Bonus assunzioni giovani 2026: l’elenco aggiornato degli incentivi attivi

Sono diversi i bonus che si possono richiedere nel 2026 per le assunzioni di giovani: ecco l’elenco completo e aggiornato

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Nel 2026 sono attivi e richiedibili diversi bonus per le assunzioni di giovani in Italia.

Le misure principali, definite dai recenti decreti e dalle relative circolari attuative INPS emanate nel corso dell’anno, mirano a favorire l’occupazione stabile e la trasformazione dei contratti a termine.

Di seguito vengono vi illustriamo gli incentivi per i quali i datori di lavoro privati possono presentare domanda, specificando a chi spettano e come richiederli.

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1) BONUS ASSUNZIONI GIOVANI 2026 UNDER 35

Tra i bonus che si possono richiedere c’è l’incentivo è rivolto ai datori di lavoro privati che assumono giovani a tempo indeterminato (anche con contratto di somministrazione tramite agenzie di lavoro interinale) che si trovano in una situazione di svantaggio nel mercato del lavoro.

I destinatari sono i giovani con età inferiore ai 35 anni al momento dell’assunzione, che non abbiano svolto attività lavorativa subordinata per almeno 6 mesi o che rientrino nelle categorie di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati.

Per questi, spetta un esonero dal 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a 500 euro al mese per lavoratore sul territorio nazionale. Lo sgravio può arrivare fino a 650 euro al mese se l’assunzione avviene presso una sede o unità produttiva situata nella ZES Unica per il Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria).

In ogni caso, il bonus spetta per una durata massima di 24 mesi per i lavoratori considerati “molto svantaggiati” e fino a 12 mesi per i lavoratori “svantaggiati”. Inoltre, l’assunzione deve determinare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. Tutti le condizioni di accesso al bonus, comprese le modalità per fare domanda, sono spiegate nel dettaglio in questo articolo.

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2) BONUS STABILIZZAZIONE GIOVANI 2026

Questa misura è pensata specificamente per premiare le aziende che scelgono di convertire contratti precari in rapporti di lavoro stabili. Come stabilito dalla Circolare INPS n. 72/2026, i destinatari sono i giovani under 35 che non sono mai stati occupati a tempo indeterminato nel corso della loro vita lavorativa e che sono titolari di un contratto a tempo determinato.

Il rapporto a tempo determinato deve essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026 e deve avere una durata complessiva non superiore a 12 mesi al momento della trasformazione.

Se si rispettano queste condizioni, il datore di lavoro ha diritto a un esonero contributivo totale fino a un massimo di 500 euro mensili (riproporzionato in caso di part-time) per 24 mesi. Non si applica ai contratti di apprendistato, al lavoro domestico e alle trasformazioni di contratti intermittenti.

Le istanze devono essere inoltrate esclusivamente in via telematica dall’azienda o dall’intermediario abilitato. Prima, però, il datore di lavoro deve collegarsi al Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) sul sito internet dell’INPS e verificare la regolarità del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva). A questo punto, sarà possibile procedere con la compilazione del modulo online (inserendo i dati del lavoratore).

È necessario compilare il modulo telematico dedicato indicando i dati dell’impresa, il codice fiscale del lavoratore under 35, la data di assunzione o trasformazione, la retribuzione lorda stimata e l’aliquota contributiva di riferimento. I sistemi dell’INPS calcolano l’ammontare del beneficio spettante in base ai dati contrattuali inseriti e verificano la disponibilità dei fondi residui nei limiti di spesa complessivi fissati dalla legge.

A seguito dell’esito positivo dell’istanza e dell’autorizzazione dell’istituto, il datore di lavoro può recuperare l’importo spettante portandolo a conguaglio direttamente all’interno delle denunce contributive mensili (Uniemens). Trattandosi di incentivi soggetti a specifici tetti di spesa complessivi previsti dal bilancio dello Stato, l’accoglimento delle domande da parte dell’INPS avviene secondo l’ordine cronologico di presentazione e fino a esaurimento delle risorse stanziate per l’anno in corso.

