Dichiarazione dei redditi precompilata 730: guida e tutorial 2023

La guida dell’Agenzia delle Entrate alla dichiarazione dei redditi precompilata 730 per l’anno 2023 e i video tutorial

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Tutti i contribuenti che hanno percepito redditi di lavoro e i pensionati devono presentare la dichiarazione dei redditi precompilata 730.

I cittadini sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi scegliendo tra modello 730 o modello Redditi PF, ottenendo le detrazioni per le spese sanitarie, quelle per le ristrutturazioni, per le rette scolastiche e molti altri oneri che danno diritto a sconti fiscali.

C’è tempo fino al 30 novembre 2023 per la presentazione del modello Redditi PF.

In questa guida chiara e dettagliata vi spieghiamo come fare la dichiarazione dei redditi precompilata 730 passo dopo passo, quando si è obbligati a fare il 730 e come vedere la dichiarazione dei redditi di una persona.

COS’È E A COSA SERVE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI PRECOMPILATA 730

La dichiarazione precompilata, sia per chi presenta il modello 730 sia per chi presenta il modello Redditi Persone Fisiche, è un modello precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate ai contribuenti.

Si tratta di una vera e propria dichiarazione già compilata con i propri dati personali, tra cui i dati su redditi, ritenute, versamenti e numerose spese detraibili o deducibili.

Ricordiamo che il modello Redditi PF è presentabile entro il 30 novembre 2023. Attenzione, per dichiarazione dei redditi precompilata 730 del 2023, che poteva essere presentata fino al 2 ottobre 2023, si intendeva quella relativa all’anno di imposta 2022.


L’Agenzia delle Entrate aveva reso disponibile la guida per la dichiarazione precompilata 2023, le istruzioni per la compilazione e la Circolare con i chiarimenti su come funzionano deduzioni e detrazioni. Inoltre, con la circolare n. 17/E, l’Agenzia delle Entrate, il 26 giugno 2023, aveva aggiornato anche le procedure relative alle detrazioni edilizie.


Si può accedere alla propria dichiarazione dei redditi precompilata da questa pagina del sito web dell’Agenzia delle Entrate, autenticandosi con SPID, CIE o CNS. 

SCADENZA DICHIRAZIONE DEI REDDITI

Quando scade il termine per la dichiarazione dei redditi 2023? E quello per il 2024? L’ultima scadenza ancora attiva per la dichiarazione dei redditi è quella del 30 novembre 2023 per il modello Redditi PF. Ricordiamo che il termine presentare il modello 730 del 2023, invece, era stato fissato fino al 2 ottobre 2023 (poiché il 30 settembre e il 1° ottobre erano sabato e domenica).

Vi aggiorneremo non appena saranno chiariti i termini per presentare la dichiarazione dei redditi 2024 relativa all’anno di imposta 2023.

COSA SUCCEDE SE NON SI PAGA L’ACCONTO IRPEF ENTRO IL 30 NOVEMBRE

I contribuenti che non provvedono tempestivamente al versamento degli acconti delle imposte o li effettuano in misura insufficiente sono passibili di una sanzione amministrativa pari al 30% dell’imposta evasa. Cerchiamo di capire in che modo evitarlo.

Come abbiamo detto, se non si paga il 730 e non si presenta il modello, il contribuente caduto in errore o semplicemente in ritardo per il modello 2023, può andare incontro a problemi, a meno che non provvede con il cosiddetto “ravvedimento operoso” entro il 30 novembre 2023.

Chi non regolarizza la sua posizione, invece, rischia la contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate e che il debito venga iscritto a ruolo. A quel punto, l’interessato può scegliere di optare per la definizione agevolata (anche detta Rottamazione quater) secondo i nuovi termini previsti dal Decreto Legge 10 maggio 2023, n. 51. Grazie al Decreto energia 2023 sono previste anche novità per le partite IVA.

Vediamo i dettagli.

1) RAVVEDIMENTO OPEROSO

Il ravvedimento operoso permette al contribuente di “autodenunciarsi”, rimettersi in regola e rimediare a omissioni, ritardi, irregolarità pagando una sanzione inferiore rispetto a quella che spetterebbe nel caso in cui fosse l’Agenzia delle Entrate ad irrogarla.

La sanzione è ridotta in sede di autoliquidazione, in funzione della tempestività con cui il contribuente attua la regolarizzazione. Viene ridotta della metà per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza (lieve ritardo). In tali casi, quindi, la sanzione passa dal 30% al 15%, avremo quindi che la sanzione ordinaria sarà per:

  • ritardi fino a 14 giorni: sanzione del 15% ridotta a 1/15 per giorno;

  • ritardi tra 15 e 90 giorni: sanzione del 15%;

  • ritardi superiori a 90 giorni: sanzione ordinaria del 30%.

