Bonus per le scuole paritarie nel 2026: quando e come richiedere fino a 1.500 euro

Cos’è e come funziona il bonus scuole paritarie: chi può presentare domanda e come richiedere fino a 1.500 euro

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Il bonus scuole paritarie è una delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 per sostenere le famiglie con redditi medio-bassi che hanno figli iscritti alle scuole private.

Il contributo può arrivare fino a 1.500 euro per studente, ma l’importo effettivamente riconosciuto dipende dall’ISEE familiare e dal numero effettivo di domande pervenute e accolte.

Anche se le richieste non sono ancora aperte, il decreto attuativo firmato dal MIM ha già definito i requisiti, le modalità di accesso e il funzionamento del beneficio. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la Piattaforma Unica del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Vediamo nel dettaglio chi può richiedere il bonus, quanto spetta, come funziona la procedura e quando sarà possibile presentare la domanda.

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A CHI SPETTA IL BONUS SCUOLE PARITARIE NEL 2026

Il bonus per le scuole paritarie è un contributo economico previsto dall’articolo 1, comma 519, della Legge di Bilancio 2026, destinato alle famiglie con ISEE non superiore a 30.000 euro e con figli che, nell’anno scolastico 2025/2026, hanno frequentato:

  • una scuola paritaria secondaria di primo grado (scuole medie);

  • il primo biennio di una scuola secondaria di secondo grado paritaria (primo e secondo anno delle superiori).

Sono invece esclusi:

  • scuole dell’infanzia;
  • scuole primarie;
  • terzo, quarto e quinto anno delle scuole superiori paritarie.

La misura, almeno allo stato attuale, è prevista solo per il 2026 e non rappresenta ancora un incentivo strutturale.

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COSA SONO LE SCUOLE PARITARIE

Per scuola paritaria si intende un istituto scolastico non statale (gestito da privati, associazioni, fondazioni o enti locali) che ha ottenuto il riconoscimento ufficiale della parità scolastica ai sensi della Legge n. 62 del 10 marzo 2000.

Tali istituti fanno a tutti gli effetti parte del sistema nazionale di istruzione e:

  • rilasciano titoli di studio (diplomi, pagelle) con lo stesso identico valore legale di quelli delle scuole statali;

  • sono tenute a garantire la stessa regolarità di frequenza per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e ad adottare modalità d’esame conformi a quelle dello Stato;

  • hanno l’obbligo di accogliere tutti gli alunni che ne richiedano l’iscrizione, compresi gli studenti con disabilità, purché si accetti il progetto educativo della scuola.

A differenza delle scuole interamente pubbliche, le scuole paritarie coprono i propri costi di gestione principalmente attraverso una retta scolastica richiesta alle famiglie, oltre a eventuali contributi statali o regionali.

Questa distinzione è importante per l’accesso all’incentivo, poiché le scuole private non paritarie (semplici scuole private iscritte in appositi elenchi regionali, ma i cui studenti devono sostenere esami di Stato da privatisti per vedere riconosciuto l’anno) sono escluse dal beneficio.

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CHI PUÒ RICHIEDERE IL BONUS

La richiesta per accedere al bonus potrà essere presentata:

  • da uno dei genitori;

  • dall’esercente la responsabilità genitoriale;

  • dallo studente maggiorenne, purché autonomo ai fini ISEE.

In ogni caso:

  • è necessario che il richiedente appartenga allo stesso nucleo familiare ISEE dello studente beneficiario;

  • la domanda dovrà essere presentata per ogni singolo figlio avente diritto. Non esiste quindi un limite massimo di figli beneficiari, purché ciascuno possieda tutti i requisiti previsti.
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BONUS SCUOLE PARITARIE 2026: IMPORTI IN BASE ALL’ISEE

L’importo del bonus dipende dal reddito familiare. Il decreto attuativo firmato il 2 luglio 2026 dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, infatti, ha individuato tre fasce ISEE, ad ognuna delle quali è stato associato il corrispettivo contributo economico.

Nel dettaglio, spettano:

  • per ISEE fino a 10.000 euro, da 600 a 1.500 euro;

  • per ISEE oltre 10.000 e fino a 20.000 euro, da 400 a 1.300 euro;

  • per ISEE oltre 20.000 e fino a 30.000 euro, da 200 a 1.000 euro.

