Cassa integrazione 2023 e sostegno al reddito: tutte le novità

Ammortizzatori sociali, sostegno al reddito per lavoratori e aiuti per le famiglie: il riepilogo e la spiegazione delle misure attive nel 2023

inps, regole
Photo credit: Delbo Andrea / Shutterstock.com

Con riferimento alla Cassa integrazione e alle misure di sostegno al reddito, sono molte le novità e le riconferme operative dal 1° gennaio 2023.

Dal rifinanziamento dei Fondi per i trattamenti di integrazione salariale alla proroga per tutto il 2023 della Cassa Integrazione guadagni straordinaria per alcune categorie di lavoratori, fino all’incremento, per l’ultima mensilità, dell’indennità riconosciuta ai dipendenti a titolo di congedo parentale da 30 all’80% della retribuzione.

In questo articolo vi forniamo un quadro completo delle misure previste nel 2023 facendo il punto di tutte le novità e le conferme.

CASSA INTEGRAZIONE, NOVITÀ 2023

Come anche riportato dall’INPS nella maxi Circolare riepilogativa n.4 del 16 gennaio le novità per il 2023 in materia di Cassa integrazione e sostegno al reddito sono quelle previste dalla Legge di Bilancio 2023 e dal Decreto Milleproroghe 2023, oltre alla disciplina già in vigore contenuta in ulteriori fonti normative. Gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, è bene ricordare, sono degli interventi volti a sostenere il salario dei dipendenti di aziende in una situazione di temporanea difficoltà (Cassa Integrazione Ordinaria) o di crisi strutturale (Cassa Integrazione Straordinaria).

Vediamo allora, per punti, cosa prevede ciascuno di questi provvedimenti.

1) NOVITÀ LEGGE DI BILANCIO 2023

Innanzitutto, Legge di Bilancio 2023 dedica dai commi 324 a 329 e 510 alla materia degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro prevedendo in particolare:

  • 250 milioni di euro annui in più da destinare al Fondo sociale per occupazione e formazione a decorrere dall’anno 2023 a copertura dei trattamenti di sostegno al reddito in favore dei lavoratori dipendenti da imprese operanti in aree di crisi industriale complessa. Di questi, 70 milioni di euro serviranno alla prosecuzione dei trattamenti di sostegno al reddito (cassa integrazione straordinaria e mobilità in deroga) in favore dei lavoratori dipendenti da imprese operanti in aree di crisi industriale complessa.;

  • la proroga per il 2023 delle misure di sostegno del reddito per i lavoratori dipendenti delle imprese del settore dei call center. Fissato, per il 2023, il limite di spesa di 10 milioni di euro;

  • proroga per il 2023 dell’integrazione del trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) per i dipendenti del gruppo ILVA e per quelli delle imprese del territorio di Savona, a seguito della frana avvenuta a novembre 2019 che ha danneggiato la funivia;

  • proroga per l’anno 2023 del trattamento straordinario di integrazione salariale per cessazione di attività. La misura di sostegno – per la cui prosecuzione sono stanziati 50 milioni di euro – potrà essere concessa per un periodo massimo di 12 mesi.

La Legge di Bilancio 2023, infine, interviene anche sul congedo parentale in un’ottica di maggior favore per le mamme e i papà lavoratori dipendenti. La Manovra, più precisamente, prevede che dei 9 mesi di periodo massimo di astensione uno vene indennizzato all’80% (in luogo degli altri 8 retribuiti al 30%). Per tutti i dettagli su questa novità vi rimandiamo all’approfondimento dedicato.

