Bonus conciliazione vita-lavoro, al via nuovi contributi a fondo perduto

Ecco come funzionano i nuovi contributi a fondo perduto per imprese che puntano sulla conciliazione vita-lavoro e come fare domanda

Bonus conciliazione vita-lavoro

Le imprese italiane potranno presto accedere al bonus che riconosce contributi a fondo perduto per migliorare il benessere organizzativo e ottenere una certificazione dedicata alla conciliazione tra vita privata e lavoro.

Il nuovo intervento, promosso dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia, dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e da Unioncamere, mette a disposizione 7,5 milioni di euro per accompagnare le aziende verso la certificazione UNI/PdR 192:2026, riconoscendo il valore strategico delle politiche di welfare aziendale.

L’iniziativa, che rientra nel Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e nella Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, punta a coinvolgere 1.000 imprese nell’arco di un anno e prevede anche un ulteriore vantaggio.

Alla certificazione il Governo ha infatti associato un esonero dal versamento dei contributi previdenziali, un incentivo che rende ancora più conveniente per le aziende intraprendere il percorso.

Vediamo come funziona e come fare domanda, con relative scadenze.

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COS’È IL BONUS CONCILIAZIONE VITA-LAVORO

Il cosiddetto bonus conciliazione vita-lavoro consiste in un sistema di contributi a fondo perduto erogati sotto forma di servizi gratuiti destinati alle imprese che intendono conseguire la nuova certificazione sulla conciliazione tra tempi di lavoro e vita familiare.

L’obiettivo non è quello di finanziare direttamente interventi di welfare, ma di accompagnare le aziende nel percorso che porta all’ottenimento della certificazione prevista dalla prassi UNI/PdR 192:2026, sostenendo sia l’assistenza tecnica sia i costi della certificazione stessa.

L’intervento nasce dalla convinzione, supportata anche dai dati economici, che investire nel benessere dei lavoratori produca effetti positivi non solo sul clima aziendale, ma anche sulla competitività delle imprese.

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PERCHÉ IL GOVERNO PUNTA SULLA CONCILIAZIONE VITA-LAVORO

Secondo le elaborazioni di Unioncamere e del Centro Studi Tagliacarne, le imprese che investono nella conciliazione tra lavoro e famiglia registrano risultati economici migliori rispetto a quelle che non adottano queste politiche.

Nel 2026:

  • il 35% delle imprese attente al benessere dei lavoratori dichiara un aumento del fatturato, contro il 22% delle altre;

  • il 20% segnala un incremento dell’occupazione, rispetto al 10% delle aziende che non investono su questi aspetti;

  • il 45% ha già introdotto o sta introducendo tecnologie digitali, contro il 22% delle imprese meno sensibili ai temi della conciliazione.

Questi dati evidenziano come la qualità dell’organizzazione del lavoro possa incidere direttamente sulla produttività, sulla capacità di innovare e sull’attrazione di nuovi talenti.

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CHE COS’È LA CERTIFICAZIONE UNI/PDR 192:2026

Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dalla UNI/PdR 192:2026, una nuova prassi di riferimento che definisce i requisiti e gli indicatori di performance (KPI) necessari per realizzare un sistema di gestione orientato alla conciliazione tra vita familiare e attività lavorativa.

La certificazione consente alle imprese di dimostrare il proprio impegno nell’adozione di politiche organizzative favorevoli ai dipendenti, con particolare attenzione alle esigenze delle famiglie e dei genitori.

Si tratta di un percorso simile, per impostazione, a quello già avviato negli ultimi anni con la certificazione della parità di genere, ma focalizzato specificamente sull’equilibrio tra lavoro e vita privata.

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CHI PUÒ RICHIEDERE IL CONTRIBUTO

L’Avviso pubblico è rivolto alle imprese che possiedono tutti i seguenti requisiti:

  • hanno sede e operano in Italia;

  • hanno almeno un dipendente;

  • intendono ottenere la certificazione UNI/PdR 192:2026.

Una quota pari al 60% delle risorse sarà riservata alle micro, piccole e medie imprese (PMI), favorendo così l’accesso anche alle realtà imprenditoriali di dimensioni ridotte.

COME FUNZIONANO I CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Le agevolazioni sono articolate in due diverse linee di intervento, complementari tra loro, ovvero:

  • la prima misura finanzia servizi specialistici di consulenza e accompagnamento tecnico-gestionale , con una dotazione di 3.250.000 euro e un massimo di 6 giornate di supporto specialistico per impresa. Per garantire un supporto qualificato, Unioncamere predisporrà un elenco di esperti composto sia da professionisti sia da società di consulenza e reti d’impresa, selezionati attraverso uno specifico avviso pubblico sulla base dell’esperienza maturata nei sistemi di gestione aziendale o nella conciliazione vita-lavoro. L’impresa sarà quindi accompagnata nell’analisi della propria organizzazione, nell’adeguamento dei processi interni e nella preparazione necessaria per ottenere la certificazione;

  • la seconda linea di finanziamento, con una dotazione di 4.250.000 euro, copre invece i costi necessari per conseguire la prima certificazione. Le imprese dovranno scegliere un Organismo di Certificazione accreditato, selezionandolo tra quelli inseriti nell’apposito elenco ufficiale. Il contributo varia in funzione della dimensione aziendale, calcolata sul numero degli addetti, e può arrivare fino a 12.000 euro per impresa.

È inoltre previsto, su richiesta, un incremento di 450 euro riservato alle aziende già in possesso della certificazione UNI/PdR 125 (parità di genere) o Family Audit, a copertura dei costi di mantenimento sostenuti durante il percorso verso la nuova certificazione UNI/PdR 192:2026.

TEST AUTOVALUTAZIONE E COME PRESENTARE DOMANDA

Prima di poter accedere ai contributi, ogni impresa dovrà effettuare un test di autovalutazione online, che servirà a misurare il livello di maturità dell’organizzazione sui temi della conciliazione tra vita lavorativa e familiare.

Le modalità operative e il questionario saranno rese note da Unioncamere con la pubblicazione della procedura sulla piattaforma Restart di InfoCamere, accedendo a questa pagina con SPID, CIE o CNS dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026.

Solo dopo il superamento di questa fase preliminare sarà possibile inoltrare le domande, che saranno esaminate con una procedura a sportello, cioè secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

SCADENZE

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026 e fino alle ore 16:00 del 31 marzo 2027, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse.

Le imprese ammesse dovranno poi concludere sia il percorso di accompagnamento sia il rilascio della certificazione entro il 30 giugno 2027.

Con questo nuovo programma da 7,5 milioni di euro, il Governo punta quindi a diffondere un modello organizzativo che premi le imprese attente alle esigenze dei lavoratori, sostenendo concretamente il percorso verso la certificazione attraverso servizi gratuiti, contributi fino a 12.000 euro e ulteriori incentivi contributivi collegati al riconoscimento ottenuto.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo di consultare l’elenco aggiornato dei bonus famiglia e quello dei bonus figli attivi. A vostra disposizione anche la guida sull’Assegno Unico Universale Figli e quella sul bonus asilo nido.

A proposito di famiglie, è da leggere il focus sulla misura chiamata “Carta per i nuovi nati” o “bonus nuove nascite”, come spieghiamo in questa guida.

Per scoprire tutte le agevolazioni attive e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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