L’assegno di assistenza per gli anziani fino a 850 euro mensili può essere richiesto fino al 31 dicembre 2026.
La somma aggiuntiva all’indennità di accompagnamento ordinaria, introdotta in via sperimentale, presenta però dei vincoli stringenti.
Non può cioè essere utilizzata liberamente, ma ci sono alcune condizioni che devono essere rispettare.
Vediamo quali sono e come funziona.
ASSEGNO ASSISTENZA ANZIANI 850 EURO: COS’È E A CHI SPETTA
L’Assegno di assistenza anziani è la quota integrativa, riconosciuta insieme alla Prestazione Universale per gli anziani non autosufficienti, che a sua volta si compone di due quote, ovvero:
- la quota fissa, che corrisponde all’importo dell’indennità di accompagnamento (circa 552,57 euro mensili nel 2026);
- la quota Integrativa (l’Assegno di Assistenza appunto), che riconosce un importo aggiuntivo alla quota base e la integra fino a riconoscere un massimo di 850 euro e non concorre alla formazione del reddito complessivo, quindi ai fini IRPEF e non è soggetta a trattenute previdenziali
È quindi sostegno economico aggiuntivo, destinato a coprire i costi per l’assistenza e la cura di anziani (già percettori dell’indennità di accompagnamento) che abbiano compiuto almeno 80 anni, con ISEE socio-sanitario non superiore a 6.000 euro e un bisogno assistenziale “gravissimo”.
COME FUNZIONA IL PAGAMENTO
Il pagamento avviene separatamente. Ossia, l’assegno di assistenza viene erogato con specifico pagamento predisposto dalla procedura automatizzata tramite la piattaforma “Sistema di pagamenti”, mentre la quota fissa segue le modalità già in uso per l’indennità di accompagnamento.
Nel provvedimento di liquidazione vengono comunicati al beneficiario la data di decorrenza della prestazione, l’importo della rata mensile dell’assegno di assistenza e l’eventuale somma spettante per gli arretrati.
COME FARE DOMANDA
Gli 850 euro si ottengono tramite richiesta all’INPS, direttamente o avvalendosi dell’assistenza dei Patronati abilitati. La domanda va presentata online sul sito dell’istituto tramite la pagina “Decreto Anziani – Prestazione Universale”, dove è possibile accedere alternativamente con SPID, CIE o CNS.
È obbligatorio:
- compilare un questionario per attestare il “bisogno assistenziale gravissimo”, fornendo dettagli sulla composizione del nucleo familiare e sulla presenza di altri soggetti disabili;
- allegare documenti che comprovino l’effettiva spesa per l’assistenza, come il contratto di lavoro domestico, le buste paga controfirmate o le fatture quietanzate.
MONITORAGGIO E RISCHIO DECADENZA
Per il 2026, l’INPS ha intensificato i controlli sulla tracciabilità della spesa. Pertanto, il beneficiario deve dimostrare che l’intero importo di 850 euro sia stato speso per l’assistenza. In caso di mancato utilizzo o di utilizzo per fini diversi, la quota integrativa viene revocata e l’amministrazione procede al recupero delle somme indebitamente percepite.
La quota è incompatibile con altre prestazioni di assistenza domiciliare fornite da enti locali o INPS (come il programma Home Care Premium), a meno che non vi sia una specifica autorizzazione basata sul piano assistenziale individuale (PAI). Qualora questa manchi, si perde il diritto a ricevere l’assegno.
VINCOLI DI SPESA E RENDICONTAZIONE
A differenza dell’indennità di accompagnamento ordinaria, l’assegno di 850 euro non è erogato “a fondo perduto” ma è vincolato e deve essere utilizzato esclusivamente per remunerare il costo del lavoro di cura (badanti con regolare contratto di almeno 15 ore settimanali) o per acquistare servizi di assistenza forniti da imprese e professionisti qualificati.
I beneficiari hanno inoltre l’obbligo di rendicontazione, pertanto sono tenuti a conservare e presentare la documentazione delle spese (buste paga, fatture) entro i termini stabiliti dall’INPS (solitamente 30 giorni dalla richiesta o con verifiche trimestrali) per non perdere il diritto al contributo.
CHI PUÒ INTESTARE IL CONTRATTO DELLA BADANTE
Con il messaggio n. 3514 del 21 novembre 2025, l’INPS ha chiarito che il rapporto di lavoro domestico può essere intestato a una persona diversa dal beneficiario, senza perdere il diritto all’assegno. Questo è possibile purché:
- il contratto abbia come finalità l’assistenza del beneficiario;
- le mansioni indicate siano quelle di cura e assistenza alla persona;
- l’indirizzo di lavoro risulti coincidente con il domicilio del beneficiario della prestazione universale.
Ciò che conta è la finalità: non importa chi firma il contratto, purché la badante assista effettivamente la persona non autosufficiente.
Inoltre, valgono sempre le regole generali per cui devono risultare:
- regolarità amministrativa e contributiva;
- contratto conforme al CCNL domestico;
- inviate all’INPS le buste paga quietanzate entro le scadenze indicate (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio), come già previsto dal messaggio INPS n. 949 del 18 marzo 2025.
Oltre ai familiari diretti, il contratto può essere sottoscritto da amministratore di sostegno, tutore, curatore e altri soggetti che gestiscono la cura del beneficiario.
Questa possibilità è particolarmente utile quando l’anziano è incapace di firmare contratti, di effettuare pagamenti o vive con un parente che si occupa dell’assistenza quotidiana. Tuttavia, per evitare contestazioni, nel contratto e nelle buste paga deve risultare chiaramente la firma quietanzata della badante per avvenuta retribuzione.
GUIDA ALLA PRESTAZIONE UNIVERSALE ANZIANI
Per approfondire quali sono le altre condizioni di accesso e come fare domanda, vi consigliamo di leggere la nostra guida alla Prestazione Universale Anziani non autosufficienti aggiornata.
ALTRI INTERESSANTI APPROFONDIMENTI
Vi suggeriamo di leggere anche come funziona oggi l’assegno universale per anziani e il bonus caregiver confermato nel 2026.
Infine, vi invitiamo poi ad approfondire i nostri articoli su Legge 104 e Legge 106 che l’ha integrata.
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Grazie per il suo messaggio, ci fa molto piacere.
Salve io sono una badante, da 25 anni che faccio assistenza e ho assistito anche persone alletate però non no un certificato OSS e sono dalla Sicilia
Sono interessata alla materia delle invalidità gravi