Bando Entroterra Liguria per le imprese: fino a 3.600 euro a fondo perduto

Fino al 31 Dicembre 2025 è attiva la misura regionale per sostenere artigianato, commercio e ristorazione nei piccoli Comuni liguri non costieri

Liguria

La Regione Liguria ha avviato il bando Entroterra per sostenere le microimprese con contributi fino a 3.600 euro per spese di affitto, utenze e tributi locali.

L’iniziativa si rivolge alle attività nei Comuni liguri non costieri con al massimo 2.500 abitanti e si inserisce nelle politiche regionali di contrasto allo spopolamento.

In questo articolo vi spieghiamo cosa prevede il bando, a chi si rivolge e come funziona.

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VIA AL BANDO ENTROTERRA LIGURIA

Fino al 31 Dicembre 2025 è possibile partecipare al bando Entroterra indetto dalla Regione Liguria. La misura sostiene le imprese dell’artigianato, del commercio e della ristorazione che operano nei Comuni dell’entroterra.

Grazie al bando, a fronte di un contratto di locazione commerciale regolare è possibile richiedere contributi a fondo perduto fino a 300 euro al mese per 5 anni, per un totale massimo di 3.600 euro all’anno. Il totale può arrivare dunque, fino a 18.000 euro.

La misura nasce dalla Legge regionale 6 del 2025 e si configura come uno strumento sperimentale per rilanciare l’economia locale. Scopriamo a chi si rivolge.

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A CHI SI RIVOLGE

Il bando si rivolge a:

  • le cooperative di comunità, ossia quelle istituite dalla Legge regionale del 7 Aprile 2014 che svolgono attività economica;

  • le microimprese definite dall’Allegato 1 del Regolamento (UE) n. 651/2014, attive nei settori artigianato, commercio e ristorazione. Ovvero, imprese artigiane iscritte all’albo regionale, nonché attività di commercio al dettaglio (ATECO 2025 Divisione 47) e servizi di ristorazione (ATECO 2025 Divisione 56).

Possono accedere al contributo le realtà che, dopo la pubblicazione della Legge regionale del 6 Maggio 2025, avviano una nuova attività o aprono una nuova sede operativa nei Comuni liguri non costieri con popolazione non superiore a 2.500 abitanti.

Per beneficiare del contributo, le imprese e le cooperative devono essere regolarmente costituite, attive e iscritte al Registro delle imprese e agli albi previsti dalla normativa. I soggetti non ancora attivi possono presentare domanda a condizione che avviino l’attività entro 3 mesi dall’assegnazione. È, inoltre, necessario rispettare la definizione di microimpresa, essere in regola con il DURC, applicare i contratti collettivi nazionali di lavoro e garantire la sicurezza dei lavoratori.

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COME FUNZIONA

La misura funziona “a domanda” e concede contributi a fondo perduto alle imprese che scelgono di avviare o insediare nuove attività nei Comuni liguri non costieri, con popolazione non superiore a 2.500 abitanti. Il bando specifica anche che le spese ammissibili:

  • devono riguardare strutture operative censite presso la Camera di Commercio e locali accessibili al pubblico con vetrine e ingresso a piano strada. Non sono ammessi trasferimenti di attività con chiusura di altre sedi nello stesso territorio, salvo sfratto non imputabile al locatario, pena la revoca del beneficio;

  • comprendono canoni di locazione, utenze e tributi locali, sostenute dopo l’apertura della nuova attività per un massimo di cinque anni. Il contratto di locazione deve rispettare i valori dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) e i pagamenti devono essere tracciabili tramite conti correnti intestati al beneficiario.

Il contributo copre fino a 300 euro al mese per 5 anni. Se l’importo concesso per il canone è inferiore al limite massimo, la quota residua può coprire utenze e tributi. In caso di altro titolo di disponibilità, il contributo può coprire spese per utenze fino a 3.600 euro all’anno, sempre per 5 anni. Dunque, per un totale massimo di 18.000 euro. L’agevolazione rientra nel regime “de minimis” e può essere cumulata con altri aiuti di Stato entro il 100% dei costi.

Dal 1° Gennaio 2026 la concessione è subordinata all’obbligo di stipulare una polizza assicurativa contro calamità naturali ed eventi catastrofali, a tutela dei beni aziendali e della continuità delle attività.

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COME FARE DOMANDA

Gli interessati possono presentare domanda entro il 31 Dicembre 2025, via PEC, all’indirizzo cciaa.genova@ge.legalmail.camcom.it, utilizzando questo fac‑simile. Ogni richiedente può inviare una sola domanda, completa di documentazione e codice telematico dell’imposta di bollo.

Le istanze saranno valutate a sportello in ordine di arrivo fino a esaurimento delle risorse. In caso di esito positivo, l’ammontare del contributo sarà comunicato via PEC e versato tramite bonifico bancario, con prima erogazione entro un mese dall’apertura dell’attività o dalla concessione.

I pagamenti successivi avverranno con cadenza mensile per i canoni di locazione e con cadenza periodica, scelta dal beneficiario, per utenze e tributi. Gli importi sono soggetti a ritenuta d’acconto del 4% e l’erogazione delle spese di gestione richiede una dichiarazione sostitutiva che attesti i costi sostenuti, da presentare entro 60 giorni.

TESTO DEL BANDO ENTROTERRA DELLA REGIONE LIGURIA

Mettiamo a vostra disposizione il testo integrale del bando “Entroterra” (Pdf 63 Kb) della Regione Liguria per l’anno 2025.

ALTRI AIUTI ALLE IMPRESE

E a proposito di aiuti alle imprese, vi consigliamo di scoprire come funzionano gli incentivi per le rinnovabili riconosciuti alle imprese in Liguria. C’è anche il bonus affitto per le imprese della Liguria.

Inoltre, vi consigliamo di consultare la nostra guida ai bonus per le imprese attivi nel 2025. A vostra disposizione anche gli approfondimenti su:

Vi consigliamo poi di leggere quali sono le novità su lavoro e assunzioni nella Legge di Bilancio 2026, approvati dal Governo. A vostra disposizione anche la guida agli incentivi per la transizione green e quella sugli Incubatori e acceleratori di start up in Italia. Interessante poi approfondire quali sono le misure per l’imprenditoria femminile.

Per conoscere tutte le altre agevolazioni è possibile visitare la nostra pagina dedicata gli aiuti per le imprese.

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Scritto da Valeria Cozzolino - Giornalista, esperta di leggi, politica, Pubblica Amministrazione, previdenza e lavoro.
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