Tali valori, tuttavia, rappresentano gli importi massimi teorici, poiché la Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 20 milioni di euro complessivi per l’anno in corso, non prevedendo risorse aggiuntive. Ciò significa che, una volta chiuse le domande, il Ministero calcolerà il contributo spettante a ciascun beneficiario in base:

  • alla fascia ISEE;
  • al numero complessivo delle richieste accolte;
  • alle risorse disponibili.

Se le domande saranno numerose, il contributo individuale potrà diminuire. Per questo motivo il bonus non sarà assegnato secondo la logica del “chi prima arriva”, ma attraverso una ripartizione delle risorse dopo la chiusura delle domande.

Con 20 milioni stanziati, se tutti i beneficiari ricevessero l’importo massimo di 1.500 euro il fondo coprirebbe circa 13.000 studenti; a 1.000 euro medi si arriverebbe a circa 20.000. Considerando che gli iscritti alle paritarie sono oltre 770.000, è evidente che la platea effettivamente raggiungibile è ristretta.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

La richiesta di accesso al bonus dovrà essere inoltrata esclusivamente online tramite la Piattaforma Unica del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Per procedere bisognerà accedere a questa pagina con SPIDCIE o CNS e cliccare su “Richiesta bonus paritarie”.

Durante la compilazione sarà necessario inserire:

  • i dati dello studente;

  • la scuola paritaria frequentata;

  • l’IBAN sul quale ricevere il pagamento;

  • una dichiarazione sull’eventuale percezione di contributi regionali per la stessa finalità.

Il servizio non è stato ancora attivato, ma il testo del decreto è stato firmato dal ministro dell’Istruzione Valditara il 2 luglio 2026, dopo il parere favorevole del Garante Privacy arrivato il 18 giugno. Manca però ancora la controfirma del ministro dell’Economia Giorgetti, oltre alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prima che la misura possa diventare operativa.

Appena ci saranno novità al riguardo, vi aggiorneremo. Per restare informati, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.

COME FUNZIONANO I CONTROLLI

L’intera procedura sarà automatizzata. Una volta inviata la domanda:

  • la Piattaforma Unica trasmetterà il codice fiscale dello studente all’INPS;

  • l’INPS verificherà il nucleo familiare ISEE e comunicherà la fascia di appartenenza;

  • il sistema controllerà tramite l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) che il richiedente sia effettivamente genitore o esercente la responsabilità genitoriale;
    l’esito sarà comunicato direttamente sulla Piattaforma.

Il Garante Privacy ha imposto specifiche misure di tutela dei dati personali. In particolare, i codici fiscali acquisiti durante le verifiche saranno cancellati subito dopo i controlli e saranno trattati esclusivamente i dati strettamente necessari.

Il Ministero potrà inoltre effettuare controlli successivi, anche a campione, sulle dichiarazioni rese dai richiedenti.

COME VIENE PAGATO IL BONUS

Il contributo viene accreditato mediante bonifico bancario. Il pagamento è disposto dall’Ufficio scolastico regionale competente in base alla sede della scuola frequentata e non alla residenza della famiglia.

ALTRI BONUS COMPATIBILI

Il bonus per le scuole paritarie può essere cumulato con eventuali contributi regionali destinati alle stesse spese scolastiche, entro un tetto massimo complessivo di 5.000 euro per studente.

L’importo già percepito dovrà essere dichiarato nella domanda e sarà preso in considerazione nel calcolo del contributo statale, in modo da non superare tale soglia.

Tra i bonus compatibili ci sono:

Diverso invece il rapporto con la detrazione fiscale per le spese scolastiche.

In assenza di chiarimenti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, il principio generale suggerisce che la detrazione possa essere applicata soltanto sulla parte di spesa effettivamente rimasta a carico della famiglia. Se una quota della retta viene coperta dal bonus, quella stessa quota non dovrebbe essere detraibile.

Per questo motivo è consigliabile conservare:

  • ricevute delle rette scolastiche;
  • documentazione del bonus ricevuto;
  • eventuali contributi regionali percepiti.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI INTERESSANTI 

E a proposito di contributi che si possono richiedere, vi consigliamo di leggere l’elenco aggiornato dei bonus per i figli e quello dei bonus per la famiglia che sono attivi a livello nazionale.

Per conoscere tutti gli aiuti per le persone disponibili potete visitare questa pagina.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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