Contributi certificazione parità di genere 2026: come fare per ottenere fino a 12.500 euro

Come ottenere i contributi per la certificazione parità di genere nel 2026. Ecco come fare domanda per ricevere fino a 12.500 euro

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Nel 2026 è possibile presentare domanda per ottenere i contributi per la certificazione parità di genere.

Il Dipartimento per le pari opportunità, tramite di Unioncamere, concede fino a 12.500 euro alle PMI che vogliono ottenere la certificazione e mettono in campo interventi volti a diminuire le differenze di genere nelle aziende italiane.

In questo articolo vi spieghiamo cosa sono, a chi spettano e come fare domanda. 

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COSA SONO I CONTRIBUTI CERTIFICAZIONE PARITÀ DI GENERE

I contributi per la certificazione parità di genere sono aiuti economici dedicati alle Micro, Piccole o Medie imprese (PMI) che vogliono ottenere tale tipo di attestato.

La certificazione di parità di genere, ricordiamo, è un’attestazione per le imprese che implementano politiche per ridurre le disuguaglianze di genere, come squilibri salariali, possibilità di carriera e tutela della maternità.

Prevista dalla Legge sulla parità salarialenon è obbligatoria, però offre accesso a incentivi e sconti.

A gestire i contributi è Unioncamere, l’ente incaricato della gestione operativa dei fondi attraverso una convenzione con il Dipartimento per le Pari Opportunità.

L’iniziativa rientra nel quadro degli interventi previsti dalla Missione 5 del PNRR e mira a sostenere le aziende nel sostenere i costi vivi legati all’ottenimento della certificazione.

Per questo motivo, non sono da confondere con l’esonero contributivo per la parità di genere, gestito invece dall’INPS e riconosciuto ai datori di lavoro in generale.

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A CHI SPETTANO

I contributi per la certificazione parità di genere spettano alle imprese che, al momento della presentazione della domanda, soddisfano i seguenti requisiti:

  • rientrano nella categoria di Micro, Piccole o Medie imprese secondo la definizione fornita nell’Allegato 1 del Regolamento (UE) n. 651/2014 e hanno almeno un dipendente nella loro organizzazione;

  • hanno sede legale o operativa in Italia e, inoltre, sono regolarmente costituite, iscritte nel Registro delle Imprese e attive, con esclusione della mera iscrizione al REA;

  • sono in pieno e libero esercizio dei propri diritti, non soggette a procedure concorsuali, liquidazione coatta o volontaria, amministrazione controllata, concordato preventivo (a eccezione del concordato preventivo con continuità aziendale) o situazioni equivalenti secondo la normativa vigente;

  • non presentano cause di divieto, decadenza o sospensione;

  • sono in regola con gli obblighi contributivi attestati dal Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) e non hanno procedimenti amministrativi in corso relativi a revoca per indebita percezione di risorse pubbliche;

  • sono in regola con l’adempimento previsto dall’articolo 46 del Decreto Legislativo 11 aprile 2006, n. 198  ovvero la redazione “Rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile” per le imprese con più di 50 dipendenti;

  • sono in regola con le assunzioni previste dalla Legge 12 marzo 1999, n. 68 in materia di collocamento mirato ai disabili e categorie protette;

  • non svolgono attività presenti in questa pagina, nel rispetto del principio di “non arrecare un danno significativo;

  • hanno completato con esito positivo il pre-screening (autovalutazione) mediante l’apposito test gestito da Unioncamere, che trovate in questa pagina.
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SPESE AMMESSE E IMPORTI

I contributi concessi si dividono in due linee di finanziamento, volte a coprire le diverse fasi del processo:

  • fondi destinati all’acquisto di servizi di consulenza per l’implementazione del sistema di gestione per la parità di genere. Questi servizi possono coprire costi fino a 2.500 euro per azienda;

  • contributi diretti a coprire i costi dell’audit svolto dagli organismi di certificazione accreditati. In questo caso, l’importo massimo erogabile può arrivare a 10.000 euro.

Complessivamente, come anticipato, ogni singola impresa può beneficiare di un valore massimo di 12.500 euro.

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COME FUNZIONANO

L’erogazione delle agevolazioni non avviene in modo automatico, ma si basa su un meccanismo che assegna dei voucher all’impresa da utilizzare per pagare i servizi di assistenza tecnica e i costi dell’ente certificatore.

Il processo si articola nelle seguenti fasi:

  • fase di pre-screening, in cui l’azienda, prima di inviare la domanda, deve obbligatoriamente effettuare un test di autovalutazione sul portale di Unioncamere, accedendo a questa pagina;

  • presentazione della domanda, una volta superato il pre-screening, tramite lo sportello online;

  • assegnazione del voucher, se la domanda viene accolta, che sono vincolati al raggiungimento dell’obiettivo, ovvero l’effettivo ottenimento della certificazione.

Il pagamento avviene solitamente a rimborso delle spese sostenute o tramite pagamento diretto ai fornitori accreditati, a seconda di quanto previsto dalle disposizioni specifiche dell’avviso vigente.

COME FARE DOMANDA

Le imprese interessate a ottenere i contributi devono registrarsi sul portale gestito da Unioncamere dedicato alla parità di genere, accedere a questa pagina con SPID, CIE o CNS e procedere con l’invio della domanda.

Alla richiesta è necessario allegare il piano degli interventi previsti, il preventivo dell’organismo di certificazione e la dichiarazione sostitutiva di atto notorio relativa ai dati dimensionali dell’impresa.

Le istanze vengono esaminate in base all’ordine cronologico di presentazione (procedura a sportello), fino a esaurimento delle risorse stanziate.

È importante sottolineare inoltre che:

  • la sola presentazione della domanda non garantisce l’erogazione, la quale rimane subordinata al superamento della fase istruttoria e alla verifica dell’effettivo ottenimento della certificazione;

  • non esiste un unico pulsante di invio, ma diverse opportunità che dipendono dalla dimensione dell’impresa, dalla sua localizzazione geografica e dall’obiettivo specifico (ottenere la certificazione o ricevere sgravi fiscali). Le finestre temporali per accedere ai fondi variano in base alla disponibilità delle risorse residue del PNRR e alla pubblicazione di nuovi avvisi. Periodicamente, infatti, vengono pubblicati dei singoli avvisi dal Dipartimento per le Pari Opportunità, che è possibile monitorare accedendo a questa pagina. Trattandosi di una procedura a esaurimento, è fondamentale verificare le risorse disponibili.

GUIDA ALLA CERTIFICAZIONE PER LA PARITÀ DI GENERE

Per approfondire, vi consigliamo la nostra guida sulla certificazione per la parità di genere. Insieme al nostro articolo che vi spiega come ottenere l’esonero contributivo per la parità di genere nel 2026.

ALTRI BONUS E AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo di leggere l’elenco con tutti gli incentivi alle assunzioni attivi in Italia e il report che fa luce su quali sono i settori e le professioni in cui il tasso di disparità uomo-donna è sopra la media.

Mettiamo a vostra disposizione anche la guida aggiornata su tutti i bonus 2026. Utile anche la guida su tutti i contributi a fondo perduto che si possono richiedere nel 2026.

Se volete conoscere tutte le altre forme di agevolazioni disponibili, è possibile visitare la nostra pagina dedicata gli aiuti per le imprese.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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