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3) SUPERBONUS LAVORO

Introdotta originariamente dal Decreto Legislativo n. 216/2023 e strutturata a regime, questa misura opera sul piano fiscale (IRES/IRPEF) anziché su quello dei contributi previdenziali, ed è pienamente compatibile con i bonus descritti in precedenza.

Si tratta di una maggiorazione del costo del personale ammesso in deduzione in presenza di un incremento occupazionale rispetto all’anno precedente. In particolare, in questi casi per il datore di lavoro:

  • la deduzione IRPEF/IRES è pari al 120% del costo del nuovo assunto a tempo indeterminato;

  • la deduzione sale al 130% (un ulteriore 10% di maggiorazione) se l’assunzione riguarda categorie meritevoli di maggiore tutela, tra cui rientrano espressamente i giovani ammessi agli incentivi all’occupazione giovanile.

Per approfondire come funziona, vi consigliamo di leggere questa guida.

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4) ALIQUOTA RIDOTTA IN CASO DI APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE

Regolato dal Testo Unico dei Contratti (D.Lgs. 81/2015), questo incentivo è sempre attivo, senza scadenze temporali e spetta per le assunzioni con contratto di apprendistato professionalizzante di giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni (30 anni non compiuti). Nel dettaglio:

  • sotto il profilo retributivo, l’agevolazione consiste nella possibilità di sottoinquadrare il lavoratore fino a due livelli rispetto alla qualifica da conseguire, oppure di corrispondere una retribuzione in misura percentuale ridotta;

  • sotto il profilo contributivo, l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro è ridotta al 10% (anziché la quota ordinaria che si aggira intorno al 30%) per tutta la durata del periodo formativo (generalmente 3 anni). Per le aziende fino a 9 dipendenti, l’aliquota è azzerata nel primo anno e pari all’1,5% nel secondo anno.

5) SGRAVIO CONTRIBUTIVO UNDER 30

Si tratta di una misura stabile (strutturale) dell’ordinamento che non risente delle scadenze temporali dei decreti d’emergenza. La legge, infatti, per le assunzioni di giovani di età inferiore ai 30 anni che non sono mai stati titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nella loro vita lavorativa, riconosce ai datori di lavoro privati un esonero contributivo pari al 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 3.000 euro su base annua (pari a circa 250 euro al mese), da riproporzionare in caso di contratto part-time.

Il bonus, in questo caso, ha una durata massima di 36 mesi. Tutti i dettagli su come ottenerlo, sono spiegati in questo approfondimento dedicato.

6) BONUS DONNE SVANTAGGIATE

Se la figura da inserire è una giovane donna, è possibile attingere al pacchetto specifico che prevede massimali più alti rispetto ai bonus standard per i giovani. In particolare, per le donne di qualsiasi età (quindi incluse le under 35) prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (ovunque residenti) oppure da almeno 6 mesi se residenti nelle regioni del Mezzogiorno o impiegate in settori ad alta disparità di genere, lo Stato riconosce un esonero contributivo totale del 100% della quota a carico del datore di lavoro.

Inoltre, l’incentivo spetta in caso di assunzione di donne madri di almeno 3 figli minori e prive di impiego da almeno 6 mesi.

L’aiuto economico consiste in uno sconto che può arrivare fino a 650 euro al mese per chi assume un lavoratore con un contratto stabile a tempo indeterminato. Questo alleggerimento sui costi della busta paga dura per un massimo di due anni (24 mesi) e se sale a 800 euro al mese l’assunzione viene effettuata presso una sede o unità produttiva situata nelle regioni della ZES Unica per il Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria). In questa guida vi spieghiamo nel dettaglio tutti i requisiti e i passaggi per ottenerlo.

