Contratti di sviluppo 2022: domanda, requisiti e novità

Tutte le novità sulla procedura per ottenere le agevolazioni previste per i contratti di sviluppo nel 2022. Ecco la guida dettagliata

Meeting Conferenza Impresa

Lo strumento dei contratti di sviluppo è rivolto alle imprese delle filiere industriali strategiche, compresi i settori delle rinnovabili e batterie (con domande aperte dal 28 novembre), degli autobus elettrici, dell’automotive e per le imprese che attuano iniziative per diminuire le emissioni di CO2. Il MIMIT ha annunciato che dal 29 novembre 2022 è aperto lo sportello per richiedere gli incentivi per il settore automotive, termine differito rispetto al precedente del 15 novembre.

La misura offre finanziamenti, previsti dal PNRR, resi operativi dal Ministero dello Sviluppo Economico con diversi decreti attuativi emessi nel corso del 2022.

Vediamo quali sono i requisiti per ottenere gli incentivi, a chi spettano, come fare domanda e quali sono le novità dei criteri rispetto agli scorsi anni.

COSA SONO I CONTRATTI DI SVILUPPO

Il Contratto di sviluppo è stato introdotto dall’articolo 43 del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112 ed è operativo dal 2011. Si tratta di uno strumento di sostegno di programmi d’investimento produttivi, strategici ed innovativi di grandi dimensioni. Il Decreto del 17 settembre 2021 ha introdotto poi un’importante novità, ossia la clausola per quelle imprese che si impegneranno, nel caso di un incremento occupazionale ad assumere in via prioritaria:

  • i percettori di interventi di sostegno al reddito;

  • disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo;

  • lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il Ministero.

L’obiettivo di questo percorso prioritario è mettere in campo uno degli obiettivi del Governo, ovvero la riconversione e reindustrializzazione di alcune aree del Paese attraverso la concessione d’incentivi e agevolazioni. A gestire i contratti di sviluppo è l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia.

CONTRATTI DI SVILUPPO PREVISTI DAL PNRR

Con lo strumento dei contratti di sviluppo si rendono anche operativi gli interventi del Ministero dello Sviluppo Economico previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), al fine di sostenere la competitività del sistema produttivo con la realizzazione di progetti su tutto il territorio nazionale. Le risorse messe a disposizione dal Decreto Aiuti bis sono 40 milioni nel 2022, 400 milioni nel 2023, 12 milioni per ciascun anno dal 2024 al 2030, con l’obiettivo di sbloccare ulteriori progetti. A questi fondi si aggiunge una dotazione di 2 miliardi euro, ma solo per progetti che consentano di ridurre le emissioni di CO2 e i consumi di energia attraverso l’elettrificazione dei processi produttivi e l’utilizzo di idrogeno.

In particolare, lo strumento dei contratti di sviluppo nel 2022 viene attuato da quattro provvedimenti:


  • il Decreto del MISE 8 aprile 2022 Bus elettrici che attua lo sviluppo in Italia di una filiera industriale autonoma nel settore degli autobus, rafforzando la competitività delle imprese nella produzione di veicoli elettrici;

  • il DPCM 4 agosto 2022 n. 2, che prevede per i Contratti di Sviluppo lo stanziamento della quota rimanente delle risorse del “Fondo automotive”, pari a 50 milioni di euro per l’anno 2022 e 350 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2030. La procedura di domanda e ei requisiti sono stati stabiliti dal Decreto direttoriale n. 2900 del 10 ottobre 2022;

  • Il Decreto MISE del 25 agosto 2022 (in attesa di pubblicazione) per le industrie che riducono emissioni di CO2 e consumi energia alle quali destina di 2 miliardi di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC 2021-2027), assegnati dal Cipees al Mise. Risorse per finanziare ulteriori 101 progetti da realizzare per l’80% nel Mezzogiorno e il 20% nel Centro – Nord, come previsto dalla normativa europea. In particolare, 1,5 miliardi di euro sono dedicati alle domande dei contratti di sviluppo già presentate con la procedura ordinaria mentre 500 milioni di euro finanzieranno nuovi progetti per il rilancio industriale;

