Riqualificazione pensioni dipendenti pubblici: chi potrebbe ricevere un aumento

Cos’è e come funziona la riqualificazione delle pensioni per i dipendenti pubblici: chi potrebbe ricevere un aumento

Aumento delle pensioni

Con la riqualificazione delle pensioni dei dipendenti pubblici l’aumento di diversi assegni diventa una possibilità concreta.

Non si tratta di una novità, ma di una possibilità prevista dalla Legge di Bilancio 2024, attuata ora da una circolare dell’INPS, in collaborazione con il Ministero del Lavoro.

Lo scopo è quello sanare le omissioni contributive da parte delle pubbliche amministrazioni fino al 2004.

Vediamo nel dettaglio come funziona e chi potrebbe vedere l’importo della propria pensione salire.

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AL VIA LA RIQUALIFICAZIONE DELLE PENSIONI DEI DIPENDENTI PUBBLICI

La Legge di Bilancio 2024 aveva previsto una sanatoria contributiva per permettere alle amministrazioni statali, agli enti locali e agli enti pubblici non economici (come ministeri, scuole e università) di regolarizzare i contributi dei propri dipendenti, attraverso la riqualificazione delle pensioni erogate. Dopo quasi due anni di attesa, L’INPS, con la circolare n. 118 del 12 agosto 2025, condivisa con il Ministero del Lavoro, ha fornito i chiarimenti operativi per l’applicazione di questa misura.

In particolare, ha specificato le modalità e le tempistiche con cui le amministrazioni pubbliche, inviando i flussi UniEmens/ListaPosPa, possono sanare le posizioni contributive dei lavoratori fino al 31 dicembre 2004, aprendo così la strada a possibili ricalcoli delle pensioni e delle buonuscite già liquidate, nel rispetto dei termini di prescrizione e di legge.

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COME FUNZIONA

La riqualificazione delle pensioni dei dipendenti pubblici è un intervento mirato a correggere le irregolarità contributive del passato. Il procedimento si svolge in due fasi:

  • 1) l’INPS procede a verificare i dati relativi ai contributi versati dalle amministrazioni pubbliche per i propri dipendenti, maturati esclusivamente fino al 31 dicembre 2004. Qualsiasi periodo di lavoro successivo a questa data non è incluso in questo specifico intervento di riqualificazione;

  • 2) se questi dati risultano mancanti o sbagliati, l’Istituto procede a un ricalcolo della pensione per assicurare che l’importo sia corretto, riconoscendo i relativi arretrati.

È importante sottolineare che non c’è una data specifica e fissa per il pagamento degli arretrati. Questi vengono liquidati dall’INPS d’ufficio una volta che l’Istituto ha completato il ricalcolo della pensione.

Le verifiche sono state avviate, quindi è l’Istituto che provvede autonomamente alla ricostituzione dell’assegno e al versamento delle somme arretrate dovute, comunicandolo al pensionato tramite il cedolino.

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PER CHI POTREBBE AUMENTARE L’IMPORTO DELLA PENSIONE

L’aumento dell’assegno pensionistico a seguito di riqualificazione è una possibilità per i dipendenti del settore pubblico (ex INPDAP) la cui pensione è stata calcolata su dati contributivi incompleti o errati relativi a periodi lavorativi fino al 31 dicembre 2004.

Attenzione però, solo se la pensione è stata liquidata da meno di tre anni, l’INPS procede d’ufficio alla ricostituzione e al pagamento degli arretrati spettanti. In caso contrario, l’Istituto non può più intervenire e il pensionato non riceverà né l’aumento né gli arretrati, poiché scatta il termine decadenziale di tre anni, come spiegato dalla circolare n. 118 del 12 agosto 2025.

Per le buonuscite (TFS/TFR), la riliquidazione è invece possibile solo se non sono trascorsi più di cinque anni tra la cessazione del servizio e la data di trasmissione dei dati corretti. Se un ricalcolo dovesse portare a un importo inferiore, l’INPS procede al recupero della somma, applicando il termine di prescrizione decennale.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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