Bonus Lavoratori Autonomi ISCRO 2022 2023: requisiti, calcolo, domanda

Tutte le informazioni sull’ISCRO, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori autonomi, dai requisiti al calcolo fino alle istruzioni per la domanda

INPS

Anche per il 2023 è disponibile il bonus lavoratori autonomi ISCRO, operativo in via sperimentale nel triennio 2021 2023.

Si tratta dell’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, la misura di sostegno al reddito introdotta dalla Legge di Bilancio 2021 per un valore tra i 250 a 800 euro in favore dei titolari di partita IVA che hanno subito ingenti perdite di fatturato. La domanda è telematica e va presentata all’INPS.

Vediamo, quindi, quali sono i requisiti per ottenere il bonus ISCRO riservato ai lavoratori autonomi, come richiederlo e quali sono destinatari.

BONUS LAVORATORI AUTONOMI ISCRO 2022 2023: COS’È

Il bonus ISCRO è un contributo rivolto esclusivamente ai lavoratori autonomi con partita IVA iscritti alla Gestione Separata che nell’anno precedente alla fruizione del beneficio hanno subito una contrazione dei guadagni. Viene anche chiamato impropriamente “cassa integrazione per le partite IVA”.

L’indennità è stata introdotta in via sperimentale per il triennio 2021 – 2023 dalla Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178) ed è erogata dall’INPS. A copertura della misura la Legge di Bilancio 2021 ha previsto un limite di spesa pari a 35,1 milioni di euro per il 2022 e 19,3 milioni di euro per il 2023. Invece, per il 2024 sono stati stanziati 3,9 milioni di euro. Per il 2022 le richieste sono state aperte dal 1° maggio 2022 al 31 ottobre 2022, così come annunciato dallo stesso Istituto nel messaggio 7 aprile 2022, n. 1569 e si aspetta l’apertura dello sportello per il 2023, su cui vi aggiorneremo.

REQUISITI BONUS ISCRO 2022 2023

Il bonus lavoratori autonomi INPS è rivolto a liberi professionisti, anche partecipanti in società semplici o studi associati, che esercitano il lavoro autonomo connesso all’esercizio di arti e di professioni. Si tratta di coloro che esercitano la professione autonoma in vari settori, così come da Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (articolo 53, comma 1).

Per richiedere il bonus lavoratori autonomi con partita IVA occorre, tuttavia, possedere i seguenti requisiti:

  • essere iscritti alla Gestione separata;

  • non essere titolari di pensione diretta o di altre forme di previdenza obbligatorie;

  • non essere beneficiari del reddito di cittadinanza;

  • avere un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda, che sia inferiore almeno del 50% al reddito medio prodotto nei tre anni precedenti;

  • avere dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rispetto all’anno precedente;

  • essere titolari di partita IVA attiva da almeno quattro anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso;

  • essere in regola con i contributi previdenziali obbligatori.

La richiesta per ottenere il bonus ISCRO non può essere accolta se non risulta comunicata la dichiarazione dei redditi certificata all’Agenzia delle Entrate nei 4 anni precedenti a quello di presentazione della domanda.

L’erogazione del bonus ISCRO 2022 è accompagnata alla partecipazione dei beneficiari a percorsi di aggiornamento professionale. A stabilire quali devono essere i percorsi di aggiornamento professionale sono stati il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, insieme al Ministero dell’Economia e delle finanze, con il Decreto attuativo firmato il 24 marzo 2022.Il monitoraggio sul rispetto delle regole è affidato all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro – Anpal.

SI PUÒ ACCEDERE UNA SOLA VOLTA

Ma attenzione, come lo stesso INPS ricorda nel messaggio 7 aprile 2022, n. 1569, l’accesso alla prestazione ISCRO è ammesso una sola volta nel triennio 2021, 2022 e 2023. Dunque, non potranno accedere all’indennità ISCRO per l’anno 2023 coloro che hanno già fruito della medesima prestazione per l’anno 2021 o per l’anno 2022.

A QUANTO AMMONTA

Il bonus ISCRO ha un importo variabile da 250 a 800 euro, a seconda dei requisiti del beneficiario. Il beneficio non concorre alla formazione del reddito e non comporta l’accredito di contribuzione figurativa.

COME SI CALCOLA IL BENEFICIO

Per il bonus ISCRO il calcolo dell’importo erogabile è effettuato sulla base dell’ultimo reddito del lavoratore autonomo. L’indennità, infatti, è pari al 25% su base semestrale del reddito certificato presso l’Agenzia delle entrate e già trasmesso all’INPS alla data di presentazione della domanda. In sostanza si divide il reddito annuale (12 mesi) per due (6 mesi) e si moltiplica per il 25%.

