È attivo anche nel 2026 il bonus a sostegno della nascita, dello sviluppo e del consolidamento delle società cooperative.
La misura, nota anche come “Nuova Marcora“, consiste in un vero e proprio finanziamento agevolato a tasso zero destinato alle cooperative di piccola e media dimensione.
In questa guida completa e aggiornata vi spieghiamo come funziona, i requisiti e le modalità di accesso a questo regime di aiuto per l’anno 2026.
COME FUNZIONA IL BONUS NUOVA MARCORA PER LE COOPERATIVE NEL 2026
Il funzionamento della Nuova Marcora si basa su un principio semplice: lo Stato non interviene offrendo un semplice sussidio, ma agisce come un partner finanziario che supporta le cooperative che vogliono nascere, crescere o superare un momento di transizione (come quando i dipendenti si uniscono per rilevare un’azienda in crisi).
La norma che ha istituito nello specifico questo regime di aiuti è la Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (la Legge Finanziaria per il 2007), che si è affiancata alla storica Legge 27 febbraio 1985, n. 49 (nota appunto come Legge Marcora), che ha permesso la nascita delle società finanziarie partecipate dal Ministero, come CFI.
Il sostegno si divide in due momenti:
- per prima cosa, la CFI entra nella cooperativa come socio temporaneo, versando una quota di denaro per rafforzare l’azienda dall’interno (mezzi propri);
- dopo l’ingresso nel capitale, una volta che la CFI è diventata socio, la cooperativa può richiedere il finanziamento agevolato.
SOGGETTI BENEFICIARI
La misura è destinata esclusivamente alle:
- società cooperative di produzione e lavoro;
- società cooperative sociali.
Le cooperative devono essere inoltre già partecipate da CFI (ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della citata Legge n. 49/1985 e dell’art. 1, comma 1, lettera f del DM 4 gennaio 2021).
L’intervento si svolge su tutto il territorio nazionale e per tutti i settori produttivi, nel rispetto dei limiti previsti dai Regolamenti europei e dal regime de minimis.
QUANTO SPETTA
Il supporto finanziario viene erogato sotto forma di prestito agevolato, ovvero come finanziamento con un tasso di interesse pari allo 0%.
Questo prestito può valere fino a 5 volte la cifra investita da CFI, entro un limite massimo di 2.000.000,00 euro. Se i soldi servono per fare nuovi investimenti (come comprare macchinari, impianti o software), il finanziamento può coprire anche il 100% delle spese.
Il piano di rimborso prevede una durata non inferiore a 3 anni e non superiore a 10 anni, è previsto un periodo di preammortamento massimo di 3 anni e la restituzione delle somme avviene in rate semestrali costanti posticipate, con scadenze fissate al 31 maggio e al 30 novembre di ogni anno.
NOVITÀ 2026
Rispetto agli altri anni, l’accesso alle agevolazioni nel 2026 richiede il rispetto di nuovi adempimenti normativi, introdotti per garantire maggiore sicurezza e trasparenza, ovvero: dal 1° gennaio:
- le polizze assicurative a copertura dei danni derivanti da eventi catastrofali è diventato un requisito vincolante sia per la valutazione della domanda sia per l’erogazione dei fondi;
- il percorso burocratico per richiedere e ottenere il finanziamento è diventato più lineare. Con il Decreto Direttoriale del 30 luglio 2025, infatti, sono state introdotte nuove regole operative che sostituiscono quelle in vigore dal 2021, i passaggi burocratici sono stati standardizzati e velocizzati, riducendo i tempi di attesa tra l’invio della documentazione tramite PEC, la valutazione del piano d’impresa e la successiva delibera di concessione del prestito a tasso zero.
COME PRESENTARE LA DOMANDA
La misura prevede l’invio della documentazione esclusivamente per via telematica. Le richieste vanno inoltrate alla società finanziaria CFI all’indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC): cfi@pec.it.
Di seguito i link per scaricare la documentazione obbligatoria (da compilare in tutte le sue parti) che va allegata alla richiesta:
- modulo di domanda;
- piano di attività;
- modulo richiesta antimafia – quest’ultimo documento è obbligatorio solo qualora il valore del finanziamento agevolato richiesto sia pari o superiore a 150.000,00 euro;
Per informazioni propedeutiche alla presentazione delle istanze, è sempre possibile rivolgersi all’indirizzo email istituzionale di CFI (info@cfi.it).
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge 27 febbraio 1985, n. 49;
- Legge 27 dicembre 2006, n. 296;
- DM 4 gennaio 2021.
GUIDA AI BONUS PER LE IMPRESE NEL 2026
E a proposito di aiuti, vi consigliamo di consultare le nostre guide aggiornate su:
- i bonus per le imprese che si possono richiedere nel 2026;
- incentivi per le assunzioni attivi a livello nazionale;
- i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati riservati a chi fa impresa.
ALTRI INTERESSANTI APPROFONDIMENTI
A vostra disposizione mettiamo anche la guida al bonus Transizione energetica 5.0 e quella sul credito di imposta ZES.
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Vi consigliamo infine di leggere l’articolo dove spieghiamo come funziona credito di imposta Ricerca e Sviluppo (R&S) e quello sul nuovo bando per gli investimenti sostenibili destinato alle imprese del Sud.
Per scoprire tutte le agevolazioni attive e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone e questa sezione sugli aiuti dedicati alle imprese.
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