Riforma delle carriere nella Pubblica Amministrazione: novità in 5 punti e testo DDL

Ecco quali novità introduce la Riforma delle carriere nella Pubblica Amministrazione approvata dal Governo

pubblica amministrazione, pa

È in esame in Commissione, dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, la riforma delle carriere nella Pubblica Amministrazione.

Il cosiddetto “DDL Merito” deve passare in aula entro fine dicembre e semplifica le regole di accesso carriera dirigenziale delle PA, aprendo le porte a un iter alternativo basato su merito ed esperienza.

Inoltre, prevede anche nuove norme sulla valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle Pubbliche Amministrazioni.

In questo articolo vi spieghiamo quali sono le novità introdotte e cosa cambia per l’accesso alle carriere nella PA.

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COSA PREVEDE LA RIFORMA DELLE CARRIERE NELLA PA

Il Disegno di Legge approvato dal Governo il 30 Giugno 2025 riforma l’accesso alle carriere dirigenziali e non nella Pubblica Amministrazione.

In questo modo il provvedimento, proposto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, intende rendere la PA più moderna, meritocratica e orientata ai risultati.

Scopriamo nel dettaglio cosa prevede.

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1) ACCESSO ALLA DIRIGENZA DI SECONDA FASCIA NELLA PA SENZA CONCORSO

Il nuovo DDL introduce un percorso alternativo per diventare dirigente pubblico, basato su merito, performance e anzianità, senza passare dai concorsi pubblici tradizionali. I funzionari con almeno 5 anni di servizio (o 2 anni per i quadri) potranno accedere a incarichi dirigenziali temporanei tramite una selezione interna, seguita da un periodo di osservazione di 4 anni.

Solo in caso di valutazione positiva si otterrà l’incarico per 3 anni, rinnovabile una sola volta previa valutazione positiva. Il sistema premia solo il 30% dei candidati con i punteggi massimi e mantiene attivi i canali tradizionali come il corso-concorso SNA, i concorsi interni e l’avanzamento per merito. Come funziona, lo spieghiamo nel dettaglio in questa guida.

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2) VIA AL NUOVO SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

Il testo introduce un sistema di valutazione dei dipendenti PA più articolato e completo. La performance dei dipendenti sarà misurata non solo in base agli obiettivi professionali raggiunti, ma anche in base ai comportamenti organizzativi. Questo significa che verranno valutate anche competenze trasversali come la capacità di leadership, la collaborazione con i colleghi, la gestione del cambiamento e l’orientamento ai risultati.

Inoltre, il nuovo modello supera la logica della valutazione unidirezionale, cioè decisa solo dai superiori. Prevede il coinvolgimento di soggetti esterni e una maggiore attenzione alla formazione continua. L’obiettivo è rafforzare il senso di appartenenza dei dipendenti e migliorare l’efficienza complessiva delle amministrazioni.

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3) PREMI ECONOMICI LEGATI AI RISULTATI

Il nuovo sistema introdotto dalla riforma collega in modo diretto la retribuzione accessoria dei dipendenti pubblici (cioè quella parte dello stipendio legata a premi o incentivi) ai risultati effettivamente raggiunti dai dipendenti pubblici. In pratica, ogni dipendente sarà valutato sulla base di obiettivi concreti e misurabili, stabiliti in anticipo.

Solo i dipendenti che otterranno le valutazioni più alte – in ogni caso non più del 30% del totale – potranno accedere ai premi economici più significativi o a opportunità di avanzamento di carriera. Questo meccanismo ha due scopi principali:

  • premiare il merito reale, cioè chi dimostra impegno, competenza e risultati concreti;

  • evitare la distribuzione automatica dei premi, che in passato ha spesso portato a valutazioni “eccellenti” per la maggioranza dei dipendenti, rendendo inefficace il sistema di incentivazione.

Inoltre, il disegno di legge prevede che le Amministrazioni definiscano con chiarezza gli obiettivi da raggiungere, i criteri di valutazione, i tempi e le modalità di assegnazione dei premi. Tutto questo dovrà essere trasparente e verificabile, anche attraverso la pubblicazione dei dati relativi ai premi distribuiti.

