Come diventare farmacista

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Come fare per diventare farmacista? In questa utile guida vi spieghiamo qual è l’iter da percorrere per esercitare questa professione, dal percorso di formazione sino all’iscrizione all’albo

Vi diamo anche tutte le informazioni utili su come diventare farmacista e sui possibili sbocchi nel mondo del lavoro.

IL LAVORO DEL FARMACISTA

Chi è e cosa fa il farmacista? Il farmacista è un professionista esperto nella preparazione della forma farmaceutica dei medicinali e nella loro distribuzione al pubblico. Con il suo lavoro ogni giorno tutela la salute e il benessere delle persone, fornendo informazioni sanitarie chiare e precise sul corretto utilizzo dei farmaci, sulle loro controindicazioni ed effetti collaterali e, infine, sulle modalità di conservazione. 

Il farmacista, nel garantire l’integrità psico-fisica dei pazienti, lo ricordiamo, non può sostituirsi al medico ed effettuare diagnosi. La sua figura e il suo intervento sono, però, sempre più essenziali per capire l’aderenza e le finalità della terapia prescritta e la corretta assunzione dei farmaci.

PERCORSO PER DIVENTARE FARMACISTA

Per diventare farmacista e poter esercitare la professione è necessario superare tre step:

  1. conseguire la laurea magistrale in farmacia o CFT;
  2. superare l’esame di stato;
  3. iscriversi all’albo dei farmacisti.

LAUREA IN FARMACIA O CFT

Quale laurea serve e cosa bisogna fare per esercitare la professione? Oggi ci sono due lauree che permettono di diventare farmacista in Italia:

  • Laurea magistrale in Farmacia di durata quinquennale (classe LM13);
  • Laurea magistrale in CTF – Chimiche e Tecnologie Farmaceutiche di durata quinquennale (classe LM13). 

Qual è la differenza tra i due corsi di laurea? Il corso di laurea in Farmacia fornisce le conoscenze scientifiche e le abilità professionali per lavorare nelle farmacie e svolgere attività di educazione sanitaria. Il corso di laurea in CTF, invece, ha l’obiettivo di trasmettere agli aspiranti farmacisti le competenze fondamentali per lavorare nella progettazione, fabbricazione e controllo dei farmaci e dei medicinali, nonché dei prodotti cosmetici e dietetici.

Il piano didattico di entrambi i percorsi di studio universitari prevede lo svolgimento di un tirocinio professionale di sei mesi presso una farmacia pubblica oppure in un ospedale.

L’ESAME DI STATO

Il conseguimento della laurea non basta tuttavia per diventare farmacista. Occorre, infatti, superare un apposito esame di stato che permette di iscriversi all’Albo. L’esame di abilitazione per farmacista si svolge ogni anno in due fasi indette con decreto MIUR pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. 

Quali sono le prove previste dall’esame di stato? Nello specifico, l’aspirante farmacista deve sostenere: 


  • una prova scritta su argomenti di chimica farmaceutica e tecnica farmaceutica;
  • tre prove pratiche con relazioni scritte (es. riconoscimento di sostanze, dosamento di un farmaco, spedizione di una ricetta);
  • prova orale volta a verificare la preparazione culturale e professionale del candidato. 

L’ALBO DEI FARMACISTI

Superato l’esame di stato il farmacista deve procedere con l’iscrizione all’Albo professionale per poter esercitare la professione. Come iscriversi all’Albo nazionale dei farmacisti italiani? La richiesta d’iscrizione va presentata all’Ordine provinciale dei farmacisti in cui si ha la residenza. Per maggiori dettagli sulle modalità di presentazione delle domande, vi consigliamo di rivolgervi a quello di vostra appartenenza. In questa pagina è disponibile l’elenco completo.

Per controllare se una persona è iscritta all’Albo potete visitare il sito web del FOFI e fare una ricerca nella sezione Albo Unico. L’acronimo sta per Federazione Nazionale Farmacisti Italiani, che è l’organo di coordinamento degli ordini provinciali.

FORMAZIONE POST-LAUREA

Dopo laurea, sulla base delle proprie preferenze, il farmacista può proseguire il percorso di studio (master, corsi di alta formazione e perfezionamento) per acquisire ulteriori competenze specifiche e diventare farmacista territoriale, farmacista di comunità, farmacista omeopata, farmacista prescrittore, farmacista in impresa farmaceutica, farmacista clinico, farmacista ospedaliero ecc.

In particolare per ricoprire il ruolo di farmacista ospedaliero occorre frequentare una scuola di specializzazione di quattro anni. Infine ricordiamo che, in quanto professionista sanitario, anche il farmacista ha l’obbligo di partecipare ai corsi di formazione e aggiornamento previsti dal programma nazionale ECM (Educazione Continua Medicina).


SBOCCHI LAVORATIVI

La condizione occupazionale di questa categoria professionale è molto buona. A confermarlo è il Rapporto Almalaurea 2020 dal quale è emerso che, a 5 anni dal conseguimento del titolo di studio, il 65% dei laureati in Farmacia e CTF ha un impiego.

Dove lavora il farmacista? Numerosi sono i posti in cui questa figura può trovare occupazione sia nel settore privato che in quello pubblico.

Relativamente al settore pubblico può lavorare nelle farmacie comunali, negli uffici e servizi farmaceutici delle ASL, nelle farmacie ospedaliere, nelle Forze Armate. Ai posti di lavoro nel settore pubblico si accede tramite concorso. Per verificare i concorsi pubblici attivi basta monitorare la Gazzetta Ufficiale serie Concorsi ed Esami e cercare le selezioni pubbliche per farmacisti.

In ambito privato, invece, può operare nelle case di cura, nelle farmacie private, nelle case farmaceutiche e industrie che commercializzano farmaci, nelle aziende che producono cosmetici. Può lavorare anche nelle società che producono medicinali per uso veterinario, nelle parafarmacie e nei corner di parafarmacia presenti nei supermercati e ipermercati (GDO).


APPROFONDIMENTI E NORMATIVA

Per ulteriori informazioni sulle attività dei farmacisti vi invitiamo a visitare il sito web FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani) dove è disponibile anche il codice deontologico del farmacista.

Per approfondimenti mettiamo a vostra disposizione i riferimenti normativi:
D. Lgs. 258/1991;
D. Lgs. 206/2007;
D. Lgs 15/2016.




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Tutti gli annunci di lavoro pubblicati sono rivolti indistintamente a candidati di entrambi i sessi, nel pieno rispetto della Legge 903/1977.


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