di salute e di bisogno assistenziale del beneficiario.
Con la Legge di Bilancio 2026 sono stati stanziati 3 milioni di euro all’interno delle politiche di sostegno alla non autosufficienza, garantendo l’apertura di nuove domande di accesso agli aiuti nel corso dell’anno, nei limiti delle risorse disponibili e secondo i criteri definiti a livello territoriale.
COME FUNZIONA
L’aiuto, se approvato, funziona mediante il riconoscimento di un contributo mensile compreso tra 400 e 600 euro.
L’importo preciso deve essere definito, annualmente, con apposito Decreto del Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia, sulla base del numero dei beneficiari e delle risorse disponibili. L’INPS sarà l’Ente incaricato dell’erogazione e del monitoraggio della spesa, con l’obbligo di comunicare eventuali scostamenti rispetto al limite di spesa ai ministeri competenti.
Il Reddito di Cura spetterà ai soggetti conviventi con l’assistito che garantiscono assistenza continuativa e non professionale. Il sostegno economico può essere utilizzato per:
- compensare l’attività di cura svolta dal familiare;
- coprire, in tutto o in parte, i costi dell’assistenza domiciliare;
- supportare le spese legate alla gestione quotidiana della non autosufficienza.
REQUISITI
I requisiti per accedere al reddito di cura nel 2026 ruotano attorno a tre elementi principali, ovvero:
- condizione di non autosufficienza, per cui il contributo è destinato a persone con disabilità grave o gravissima oppure non autosufficienti nello svolgimento degli atti quotidiani della vita, in possesso di certificazione sanitaria rilasciata dagli organi competenti;
- assistenza prestata in ambito familiare, che solo se viene garantita da un familiare caregiver da diritto al contributo;
- il possesso di un ISEE valido non superiore a 30.000 euro, determinato in base alla composizione del nucleo familiare, alla gravità della condizione assistenziale e alle disposizioni regionali o territoriali.
COME SI OTTIENE IL REDDITO DI CURA
Dal punto di vista operativo, il reddito di cura funziona come un contributo economico periodico, riconosciuto per un periodo definito e rinnovabile, a fronte del mantenimento dei requisiti. Pertanto, va presentata apposita domanda, secondo modalità e regole devono però essere ancora definitiv.
La Legge di Bilancio 2026 ha infatti confermato le risorse, ma per l’operatività della misura bisogna attendere i decreti attuativi.
AIUTI PER PERSONE CON DISABILITÀ ATTIVI NEL 2026
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