4) BONUS ECCELLENZA PER DIPENDENTI PUBBLICI

Il bonus eccellenza è un premio annuale che può essere riconosciuto ai dipendenti pubblici che ottengono le valutazioni più alte nei processi di valutazione di performance e merito. La sua base normativa si trova nell’articolo 21 del decreto legislativo n. 150 del 2009, che già prevedeva la possibilità di erogare un riconoscimento economico ai lavoratori “eccellenti”, ma la Riforma delle carriere nella Pubblica Amministrazione lo ha aggiornato, stabilendo criteri precisi per evitare che venga distribuito in modo generico. Come funziona nel dettaglio e a chi viene riconosciuto ve lo spieghiamo nella nostra guida al bonus eccellenza per dipendenti pubblici.

5) NOVITÀ SULLA FORMAZIONE DEI DIPENDENTI PUBBLICI

Il Governo ha definito un piano strategico per rafforzare la formazione dei dipendenti pubblici entro il 2027. L’obiettivo è renderla uno strumento centrale per l’innovazione e la qualità dei servizi pubblici.

Il focus sarà su competenze trasversali, digitali e gestionali, fondamentali per affrontare le sfide della transizione digitale, ecologica e amministrativa. Un ruolo centrale sarà svolto dalla piattaforma Syllabus, promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

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6) SEMPLIFICAZIONE DELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE

Entro il 2026 il Governo intende semplificare la gestione delle risorse umane nella Pubblica Amministrazione attraverso la creazione di una banca dati integrata destinata agli Enti con più di 50 dipendenti. Questa banca dati sarà interoperabile con il portale inPA, utilizzato per il reclutamento del personale, con la piattaforma Syllabus, dedicata alla formazione digitale, e con la banca dati PIAO, che raccoglie informazioni strategiche e operative. Lo scopo è rendere i dati facilmente condivisibili e accessibili tra le diverse piattaforme, migliorando il coordinamento e favorendo una gestione più fluida, efficiente e trasparente del personale, riducendo al contempo i tempi e le complessità burocratiche.

QUANDO ENTRA IN VIGORE IL NUOVO DDL

L’entrata in vigore della riforma, avverrà con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DDL Merito. Ricordiamo che il Disegno di Legge ha ricevuto il via libera definitivo dal Consiglio dei Ministri il 30 Giugno 2025, dopo un primo passaggio il 13 Marzo 2025, come illustrato in questo articolo. Attualmente è in Commissione, per la valutazione, e deve passare in aula entro fine dicembre. 

In secondo momento, per garantire la sua piena attuazione, le Amministrazioni dovranno adottare i regolamenti che definiranno nel dettaglio le modalità operative della riforma. E noi, vi faremo sapere appena il Ministero fornirà linee guida in tal senso. Per restare informati, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.

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TESTO DELLA RIFORMA SULLE CARRIERE NELLE PA

In attesa che il testo finale della riforma sia pubblicato in Gazzetta Ufficiale, mettiamo a vostra disposizione il testo PDF dello Schema di Disegno di Legge (Pdf 176 Kb). Parliamo del cosiddetto DDL Merito, ossia la riforma sulle carriere nelle PA.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Vi invitiamo a leggere l’articolo su come fare per diventare Dirigente Pubblico senza concorso. A proposito di novità per il pubblico impiego, mettiamo a vostra disposizione la guida al Decreto PA 2025 convertito in Legge e quella sul concorso Unico nelle Pubbliche Amministrazioni per dirigenti e altre figure.

Vi invitiamo a consultare la pagina dei concorsi pubblici, che è costantemente aggiornata con i nuovi bandi indetti. Potete anche conoscere i prossimi concorsi in uscita per scoprire quali bandi verranno pubblicati nei prossimi mesi e prepararvi per tempo.

Per restare informati, vi consigliamo di seguire la nostra sezione, dove sono presenti news legislative.

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Scritto da Valeria Cozzolino - Giornalista, esperta di leggi, politica, Pubblica Amministrazione, previdenza e lavoro.
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