Chi non effettua il ravvedimento operoso può incappare nei controlli dell’Agenzia delle Entrate. Come conseguenza il proprio debito viene iscritto a ruolo e affidato all’Agenzia Entrate-Riscossione. A quel punto, una soluzione possibile è richiedere la definizione agevolata o rottamazione quater.

2) DEFINIZIONE AGEVOLATA O ROTTAMAZIONE QUATER

Secondo quanto stabilito dal Decreto Legge 10 maggio 2023, n. 51, il contribuente, per il pagamento dei debiti risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, può aderire alla definizione agevolata (anche detta Rottamazione quater).

Grazie a questa misura, prorogata rispetto alla quanto già previsto con la tregua fiscale 2023 nel Bilancio 2023, il pagamento del debito può essere effettuato:

  • in un’unica soluzione non più entro il 31 luglio 2023, ma entro il 31 ottobre 2023;

  • nel numero massimo di 18 rate, la prima e la seconda delle quali, ciascuna di importo pari al 10% delle somme complessivamente dovute ai fini della definizione, con scadenza rispettivamente il 31 ottobre (invece che il 31 luglio) e il 30 novembre 2023 e le restanti, di pari ammontare, con scadenza il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2024.

Inoltre, il Decreto Legge 10 maggio 2023, n. 51 ha stabilito anche che:

  • in caso di pagamento rateale, sono dovuti, a decorrere dal 1° novembre 2023 (e non più dal 1° agosto 2023), gli interessi al tasso del 2% annuo;

  • la manifestazione della volontà di procedere alla definizione doveva essere resa entro il 30 giugno 2023 (la prima scadenza era il 30 aprile 2023) e poteva essere integrata entro la stessa data;

  • la comunicazione da parte dell’agente della riscossione delle somme dovute poteva avvenire entro il 30 settembre 2023 e non più entro il 30 giugno. Si sposta al 31 ottobre 2023, dal 31 luglio, la data alla quale le dilazioni sospese saranno automaticamente revocate.
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3) SANZIONI RIDOTTE PER LE PARTITE IVA

Con la pubblicazione del Decreto energia 2023 diventa operativa la norma che consente di regolarizzare la mancata certificazione dei corrispettivi da parte dei soggetti con partita IVA. In particolare, i contribuenti che dal 1° gennaio 2022 e fino al 30 giugno 2023 hanno commesso una o più violazioni possono mettersi in regola beneficiando delle sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso, anche se le stesse violazioni sono state già constatate con un processo verbale.

Questa misura prevede la possibilità di regolarizzare una o più mancate certificazioni di corrispettivi tramite l’istituto del ravvedimento operoso, quindi con sanzioni ridotte, anche nel caso in cui queste violazioni siano già state constatate dall’Amministrazione finanziaria.

È il caso, per esempio, del commerciante che ha ricevuto il pagamento ma non ha poi certificato i corrispettivi (emettendo i relativi “scontrini”).

Rientrano nel perimetro della norma:

  • le violazioni già constatate fino alla data del 31 ottobre 2023, purché il ravvedimento sia effettuato entro il 15 dicembre 2023;

  • restano escluse le violazioni per le quali siano state eventualmente già irrogate le sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate alla data di perfezionamento del ravvedimento.

Inoltre, le violazioni così regolarizzate non saranno considerate nel computo ai fini dell’applicazione della sanzione accessoria di sospensione dell’attività.

Per sapere, invece, come funzionano per il 2023 le sanzioni e i ravvedimenti fiscali in base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2023 con la tregua fiscale, vi consigliamo di leggere questo focus. In attesa delle novità 2024, intanto, vediamo tutte le informazioni utili relative alla dichiarazione 2023.

VIDEO PRESENTAZIONE DICHIARAZIONE PRECOMPILATA 730

L’Agenzia delle Entrate ha creato un video ufficiale per presentare la nuova precompilata relativa all’anno 2023. Vi aggiorneremo quando vi saranno i video relativi alla dichiarazione relativa all’anno 2024.

YouTube video player

VIDEO TUTORIAL INVIO 730 PRECOMPILATO

L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione anche il video tutorial che presenta i passi fondamentali per l’invio della dichiarazione dei redditi precompilata 730, relativamente all’anno 2023. Vi aggiorneremo quando vi saranno i video tutorial relativi alla dichiarazione relativa all’anno 2024.

YouTube video player

NOVITÀ 730 PRECOMPILATO

A partire dal 2023, per la dichiarazione precompilata 730 sono state introdotte due importanti novità:

  • è possibile affidare la propria dichiarazione precompilata a un familiare o una persona di fiducia con una semplice delega online o in videocall. Come vi spieghiamo in questo focus, in realtà la delega era già possibile. Quello che è cambiato è che dal 2023 è possibile richiedere l’abilitazione in videochiamata con un funzionario del Fisco o facendo click nell’apposita funzionalità disponibile nella propria area riservata. In alternativa, già dallo scorso anno era possibile inviare una PEC o presentare la richiesta di abilitazione presso un qualunque ufficio dell’Agenzia;

  • è possibile di annullare anche il modello Redditi Persone fisiche (e i modelli Redditi Persone fisiche correttivi ad esso collegati) inviato tramite applicativo web. A seconda se è stato predisposto o meno il modello F24, le scadenze per l’annullamento sono diverse.