CONTRATTI DI SVILUPPO PNRR: L’OGGETTO DELLE DOMANDE

Per comprendere bene qual è la procedura operativa ai contratti di sviluppo PNRR dobbiamo distinguere le differenti tipologie attivate per il 2022, ovvero:

  • filiere produttive;
  • rinnovabili e batterie;
  • bus elettrici;
  • automotive.

1) FILIERE PRODUTTIVE

Per le Filiere produttive, le domande di agevolazioni dovranno avere ad oggetto la realizzazione di programmi di sviluppo concernenti le filiere produttive strategiche individuate dal Decreto 13 gennaio 2022. A partire dalla stessa data, i soggetti che abbiano già presentato a Invitalia domande di Contratto di sviluppo che risultino, alla medesima data, sospese per carenza di risorse finanziarie potranno presentare istanza di finanziamento di tali domande sulle risorse assegnate all’Investimento 5.2 “Competitività e resilienza delle filiere produttive” del PNRR, a condizione che abbiano ad oggetto programmi di sviluppo coerenti con le finalità ed i requisiti di cui al citato Decreto e che non risultino avviati antecedentemente alla data del 1° febbraio 2020.

2) RINNOVABILI E BATTERIE

In merito alle Rinnovabili e batterie, le domande di agevolazioni, dovranno avere ad oggetto la realizzazione di programmi di sviluppo concernenti settori produttivi connessi alle tecnologie per la generazione di energia da fonti rinnovabili, con particolare riferimento a:

  • Tecnologia PV (PhotoVoltaics), con particolare riferimento ai pannelli fotovoltaici innovativi ad alto rendimento;
  • Industria eolica, in relazione agli aerogeneratori di nuova generazione e taglia medio-grande;
  • Batterie, a sostegno della produzione nel settore.

I Contratti di sviluppo sostengono programmi di investimento di grandi dimensioni, che possono essere realizzati da una o più imprese, anche in forma congiunta.

3) BUS ELETTRICI

Le domande di agevolazioni in tale ambito dovranno essere presentate a Invitalia e dovranno avere ad oggetto la realizzazione di programmi di sviluppo concernenti:

  • l’ottimizzazione e produzione di sistemi di trazione elettrica;
  • lo sviluppo e la produzione di nuove architetture di autobus, nell’ottica della migrazione verso sistemi di alimentazione elettrici, dell’alleggerimento dei veicoli, della digitalizzazione dei veicoli e dei loro componenti;
  • la creazione o l’ottimizzazione di filiere industriali per la produzione di componentistica per autoveicoli per il trasporto pubblico e lo sviluppo e l’industrializzazione di nuove tecnologie IoT applicate al trasporto pubblico, di sensori e sistemi digitali, anche integrati nei singoli componenti del veicolo, per il monitoraggio continuo e la manutenzione predittiva, la guida assistita, la gestione delle flotte, la sicurezza dei trasporti, il dialogo bus-terra;
  • lo sviluppo, la standardizzazione e l’industrializzazione di sistemi di ricarica, nonché lo sviluppo di tecnologie finalizzate alla produzione di sistemi per la “smart charging” di autobus elettrici.

