Stop aumento età pensionabile dal 2027: la proposta per rimandare l’adeguamento automatico

Il Governo sta valutando lo stop dell’aumento dell’età pensionabile previsto per il 2027. Ecco cosa prevede la proposta che potrebbe essere inserita nella manovra 2026

giovani, pensione

Lo stop dell’aumento dell’età pensionabile dal 2027 dovrebbe entrare a far parte della prossima manovra finanziaria.

Il governo si sta preparando a intervenire per rimandare l’adeguamento automatico alle speranze di vita previsto tra due anni, che avrebbe portato l’età per la pensione a 67 anni e 3 mesi.

Per mantenere l’età per la pensione di vecchiaia a 67 anni fino al 2029, l’esecutivo sta valutando l’introduzione di nuove “mini-finestre”.

Ma vediamo nel dettaglio cosa vuol dire e cosa cambierebbe.

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STOP AUMENTO ETÀ PENSIONABILE DAL 2027, COME IL GOVERNO VUOLE PROCEDERE?

Per rimandare l’aumento dell’età pensionabile dal 2027 al 2030 il governo vuole introdurre con la legge di Bilancio 2026 delle “mini-finestre”. Questa soluzione, già in uso per altre forme di pensionamento come Quota 103, prevede un’attesa di uno o due mesi tra il momento in cui si maturano i requisiti per la pensione e l’effettiva erogazione dell’assegno pensionistico.

L’obiettivo è evitare di ritardare l’uscita dal lavoro di molti, compensando però il costo dell’intervento — stimato dall’INPS in circa un miliardo di euro l’anno — e riducendo al minimo l’impatto sui conti pubblici.

Contemporaneamente, il governo intende superare in modo definitivo il sistema delle “Quote” (a partire dallo stop a Quota 103 dal 2026), che ha mostrato crescenti limiti e una scarsa attrattiva. L’intenzione è dare una nuova direzione alla riforma previdenziale, puntando su un sistema più sostenibile e flessibile che permetta ai lavoratori di andare in pensione anticipatamente, a 64 anni, attraverso l’utilizzo del TFR e dei versamenti ai fondi pensione integrativi.

Questa linea è stata già avviata con la scorsa Legge di Bilancio, che ha consentito ai lavoratori con contributi interamente “contributivi” di accedere alla pensione a 64 anni, a patto di aver raggiunto una soglia di reddito pensionistico (tre volte l’assegno minimo) e un’anzianità contributiva di 25 anni.

L’idea attuale è di estendere questo scivolo anche a coloro che rientrano nel sistema misto. Infatti, ad oggi, la pensione anticipata “ordinaria” a 64 anni è riservata ai lavoratori contributivi puri, cioè coloro che hanno iniziato a versare contributi dopo il 1° Gennaio 1996.

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DA COSA DIPENDE LO STOP

L’approvazione definitiva dello stop all’aumento dell’età pensionabile dipende dall’inclusione di questa misura nella prossima manovra di bilancio e dalla sua successiva approvazione parlamentare.

Le principali condizioni per l’approvazione sono legate alla sostenibilità finanziaria dell’intervento. La misura ha un costo stimato in circa un miliardo di euro l’anno, che il governo dovrà coprire con fondi specifici per evitare di compromettere i conti pubblici.

Anche se l’intenzione sembra essere comunque quella, la conferma arriverà con la legge di Bilancio 2026. E noi, vi aggiorneremo.

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GUIDA ALLE PENSIONI NEL 2025

In attesa di ulteriori risvolti, vi consigliamo di consultare la nostra guida sulle pensioni nel 2026, con tutte le misure attive e quella che vi spiega come e quando si può andare in pensione e quali sono i requisiti oggi.

Utile, infine, la guida all’età pensionabile di donne e uomini nel 2026.

ALTRI INTERESSANTI APPROFONDIMENTI 

Vi consigliamo di leggere l’articolo sullo stop a Quota 103 dal 2026 e quello sulla proposta di avviare Quota 41 flessibile dal 2026. Utile anche l’approfondimento sulle pensioni 2026 in aumento con la spiegazione di come potrebbero cambiare gli importi.

Potrebbe interessarvi approfondire anche per chi scatta l’aumento dell’età pensionabile dal 2030.

Per conoscere tutte le novità per i pensionati, vi invitiamo a visitare questa sezione.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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