È possibile presentare domanda per l’APE Sociale nel 2026.
La Legge di Bilancio 2026 ha riconfermato l’anticipo pensionistico, senza modificare i criteri d’accesso. Tuttavia, ci sono delle date specifiche da rispettare.
In generale, si può fare domanda una volta raggiunti almeno 63 anni e 5 mesi di età e un’anzianità contributiva che varia tra i 28 e i 36 anni.
In questo articolo vi spieghiamo in modo chiaro e dettagliato come funziona.
Indice:
COS’È L’APE SOCIALE
L’APE Sociale è un anticipo della pensione a carico dello Stato italiano dedicato a chi ha almeno 63 anni e 5 mesi di età e ha maturato un’anzianità contributiva tra i 28 e i 32 anni, a seconda delle condizioni, entro il 31 Dicembre 2026.
Si tratta di un accompagnamento alla pensione, che funziona come una prestazione ponte fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia o della pensione anticipata ordinaria.
L’accesso alla misura non è però diretto. Gli interessati devono prima presentare all’INPS la domanda di riconoscimento dei requisiti, dopo di che – se ammessi – possono accedere alla prestazione. L’Istituto deve infatti verificare, in base alle richieste arrivate, se le risorse bastano. La fase di istruttoria avviene in tre momenti diversi dell’anno e segue scadenze precise. Vediamo quali.
QUANDO FARE DOMANDA
L’INPS, con il 14 gennaio 2026, ha confermato che le domande di riconoscimento dei requisiti per accedere all’APE Sociale devono essere inviate;
- entro il 31 Marzo 2026, da chi raggiunge anzianità anagrafica e contributiva nel primo trimestre dell’anno;
- entro il 15 Luglio 2026, se i fondi non sono state esauriti durante la prima fase;
- entro il 30 Novembre 2026, se ci sono ancora risorse disponibili.
Chi non presenta la domanda entro l’ultimo termine utile, deve attendere l’anno successivo per presentare una nuova richiesta.
REQUISITI 2026
Hanno diritto all’anticipo pensionistico con l’APE sociale nel 2026 i soggetti in possesso di specifici requisiti anagrafici e contributivi che si trovano in almeno una delle seguenti condizioni:
- essere disoccupati a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per: licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della Legge 15 Luglio 1966, n. 604 oppure per scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato, a patto che nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto risultino periodi di lavoro dipendente pari ad almeno 18 mesi e un’anzianità contributiva di almeno 30 anni (o 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di 2 anni, se sei donna);
- assistere da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 70 anni o siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, e hai almeno 30 anni di anzianità contributiva (o 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di 2 anni, se sei donna);
- aver svolto professioni cd. gravose, negli ultimi dieci anni e per almeno sette anni negli ultimi dieci oppure per almeno sei anni negli ultimi sette. In questa pagina l’elenco completo delle attività considerate tali.
I soggetti citati possono richiedere l’APE Sociale solo se hanno maturato i seguenti requisiti:
- almeno 63 anni e 5 mesi di età;
- almeno 36 anni di anzianità contributiva o, se ha svolto attività gravose, almeno 32 anni, 30 se si tratta di persone con una ridotta capacità lavorativa superiore o uguale al 74%. Bisogna tenere conto inoltre che: 1) per quanto riguarda le donne, è prevista una riduzione dei requisiti contributivi richiesti per l’accesso all’APE sociale, pari a 12 mesi per ciascun figlio, nel limite massimo di 2 anni (cd. APE sociale donna); 2) per gli operai edili, per i ceramisti e conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta il requisito dell’anzianità contributiva è di almeno 32 anni (anziché 36 anni);
- iscrizione all’Assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti o alle forme sostitutive ed esclusive della medesima oppure alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, nonché alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della Legge n. 335 del 1995;
- non aver raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia e non aver conseguito la pensione anticipata o altri trattamenti pensionistici (come ad esempio, la pensione con Quota 103).
IMPORTO
L’importo mensile per chi richiede e ottiene l’APE sociale corrisponde a quello della pensione calcolata al momento di raggiungimento dei requisiti. Ma ciò, solo se la pensione risulta essere inferiore a 1.500 euro. Ricordiamo, infatti, che l’anticipo pensionistico non può superare 1.500 euro. Ciò significa che si potrebbe subire un taglio all’assegno in caso di accesso all’APE.
COME FUNZIONA L’APE SOCIALE
L’APE Sociale funziona “a domanda”, ossia gli interessati possono presentare istanza di accesso alla misura all’INPS, se si trovano in una delle condizioni citate e se sono in possesso dei requisiti previsti dalla Legge.
Una volta presentata la richiesta, poi, l’INPS verifica i requisiti ed eroga il contributo agli aventi diritto. Come? Con rate mensili, per 12 mensilità, a favore dei beneficiari della prestazione. INPS eroga l’anticipo fino ad esaurimento delle risorse finanziarie destinate alla misura di anno in anno.
L’APE Sociale, chiariamolo, decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Viene concessa fino al raggiungimento dell’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia. Ovvero, fino al conseguimento di un trattamento pensionistico diretto anticipato o conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.
COME FARE DOMANDA
La domanda per l’anticipo pensionistico APE Sociale va presentata all’INPS online, da questa pagina, dove si deve chiedere il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio e contestualmente fare la richiesta vera e propria.
Per procedere è necessario effettuare l’accesso usando alternativamente le credenziali SPID, CIE (Carta identità elettronica) o CNS (Carta nazionale dei servizi).
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge 11 Dicembre 2016, n. 232 che introduce la misura;
- Tabella (Pdf 97 Kb) in vigore anche nel 2025 sui lavori gravosi;
- Messaggio INPS n. 598 del 17-02-2025 (Pdf 107 Kb);
- Testo definitivo (Pdf 24,4 MB) della Legge di Bilancio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 Dicembre 2024 (GU Serie Generale n.305 del 31-12-2024 – Suppl. Ordinario n. 43);
- Testo DDL (Pdf 1.694 kB) approvato il 30 Luglio in Senato – ovvero il Decreto Fiscale 2025 convertito in Legge.
- Messaggio INPS numero 128 del 14-01-2026.
ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI
Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere la nostra guida sulle pensioni nel 2026.
Potrebbe anche interessarvi sapere come funziona l’assegno sociale nel 2026 e la cessione del quinto della pensione.
Vi invitiamo a leggere poi il nostro articolo sulle pensioni in aumento nel 2026.
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