I candidati dovranno anche avere specifici requisiti, ovvero:

  • idoneità del programma a contribuire al rafforzamento della filiera produttiva degli autobus, intendendosi in tal senso la partecipazione, nell’ambito della realizzazione del complessivo programma di sviluppo, di più imprese operanti nella filiera medesima. Nel caso di programmi di sviluppo realizzati da una sola impresa, la presenza di elementi di integrazione con la filiera produttiva in grado di produrre positivi effetti, in termini di sviluppo e rafforzamento, anche sugli altri attori della filiera medesima non partecipanti al programma di sviluppo, con particolare riferimento alle imprese di piccole e medie dimensioni;
  • presenza, nell’ambito del complessivo programma di sviluppo, di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali all’investimento produttivo, finalizzati alla messa a punto di soluzioni interconnesse, anche nell’ambito del dialogo autobus-terra;
  • evidenza del coinvolgimento di amministrazioni locali interessate alla sottoscrizione di accordi o protocolli di intesa finalizzati alla messa a punto di nuovi prodotti o al testing dei risultati dei progetti di ricerca e sviluppo realizzati nell’ambito del programma di sviluppo.

Le domande valgono per quei programmi di sviluppo che non risultino avviati antecedentemente alla data del 1° febbraio 2020.

4) AUTOMOTIVE

Con il Decreto direttoriale n. 2900 del 10 ottobre 2022 il MISE ha definito gli incentivi per il sostegno agli investimenti per l’insediamento, la riconversione e la riqualificazione verso forme produttive innovative e sostenibili, al fine di favorire la transizione verde, la ricerca e gli investimenti nella filiera del settore automotive, con particolare riferimento allo sviluppo e alla produzione di:

  • nuovi veicoli nonché sistemi di alimentazione e propulsione che aumentino l’efficienza del veicolo minimizzando le emissioni;
  • tecnologie, materiali, architetture e componenti strutturali funzionali all’alleggerimento dei veicoli nonché dei sistemi di trasporto per la mobilità urbana;
  • nuovi sistemi, componenti meccanici, elettrici, elettronici e software per la gestione delle funzioni principali del veicolo, propulsione, lighting, dinamica laterale e longitudinale, abitacolo;
  • nuovi sistemi, componenti meccanici elettrici, elettronici e software per sistemi avanzati per l’assistenza alla guida (ADAS), la connettività del veicolo (V2V e V2I), la gestione di dati, l’interazione uomo veicolo (HMI) e l’infotainment;
  • sistemi infrastrutturali per il rifornimento e la ricarica dei veicoli.

Come specificato in questo comunicato MIMIT, a seguito della proroga al 31 dicembre 2023 del termine di validità della sezione 3.13 del “Quadro temporaneo, con Decreto del direttore generale per gli incentivi alle imprese 14 novembre 2022 è stato rinviato al 29 novembre 2022 il termine iniziale per la presentazione delle nuove domande destinate al sostegno degli investimenti per l’insediamento, la riconversione e la riqualificazione verso forme produttive innovative e sostenibili e alla ricerca nella filiera del settore automotive. Dunque, dal 29 novembre 2022 Invitalia ha fatto sapere che possono essere presentate esclusivamente nuove domande sulla piattaforma dedicata.

COSA FINANZIANO I CONTRATTI DI SVILUPPO

In generale, come da Decreto del Ministro dello Sviluppo economico 9 dicembre 2014 (e successive modifiche) i contratti di sviluppo sono degli strumenti che finanziano:

  • programmi di sviluppo industriali, compresi i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
  • programmi di sviluppo per la tutela ambientale;
  • programmi di sviluppo di attività turistiche che possono comprendere, per un importo non superiore al 20% degli investimenti complessivi da realizzare, programmi destinati allo sviluppo delle attività commerciali.

L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni non deve essere inferiore a 20 milioni di euro, ovvero a 7,5 milioni di euro qualora il programma riguardi esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Le imprese si impegnano a realizzare i programmi in 36 mesi. Con il Decreto MISE del 13 novembre 2020 poi, è stato confermato il termine di ultimazione dei progetti a 36 mesi dalla concessione delle agevolazioni, ma è stata anche prevista la possibilità di una proroga. La proroga può avvenire con una motivata richiesta dell’impresa beneficiaria, per un periodo massimo di 18 mesi.