Facciamo un esempio. Il calcolo ISCRO per un reddito pari a 6.000 euro va effettuato dividendolo per due (6.000 euro : 2 = 3.000 euro) e moltiplicando poi la cifra ottenuta per il 25% (3.000 euro x 25% = 750 euro). In questo modo si determina il bonus mensile ISCRO, che nel caso specifico è pari a 750 euro al mese.

Se dal calcolo, poi, risultasse un importo inferiore a 250 euro o superiore a 800 euro, la quota mensile è stabilità su una delle due cifre limite, minima o massima: se l’importo è inferiore a quello minimo o superiore a quello massimo viene erogata una indennità pari a 250 euro nel primo caso e 800 euro nel secondo.

DOMANDA BONUS ISCRO 2022 2023 INPS

È possibile presentare domanda in una delle seguenti modalità:

  • direttamente online dal cittadino attraverso l’apposito servizio raggiungibile dal portale web dell’Istituto. Qui l’interessato può autenticarsi tramite Carta d’Identità Elettronica (CIE), identità SPID almeno di secondo livello o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);

  • tramite il Contact Center integrato INPS, chiamando gratis il numero verde 803164 da rete fissa, o chiamando il numero 06164164 da rete mobile, a pagamento co tariffa variabile a seconda del proprio operatore;

  • mediante patronati e intermediari autorizzati, con l’aiuto gratuito di un patronato o di un altro intermediario autorizzato.

Lo sportello per il 2022 è stato aperto dal 1° maggio al 31 ottobre 2022 e si attende l’apertura di quello per il 2023, su cui vi aggiorneremo in questo stesso articolo. In ogni caso, per presentare domanda ISCRO, il richiedente deve auto certificare i redditi prodotti per ciascuno degli anni interessati, salvo che non siano già a disposizione dell’INPS. Verrà fatta poi una verifica con successiva comunicazione dell’INPS all’Agenzia delle Entrate, in merito ai soggetti che hanno presentato la richiesta.

DURATA DELL’EROGAZIONE

L’agevolazione va richiesta entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni interessati e decorre dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda. Viene erogata per 6 mensilità.

QUANDO DECADE IL BONUS LAVORATORI AUTONOMI ISCRO

Si può decadere dal bonus ISCRO? La risposta è sì. L’erogazione dell’indennità ISCRO viene interrotta quando il beneficiario, nel corso del periodo di fruizione, incorre in una delle seguenti situazioni:

  • cessa la partita IVA;

  • diventa titolare di trattamento pensionistico diretto;

  • si iscrive ad altre forme previdenziali obbligatorie;

  • diventa destinatario del reddito di cittadinanza.

CUMULABILITÀ E INCOMPATIBLITÀ

Il bonus lavoratori autonomi ISCRO 2022 2023 è cumulabile e compatibile con l’assegno ordinario di invalidità, previsto dalla Legge 12 giugno 1984, n. 222. L’agevolazione è anche compatibile con la titolarità di cariche politiche o elettive, esclusivamente se per prevedono come compenso un gettone di presenza. Invece, se sono previsti altri emolumenti, compensi o indennità di funzione diverse dal gettone di presenza, non si ha diritto al bonus ISCRO.

Infine, ISCRO è incompatibile con il reddito di cittadinanza e con le indennità di disoccupazione NaSPI e DIS-COLL.

COME FARE RICORSO

In caso di mancata approvazione della domanda ISCRO o decadenza, si può presentare ricorso presso il Comitato Amministratore per la Gestione Speciale, così come previsto dalla Legge 335 del 1995. Il ricorso va presentato entro 90 giorni dal ricevimento del provvedimento amministrativo in due modalità diverse:

  • direttamente online tramite il sito web Inps (prestazioni e servizi > servizi > ricorsi on-line);

  • tramite istituti di patronato o altri intermediari autorizzati dell’Istituto attraverso gli specifici servizi telematici offerti.

In caso di richiesta di riesame sarà avviata un’istruttoria mista, automatica e manuale, dalle strutture territoriali con le verifiche messe in campo dall’Inps e dell’Agenzia delle Entrate su ogni specifica decisione contestata. L’INPS, attraverso il messaggio n. 3180 del 22-09-2021, ha dato tutte le indicazioni sulle modalità per chiedere il riesame.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Legge di Bilancio 2021 (Pdf 4Mb) – Legge 30 dicembre 2020, n. 178

Circolare INPS n. 94 (Pdf 255 Kb) del 30 giugno 2021.

Messaggio INPS n. 3180 (Pdf 266Kb) del 22 settembre 2021

Messaggio INPS n. 1569 (Pdf 86 Kb) del 7 aprile 2022

Decreto interministeriale del 24 marzo 2022 (Pdf 427 Kb).

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