2) NOVITÀ DECRETO MILLEPROROGHE 2023

In seconda battuta, si ricorda che l’articolo 9 del Decreto Milleproroghe 2023 prevede, dai commi 3 e 5, due importanti interventi in tema di ammortizzatori sociali. In particolare:

  • la proroga del termine di adeguamento dei decreti istitutivi dei Fondi di solidarietà bilaterali. Il Decreto proroga al 30 giugno 2023 il termine, precedentemente fissato al 31 dicembre 2022, per adeguare i decreti istitutivi di tali fondi con quanto previsto dalla riforma degli ammortizzatori sociali del 2022 che vi abbiamo spiegato in questa guida. In caso di mancato adeguamento alla disciplina, i datori di lavoro dei relativi settori confluiranno nel Fondo di integrazione salariale, a decorrere dal 1° luglio 2023;

  • sanatoria con riferimento al fondo di solidarietà del trasporto aereo e del sistema aeroportuale: le domande presentate tra il 1° gennaio 2022 e il 30 settembre 2022 sono ritenute validamente trasmesse anche se inviate oltre il termine di decadenza previsto dalla normativa vigente.

3) PROROGA SOSTEGNO AL REDDITO AZIENDE SEQUESTRATE

Prevista anche nel 2023 anche la proroga del trattamento di sostegno al reddito per i lavoratori sospesi dal lavoro o impiegati a orario ridotto, dipendenti da aziende sequestrate o confiscate sottoposte ad amministrazione giudiziaria. La misura, si ricorda, è stata prevista dalla Legge di Bilancio 2021 per il triennio 2021 – 2023 e viene concessa per una durata massima complessiva di 12 mesi nel triennio e nel limite di spesa di un milione di euro per ciascuna annualità.

4) PROROGHE CIGS AZIENDE IN CRISI

Operative nel 2023 anche le proroghe dei processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento complessi di crisi. Misure erano state previste dalla Legge di Bilancio 2022 hanno a disposizione 130 milioni di euro per l’anno 2022, di 100 milioni di euro per l’anno 2023 e 50 milioni di euro per l’anno 2024. Più precisamente, le imprese con rilevanza economica strategica anche a livello regionale e con rilevati problematiche occupazionali possono richiedere un ulteriore periodo di Cassa integrazione straordinaria nel 2023. L’ulteriore periodo di CIGS può durare:

  • 6 mesi in caso di crisi aziendale;

  • 12 mesi in caso di riorganizzazione aziendale o di contratto di solidarietà.

5) PROROGA CIGS POST ACCORDO TRANSIZIONE OCCUPAZIONALE

Nel 2023 è attiva anche la proroga dell’intervento straordinario di integrazione salariale a seguito di accordi di transizione occupazionali. La misura strutturale è prevista dal Decreto Legislativo 148 del 2015 e consiste nella possibilità di ricorrere a un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria (CIGS) per sostenere le transizioni occupazionali.

Il trattamento, finalizzato al recupero occupazionale dei lavoratori a rischio esubero, può essere concesso, per un periodo massimo di 12 mesi complessivi, in relazione alle causali di riorganizzazione e crisi aziendale. La CIGS non è ulteriormente prorogabile. La disposizione si rivolge ai datori di lavoro destinatari della disciplina in materia di intervento straordinario di integrazione salariale che, nel semestre precedente, abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti.

6) PROROGA CIGS IN SITUAZIONI DI DIFFICOLTÀ ECONOMICA

Sempre nel corso del 2023 sarà possibile ricorrere al trattamento straordinario di integrazione salariale per fronteggiare, nel biennio 2022 2023, processi di riorganizzazione e situazioni di particolare difficoltà economica. Anche questa misura è prevista dal Decreto Legislativo 148 del 2015. Alla proroga vi possono accedere datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione della cassa integrazione straordinaria che – avendo raggiunto i limiti massimi di durata complessiva dei trattamenti nel quinquennio mobile – non possono accedere a ulteriori trattamenti di integrazione salariale straordinaria. La durata massima è di 52 settimane fruibili nel periodo dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2023.

RIFERIMENTO NORMATIVI E DI PRASSI

Testo integrale (Pdf 1 Mb) della Legge di Bilancio 2023 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.303 del 29-12-2022 – Supplemento Ordinario n. 43;

Testo del Decreto Legge 29 dicembre 2022, n. 198 (Pdf 154 Kb), ovvero del Decreto Milleproroghe 2023 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.303 del 29-12-2022;

Circolare INPS n. 4 del 16 gennaio 2023 (Pdf 113 Kb);

Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

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