7) INCENTIVI PER ASSUNZIONE DI GIOVANI PERCETTORI DI ADI E SFL

Per le aziende che attingono ai canali di ricollocazione dei beneficiari dell’Assegno di Inclusione e del Supporto per formazione e il lavoro (SFL), sono previsti esoneri contributivi mirati. I destinatari sono i giovani iscritti alle piattaforme del Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL), per i quali spetta un esonero contributivo totale del 100% per contratti a tempo indeterminato (fino a 500 euro mensili per 12 mesi) o esonero parziale del 50% per contratti a tempo determinato o stagionali (fino a 250 euro mensili per un massimo di 12 mesi).

In questo articolo, vi spieghiamo come richiederli.

8) ESONERO PER L’ASSUNZIONE DI EX-STUDENTI (ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO)

Questa è una misura strutturale pensata per premiare le imprese che formano i ragazzi fin dai banchi di scuola e si può richiedere per i giovani assunti a tempo indeterminato entro 6 mesi dal conseguimento del titolo di studio, a patto che abbiano svolto presso la tua azienda periodi di alternanza scuola-lavoro (oggi PCTO) o periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma.

Il bonus consiste in un esonero del 100% dei contributi INPS a carico dell’azienda, fino a 3.000 euro annui per una durata massima di 36 mesi.

9) INCENTIVO ASSUNZIONE PERCETTORI DI NASPI

Se il giovane è stato licenziato e sta percependo l’indennità di disoccupazione NASpI, la nuova azienda che lo assume riceve contributo mensile pari al 20% dell’indennità NASpI residua che sarebbe stata erogata al lavoratore se fosse rimasto disoccupato. Per usufruirne, però, è richiesta l’assunzione a tempo pieno e indeterminato. Il vantaggio di questa misura è che risulta esplicitamente cumulabile con altri sgravi contributivi. Come funziona ve lo spieghiamo nel dettaglio in questa guida.

10) DECONTRIBUZIONE SUD

Se l’assunzione del giovane avviene presso una sede operativa situata in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, è possibile sfruttare questa agevolazione automatica. Si tratta di uno sgravio del 20% sui contributi previdenziali complessivi che non decade inesorabilmente se il ragazzo ha già avuto un contratto a tempo indeterminato nella sua vita. Decontribuzione Sud è infatti applicabile indipendentemente dallo storico contrattuale del lavoratore.

Introdotta inizialmente con il Decreto Agosto, è stata più volte estesa e modificata. L’ultima proroga è arrivata con la Legge di Bilancio 2026 che, in continuità con quanto stabilito dalla precedente Legge di Bilancio 2025, ha confermato che la misura prosegue ma ridotta, passando da un regime di aiuto emergenziale a uno strutturale a scalare fino al 2029. In questa guida tutti i dettagli e cosa cambia con la proroga.

AIUTI REGIONALI (FONDI FSE+)

Spesso si guarda solo all’INPS, ma le singole Regioni utilizzano i Fondi Sociali Europei (FSE+) per erogare contributi a fondo perduto (veri e propri bonifici all’azienda, non sgravi sulle tasse) per chi assume giovani al termine di un tirocinio extracurriculare.

Le regole variano da regione a regione. A titolo di esempio, il bando attivo nel 2026 della Regione Toscana eroga all’azienda un bonifico diretto di 9.188,49 euri per l’assunzione a tempo indeterminato full-time di un tirocinante under 35. La Campania ha stanziato un fondo per favorire l’occupazione stabile dei giovani dai 18 ai 35 anni e premiare le aziende che scelgono contratti a lungo termine con premi economi di 15.000 euro per ogni assunzione a tempo indeterminato full-time e di 6.000 euro se il giovane viene inserito con un contratto a tempo determinato o con un apprendistato (della durata minima di 12 mesi).

Le iniziative sono diverse e non si esauriscono a queste appena citate. Per restare informati, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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