A CHI SI RIVOLGONO I CONTRATTI DI SVILUPPO

I programmi di sviluppo possono essere realizzati:

  • da una o più imprese, italiane o estere, di qualsiasi dimensione (compatibilmente con i regolamenti comunitari di volta in volta applicabili);
  • in forma congiunta anche mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete di cui all’art. 3, comma 4-ter, del Decreto Legge 10 febbraio 2009, n. 5.

Nei Contratti di sviluppo i soggetti beneficiari delle agevolazioni sono articolati in:

  • soggetto proponente, ovvero l’impresa che promuove il programma di sviluppo ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica. Deve presentare spese ammissibili non inferiori a 10 milioni di euro per quanto riguarda i programmi di sviluppo industriali e per la tutela ambientale; non inferiori a 3 milioni di euro per quelli che riguardano esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. I programmi non devono avere costo inferiore a 5 milioni di euro per il settore delle attività turistiche. La cifra deve essere pari a 3 milioni di euro per i programmi di sviluppo delle attività turistiche che riguardano le aree interne del Paese o il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.

  • imprese aderenti, ovvero le eventuali altre imprese che realizzano progetti di investimento nell’ambito del programma di sviluppo. Gli investimenti proposti dai soggetti aderenti (compresi i programmi di ricerca, sviluppo e innovazione) devono presentare spese non inferiori a 1,5 milioni di euro.

IMPORTI DELLE AGEVOLAZIONI

Le agevolazioni previste nei contratti di sviluppo sono concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro:

  • finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili;
  • contributo in conto interessi;
  • il contributo in conto impianti;
  • contributo diretto alla spesa.

L’entità delle agevolazioni, nel rispetto dei limiti delle vigenti norme in materia di aiuti di Stato, dipende:

  • dal tipo di progetto;
  • dalla localizzazione dell’iniziativa;
  • dalla dimensione dell’impresa.

In linea generale, l’ammontare e la forma dei contributi concedibili vengono definiti nella fase di negoziazione. Tra gli altri criteri per la determinazione delle agevolazioni ne sono previsti alcuni specifici per i programmi di sviluppo per la tutela ambientale e per i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 2 agosto 2017).

LE SPESE AGEVOLABILI

Le spese agevolabili sono indicate nei Titoli II, III e IV del Decreto del 9 dicembre 2014 e sono:

  • spese relative all’acquisto del suolo aziendale, nella misura massima del 10% dell’investimento complessivo ammissibile del progetto;

  • opere murarie e assimilate (massimo 40% dell’investimento complessivo);
    infrastrutture specifiche aziendali;

  • macchinari, impianti e attrezzature, o anche i beni necessari all’attività amministrativa dell’impresa nonché i mezzi mobili strettamente necessari al ciclo di produzione o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti, purché dimensionati alla effettiva produzione, identificabili singolarmente e a servizio esclusivo dell’unità produttiva oggetto delle agevolazioni;

  • programmi informatici brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate. I programmi informatici devono essere commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa. I brevetti, le licenze, il know-how e le conoscenze tecniche non brevettate devono riguardare nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, e sono ammissibili solo per la parte in cui sono utilizzati per l’attività svolta nell’unità produttiva interessata dal progetto. Per le grandi imprese, tali spese sono ammissibili fino al 50% dell’investimento complessivo ammissibile;

  • spese per consulenze per le sole PMI e nella misura di misura massima del 4% delle spese per l’investimento complessivo;

Per quanto riguarda le spese per i progetti di ricerca sono agevolabili quelle relative:

  • al personale, strumenti e attrezzature;
  • all’acquisizione o all’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how;
  • ai costi per i servizi di consulenza;
  • agli altri servizi utilizzati esclusivamente per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo;
  • ai materiali;
  • al progetto di ricerca e sviluppo.

