Lavoratori somministrati: come cambia il termine e il calcolo dei mesi, le nuove regole

Con il Decreto Lavoro 2026 cambiano i limiti temporali per le missioni e il computo dei 24 mesi per i lavoratori somministrati

Lavoro, assunzioni, contratto

Con la legge di conversione del Decreto Lavoro 2026, approvata definitivamente dal Senato il 24 giugno 2026, arrivano nuove regole che incidono direttamente sulla gestione dei lavoratori somministrati, sui limiti temporali delle missioni e soprattutto sul calcolo dei mesi utili ai fini del limite massimo dei contratti a termine.

Le novità riguardano sia le agenzie per il lavoro sia le aziende utilizzatrici, che dovranno prestare maggiore attenzione al conteggio delle missioni svolte dai lavoratori.

Da una parte il legislatore amplia la flessibilità per i lavoratori assunti stabilmente dalle agenzie, dall’altra introduce criteri più rigorosi per il computo dei periodi di lavoro svolti tramite contratti a tempo determinato.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia, quali sono le nuove regole e quali conseguenze operative avranno per imprese, consulenti del lavoro e responsabili delle risorse umane.

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LAVORATORI SOMMINISTRATI: COME CAMBIA IL TERMINE

La legge di conversione del Decreto Lavoro 2026 definisce nuovo impianto normativo per i contratti di somministrazione, distinguendo in modo più netto due situazioni:

  • lavoratori assunti dall’agenzia con contratto a tempo indeterminato;

  • lavoratori assunti dall’agenzia con contratto a tempo determinato.

Da questa distinzione derivano regole differenti per il calcolo della durata delle missioni presso la stessa azienda utilizzatrice.

In particolare, la norma stabilisce che questi lavoratori potranno essere inviati in missione a termine presso lo stesso utilizzatore per un periodo massimo complessivo di 60 mesi, pari a 5 anni.

Poiché il lavoratore è già assunto a tempo indeterminato dall’agenzia di somministrazione, il legislatore ritiene che esista già una tutela occupazionale sufficiente. Per questo motivo concede una maggiore flessibilità alle imprese utilizzatrici.

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COMPUTO DEI 24 MESI PER I LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO

Accanto all’estensione del limite a 60 mesi, il Decreto Lavoro 2026 stabilisce che, ai fini del calcolo del limite massimo dei 24 mesi previsto per i rapporti a termine, devono essere considerati anche i periodi di missione svolti dai lavoratori assunti dall’agenzia con contratto di lavoro a tempo determinato.

Si tratta di una modifica importante perché elimina ogni possibile interpretazione che consentisse di considerare tali periodi come “neutri” nel conteggio complessivo. Quindi, i mesi trascorsi in missione presso la stessa azienda utilizzatrice peseranno direttamente sul raggiungimento del limite dei 24 mesi.

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ESEMPIO PRATICO

Per comprendere meglio la novità, può essere utile fare un esempio pratico. Immaginiamo un lavoratore assunto da un’agenzia con contratto a tempo determinato che venga inviato presso una stessa azienda per diverse missioni successive.

Con le nuove regole:

  • ogni mese lavorato in missione dovrà essere conteggiato;

  • tutti i periodi svolti presso lo stesso utilizzatore concorreranno al raggiungimento della soglia massima;

  • una volta raggiunti i 24 mesi complessivi occorrerà verificare le conseguenze previste dalla normativa.

Questo significa che le aziende dovranno monitorare con particolare attenzione la storia lavorativa del dipendente somministrato per evitare il superamento dei limiti consentiti.

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GUIDA AL CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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