Bonus colonnine elettriche per ricarica veicoli 2022

Tutti i dettagli su cosa prevede il bonus colonnine ricarica per veicoli elettrici, a chi spetta il contributo statale, gli importi e come presentare domanda

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Al via i contributi per le colonnine di ricarica dei veicoli elettrici, ammessi anche i professionisti.

Il Ministero della Transizione Ecologica ha reso noti i criteri e i termini per l’erogazione del bonus colonnine di ricarica 2022.

Vediamo in modo dettagliato e chiaro come funziona il bonus colonnine elettriche, a chi spetta, a quanto ammonta e come fare richiesta.

BONUS COLONNINE ELETTRICHE PER RICARICA, COS’È

Il bonus colonnine elettriche è un contributo per l’installazione d’infrastrutture utili per ricaricare i veicoli elettrici, a favore delle aziende, delle imprese e dei professionisti. È disciplinato dal Decreto Mite del 25 agosto 2021 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.251 del 20-10-2021. Le risorse finanziarie complessive destinate ai soggetti beneficiari sono pari a 90 milioni di euro, che saranno disponibili a partire dal prossimo anno. A gestire il bonus è Invitalia.

A CHI SPETTA

Il bonus colonnine è rivolto a imprese e professionisti. Nello specifico la norma prevede che i fondi per il bonus colonnine spettano a persone fisiche nell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni, nonché da soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (IRES).

REQUISITI PER IMPRESE BENEFICIARIE

Per l’acquisto e l’installazione delle colonnine di ricarica possono beneficiare del bonus le imprese che, sia alla data della concessione sia alla data dell’erogazione del contributo stesso, sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • hanno sede sul territorio italiano;

  • risultano attive e iscritte al Registro delle imprese;

  • non sono in situazione di difficoltà, così come definita dal regolamento di esenzione;

  • sono iscritte presso INPS o INAIL e hanno una posizione contributiva regolare, così come risultante dal documento unico di regolarità contributiva (DURC);

  • sono in regola con gli adempimenti fiscali;

  • non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente;

  • risultano non beneficiari di un importo complessivo di aiuti de minimis che, unitamente all’importo delle agevolazioni concesse a valere sul presente decreto, determini il superamento dei massimali previsti dal regolamento de minimis;

  • non hanno ricevuto né richiesto, per le spese oggetto del contributo, alcun altro contributo pubblico;


  • non hanno ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune;

  • sono in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni.

REQUISITI PER PROFESSIONISTI

Possono richiedere il bonus colonnine di ricarica i professionisti che, sia alla data della concessione sia alla data dell’erogazione del contributo, sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • presentano un volume d’affari, nell’ultima dichiarazione IVA trasmessa all’Agenzia delle entrate, così come risultante dal rigo VE50, non inferiore al valore della infrastruttura di ricarica per la quale è richiesto il contributo. Per i professionisti che applicano il regime forfettario, il valore dell’infrastruttura di ricarica non può essere superiore a 20.000 euro;

  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

  • sono in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni;

  • risultano in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali;

  • sono in regola con gli adempimenti fiscali;

  • non hanno ricevuto né richiesto, per le spese oggetto del contributo, alcun altro contributo pubblico.

COME FUNZIONA IL BONUS COLONNINE

Le risorse per il bonus colonnine per la ricarica di auto elettriche e veicoli saranno distribuite in questo modo:

  • 80% alle imprese per finanziare acquisti inferiori a 375.000 euro. Il 5% è riservato alle imprese che, alla data della domanda di contributo, risultano in possesso del rating di legalità;

  • 10% dalle imprese per finanziare acquisti uguali o superiori a 375.000 euro. Il 5% è riservato alle imprese che, alla data della domanda di contributo, risultano in possesso del rating di legalità;

  • 10% riservato ai professionisti.

SPESE AMMISSIBILI

Secondo quanto riportato dal MITE, il contributo sarà pari al 40% delle spese ammissibili, secondo questo schema:

  • 2.500 euro per wallbox in AC tra i 7 kW e i 22 kW;

  • 8.000 euro colonnine in AC tra i 7 kW e i 22 kW;

  • 1.000 euro/kW per infrastrutture in DC fino a 50 kW;

  • 50.000 euro per colonnina con due punti di ricarica in infrastrutture in DC oltre 50 kW;

  • 75.000 euro per colonnina con due punti di ricarica in infrastrutture in DC oltre 100 kW.

Ai fini dell’ammissibilità al contributo, le infrastrutture di ricarica devono:

  • essere nuove di fabbrica;

  • avere una potenza nominale almeno pari a 7,4 kW, che garantiscano almeno 32 Ampere per ogni singola fase;


  • essere collocate nel territorio italiano e in aree nella piena disponibilità dei soggetti beneficiari;

Sono ammesse le sole spese oggetto di fatturazione elettronica. Non sono, in ogni caso, ammissibili al contributo, a titolo esemplificativo le spese per:

  • imposte, tasse e oneri di qualsiasi genere;

  • consulenze di qualsiasi genere;

  • relative a terreni e immobili;

  • relative all’acquisto di servizi diversi da quelli citati, anche se funzionali all’istallazione;

  • costi relativi ad autorizzazioni edilizie, alla costruzione e all’esercizio.