REGIME FAVOREVOLE PER PER RIDUZIONE CO2

Un ulteriore Decreto MISE sempre firmato il 25 agosto 2022 e anch’esso in attesa di pubblicazione, prevede un regime favorevole in materia di aiuti di Stato per i progetti green. Si tratta di progetti di imprese che, non comportando un aumento della capacità produttiva complessiva, consentono una riduzione sostanziale delle emissioni di gas serra delle attività industriali che attualmente fanno affidamento sui combustibili fossili come fonte di energia o materia prima ovvero a una riduzione sostanziale del consumo di energia nelle attività e nei processi industriali. Saranno pertanto agevolati gli investimenti industriali che perseguono uno dei seguenti obiettivi:

  • la riduzione di almeno il 40% delle emissioni dirette di gas a effetto serra, mediante l’elettrificazione dei processi produttivi o l’utilizzo di idrogeno rinnovabile e di idrogeno elettrolitico in sostituzione dei combustibili fossili;

  • la riduzione di almeno il 20% del consumo di energia in relazione alle attività sovvenzionate.

COME FUNZIONANO I CONTRATTI DI SVILUPPO

Una volta presentate le domande, Invitalia le verifica entro 120 giorni e le esamina nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione, tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili. Con il Decreto del Ministro dello sviluppo economico 8 novembre 2016 è stata introdotta una specifica procedura per il finanziamento e la valutazione dei programmi di sviluppo di rilevanti dimensioni (investimenti pari o superiori a 50 milioni di euro, ovvero 20 milioni se relativi al settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli), a condizione che presentino una particolare rilevanza strategica in relazione al contesto territoriale e al sistema produttivo interessato. Stando a quanto stabilito nel Decreto 13 novembre 2020, vi è rilevanza strategica se vi sono almeno due dei seguenti requisiti:

  • significativo impatto occupazionale;
  • capacità di attrazione degli investimenti esteri;
  • coerenza degli investimenti con il piano nazionale Industria 4.0;
  • rilevante impatto ambientale.

Per i programmi di sviluppo sulla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli deve essere, anche verificata la capacità del programma di determinare positivi effetti o sinergie con i sistemi di filiera diretta e allargata regionali o nazionali. Questi criteri sono essenziali per ottenere l’agevolazione.

COME PRESENTARE DOMANDA

Ogniqualvolta vengono aperte le finestre per richiedere i finanziamenti, le istanze di accesso devono essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia. Le domande possono essere presentate esclusivamente online, sulla piattaforma dedicata. L’impresa (o la rete d’imprese) proponente potrà presentare domanda online attraverso il suo rappresentante legale o un procuratore speciale.

Per richiedere le agevolazioni è necessario:

  • registrarsi alla piattaforma dedicata ai servizi online di Invitalia, indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario;
  • una volta registrati, accedere all’area riservata per compilare direttamente online la domanda.

Invitalia ha messo anche a disposizione degli utenti una guida per la compilazione della domanda (Pdf 44 Kb), un manuale operativo sui contratti di sviluppo (Pdf 2 Mb) e i FAC SIMILE dei moduli che è necessario presentare, in calce a questa sezione dedicata.

QUANDO PRESENTARE DOMANDA

Ad ottobre novembre 2022 gli unici sportelli aperti per richiedere i finanziamenti tramite contratti di sviluppo sono quelli per la filiera dell’automotive e rinnovabili e batterie,. Per l’automotive in particolare le imprese potranno richiedere le agevolazioni:

  • per i progetti già presentati, in questo caso gli sportelli verranno aperti dal 13 al 27 ottobre;
  • per le nuove domande a partire dalle ore 10.00 del 29 novembre 2022. Slitta così il precedente termine del 15 novembre in conseguenza della proroga disposta dell’UE al 31 dicembre 2023 della disciplina speciale degli Aiuti di Stato come spiegato in questa nota stampa.

Per rinnovabili e batterie, invece, le domande sono aperte dalle ore 12 del 28 novembre 2022 fino al 28 febbraio 2023, come risportato in questa nota stampa.