COME PRESENTARE LE DOMANDE PER IL BONUS COLONNINE RICARICA

Il meccanismo con il quale richiedere gli incentivi è ancora da mettere a punto ma alcune informazioni sono già note. Le domande potranno essere presentate sul sito Invitalia secondo i criteri e le modalità da definire in un successivo Decreto MITE e su cui vi terremo aggiornati. Per presentare la domanda di sicuro sarà necessario allegare la descrizione dell’investimento che il soggetto beneficiario intende effettuare. La descrizione deve contenere l’indicazione dei risultati attesi a seguito dell’investimento fatto. I professionisti dovranno allegare alla domanda di contributo anche la dichiarazione IVA.

In generale la documentazione della domanda deve contenere:

  • copia delle fatture elettroniche relative alla realizzazione della infrastruttura di ricarica;

  • estratti del conto corrente dal quale risultino i pagamenti connessi alla realizzazione del progetto realizzato;

  • i pagamenti dei titoli di spesa oggetto di richiesta di erogazione devono essere effettuati attraverso un conto corrente intestato al soggetto beneficiario ed esclusivamente per mezzo di bonifici bancari ovvero SEPA Credit Transfer;

  • relazione finale relativa all’investimento realizzato, alle relative spese sostenute e alla rispondenza delle specifiche tecniche previste dal Decreto MITE;

  • dichiarazione in tema di disponibilità delle pertinenti autorizzazioni per la costruzione della infrastruttura di ricarica e per l’esercizio della stessa.

Entro un massimo di due mesi dalla data di scadenza per richiedere il bonus colonnine elettriche, da fissare con successivo decreto, il Ministero procederà alla concessione dei contributi nel rispetto dell’ordine cronologico di ricezione delle domande.

GLI OBBLIGHI DEI BENEFICIARI

I soggetti beneficiari del bonus colonnine veicoli sono tenuti a:

  • mantenere nei cinque anni successivi alla data di erogazione del contributo l’infrastruttura di ricarica;

  • consentire e favorire, in ogni fase del procedimento, lo svolgimento di tutti i controlli, ispezioni e monitoraggi disposti dal Ministero o da Invitalia, nonché da organismi statali o sovrastatali competenti in materia, anche mediante sopralluoghi, al fine di verificare lo stato di avanzamento delle attività oggetto di concessione del contributo e le condizioni per la fruizione e il mantenimento del beneficio;

  • corrispondere a tutte le richieste d’informazioni, dati e rapporti tecnici periodici disposte dal Ministero o da Invitalia allo scopo di effettuare il monitoraggio e la valutazione degli effetti delle agevolazioni concesse;

  • tenere a disposizione, in occasione delle verifiche disposte dagli organismi di controllo competenti, per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data di concessione delle agevolazioni, tutta la documentazione contabile, tecnica e amministrativa inerente alla concessione delle agevolazioni e ai servizi fruiti tramite le stesse;

  • conservare i documenti giustificativi sotto forma di originali o, in casi debitamente giustificati, sotto forma di copie autenticate, o su supporti per i dati comunemente accettati, comprese le versioni elettroniche di documenti originali o i documenti esistenti esclusivamente in versione elettronica;

  • aderire a tutte le forme d’informazione e pubblicizzazione dell’intervento, con le modalità allo scopo individuate, anche con successivo provvedimento, dal Ministero.

Il soggetto beneficiario sarà tenuto a trasmettere le informazioni che saranno definite a seguito dello sviluppo della piattaforma PUN – Piattaforma unica nazionale nel caso d’infrastrutture di ricarica con accesso pubblico.

REVOCA DEL BONUS COLONNINE VEICOLI ELETTRICI

I contributi possono essere revocati dal Ministero – in tutto o in parte – nei seguenti casi:

  • accertamento dell’insussistenza dei requisiti di ammissibilità previsti dal decreto;

  • il soggetto beneficiario abbia reso, nel modulo di domanda o in qualunque altra fase del procedimento, dichiarazioni mendaci o errate o esibito atti falsi o contenenti dati non rispondenti a verità;

  • fallimento del soggetto beneficiario ovvero apertura nei confronti del medesimo di una procedura concorsuale;

  • mancato rispetto di una o più disposizioni o a obblighi previsti dal Decreto MITE;

  • in tutti i casi ulteriormente previsti dai provvedimenti di concessione e di erogazione.

La revoca è disposta dal Ministero con provvedimento motivato e comporta per il soggetto beneficiario l’obbligo di restituzione del contributo entro 60 giorni dalla comunicazione del provvedimento di revoca.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Per ulteriori approfondimenti vi invitiamo a scaricare e leggere il Decreto Mite del 25 agosto 2021 (Pdf 567 Kb).

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Per conoscere tutte le altre agevolazioni è possibile visitare la nostra pagina dedicata agli aiuti per le imprese. Per restare sempre aggiornati è possibile iscriversi alla nostra newsletter gratuita e al nostro canale Telegram per ricevere le notizie in anteprima.

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