GLI ACCORDI DI SVILUPPO E ACCORDI DI PROGRAMMA

Per facilitare la valutazione del programma le aziende possono proporre degli Accordi di Sviluppo con una sottoscrizione tra il Ministero, Invitalia, l’impresa proponente e le eventuali Regioni cofinanziatrici di uno specifico accordo. È anche possibile mettere in campo degli Accordi di Programma sottoscritti tra il Ministero, le Regioni, gli enti pubblici e le imprese interessate e l’Agenzia.

Con tali accordi si possono destinare una quota parte delle risorse disponibili per l’attuazione d’iniziative di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo dei territori. Tali agevolazioni si valutano in base a dove si propone il programma di sviluppo e se si tratta di aree di crisi, ma devono avere almeno due dei citati requisiti previsti per l’accesso ai contratti di sviluppo (articolo 9, comma 6, del Decreto 9 dicembre 2014). Le due procedure sono previste dal Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico dell’8 novembre 2016.

COME RICHIEDERE LA SOTTOSCRIZIONE DEGLI ACCORDI DI SVILUPPO O DI PROGRAMMA

Per richiedere la procedura dell’Accordo di Sviluppo, prevista dal Decreto dell’8 novembre 2016, è necessario compilare il modulo (disponibile nella propria area riservata), sottoscriverlo digitalmente e inviarlo all’indirizzo PEC [email protected] indicando nell’oggetto della mail, il numero di protocollo generato dalla piattaforma al momento della presentazione della domanda. Chi aveva già presentato domanda di finanziamento prima della pubblicazione del Decreto Ministeriale dell’8 novembre 2016, può comunque farne richiesta seguendo la stessa procedura.

ALTRI AIUTI PER PRESENTARE LA DOMANDA

Nella fase di compilazione della domanda per i contratti di sviluppo è possibile essere seguiti passo dopo passo da Invitalia. Si può contattare infatti l’Agenzia attraverso la “scheda contatto” per cui si consiglia l’utilizzo di indirizzi di posta ordinaria non PEC. Per compilare la scheda contatto è necessario essere iscritto all’Area Riservata. Inoltre si può contattare il Numero Azzurro 848.886 886 (a pagamento in base alla propria tariffa telefonica) disponibile dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 18:00.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Decreto direttoriale MISE 17 settembre 2021 (Pdf 660Kb).
Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112 (Pdf 1 Mb).
Legge di Bilancio 2021 (Pdf 4 Mb).
Decreto del Ministro dello sviluppo economico 9 dicembre 2014 (Pdf 495 Kb).
Classificazione Comuni turismo – Elenco (Pdf 1 Mb).
Direttiva del Ministro dello sviluppo economico del 19 marzo 2021 (Pdf 302 Kb).
Decreto Legge 10 febbraio 2009, n. 5 (Pdf 361 Kb).
Manuale Operativo Contratto di Sviluppo (Pdf 2 Mb).
Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 2 agosto 2017 (Pdf 335 Kb).
Guida per presentare domanda Contratti di Sviluppo (Pdf 44 Kb).
Decreto del Ministro dello sviluppo economico 8 novembre 2016 (Pdf 237 Kb).
Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 13 novembre 2020 (Pdf 711 Kb).
Decreto Direttoriale 25 marzo 2022 Batterie e rinnovabili (Pdf 511 Kb).
Decreto Direttoriale 25 marzo 2022 Filiere produttive (Pdf 506 Kb)
Decreto del MISE 8 aprile 2022 Bus elettrici (Pdf 601 Kb);
Decreto Legge n.115 del 9 agosto 2022 (Pdf 337 Kb);
DPCM 4 agosto 2022 n. 2 (Pdf 66 Kb).
Decreto direttoriale n. 2900 del 10 ottobre 2022 (Pdf 187 Kb);
Decreto del direttore generale per gli incentivi alle imprese 14 novembre 2022 (Pdf 912 Kb).

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

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