Inoltre, con la circolare n. 17/E, l’Agenzia delle Entrate, il 26 giugno 2023, aveva anche aggiornato le procedure relative alle detrazioni edilizie.

Volete sapere quando sarà disponibile la dichiarazione 730 precompilata 2024? Vi informeremo non appena saranno rese note le novità sulle procedure relative all’anno 2023 da usare con la dichiarazione 2024.

VIDEO TUTORIAL DELEGA PERSONA DI FIDUCIA

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche il video tutorial  sulle modalità per conferire la delega a una persona di fiducia:

YouTube video player

QUANDO FARE IL 730 PRECOMPILATO

La dichiarazione dei redditi precompilata con modello 730 o con Modello Redditi PF può essere presentata in genere, a partire dal mese di maggio dell’anno seguente a quello di imposta.

Per il 2024, ossia l’anno di imposta 2023, il termine ultimo previsto è il 30 settembre, salvo eventuali modifiche su cui vi aggiorneremo, nel caso di conferma di quanto previsto nel Decreto semplificazioni 2023.

QUANDO SI È OBBLIGATI A FARE IL 730

La dichiarazione dei redditi va presentata ogni anno entro i termini dai contribuenti lavoratori (dipendenti e autonomi) e pensionati che nell’ultimo periodo di imposta, ovvero nell’anno precedente, hanno percepito un reddito soggetto a tassazione.

Non è obbligato a presentare il 730 il contribuente che ha percepito redditi tassati alla fonte o che sono considerati esentasse (per esempio perché non superiori ai 3.000 euro l’anno, quindi troppo bassi).

La procedura prevede l’invio direttamente online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate o tramite Centri di assistenza fiscale (Caf), professionisti abilitati o al sostituto d’imposta (cioè al proprio datore di lavoro).

COME VEDERE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DI UNA PERSONA

I modelli della dichiarazione redditi precompilata sono disponibili in questa pagina del sito web dell’Agenzia delle Entrate, accessibile nell’area autenticata con SPID, CIE o CNS.

Solo dopo aver effettuato l’accesso è possibile visionare la propria dichiarazione redditi precompilata, direttamente o tramite intermediario.

COME SI FA LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI PRECOMPILATA?

Come fare la dichiarazione dei redditi da soli? Qual è la procedura da seguire? Vediamo insieme, quali sono i passaggi da seguire prima di arrivare all’invio definitivo della dichiarazione relativa ai redditi annuale.

Ecco la procedura:

  • effettuare l’accesso alla propria precompilata da questa pagina (Accedi alla tua precompilata) del sito web dell’Agenzia delle Entrate, con SPID, CIE o CNS o con le altre modalità disponibili in caso di delega. Ricordiamo infatti che l’utente può accedere al proprio modello oppure, se abilitato, operare per conto di altri soggetti in qualità di persona di fiducia, tutore, amministratore di sostegno, curatore speciale o genitore. Per maggiori dettagli vi consigliamo di leggere la nostra guida;

  • una volta arrivati nella propria sezione personale che permette di visionare i propri dati precompilati bisogna individuare, sempre dalla home page, il modello da utilizzare. Le opzioni sono Modello 730 e (nei casi consentiti) Modello Redditi web oppure Redditi online. La differenza tra Redditi Web e Redditi Online è che nel primo caso non viene richiesto di scaricare e installare un programma (software) sul proprio computer, invece nel secondo caso, sì. La scelta tra modello 730 e modello Redditi è del contribuente, anche se, rispondendo a semplici domande, l’Agenzia delle Entrate indirizza verso il modello più adatto alla situazione specifica.

  • da questo momento la precompilata va analizzata quadro per quadro, iniziando dal frontespizio. Ogni eventuale correzione o integrazione deve essere confermata con un click su “salva” prima di passare alla schermata successiva;

  • i contribuenti troveranno già compilati diversi campi, tra cui quelli relativi agli oneri detraibili sostenuti e riconosciuti dal sostituto, riportati nella Certificazione unica e quelli ricavati dalla dichiarazione dello scorso anno che danno diritto a una detrazione da ripartire in più rate annuali, come le spese per le ristrutturazioni edilizie o il risparmio energetico;

  • terminati i ritocchi e dopo un’ulteriore attenta verifica, il modello è pronto. Il tasto “Calcola, stampa e invia” consente di stampare la versione definitiva della dichiarazione, ma non è ancora l’ora di inviarla;

  • è indispensabili esercitare le scelte relative alla destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’IRPEF;

  • prima di chiudere con la dichiarazione, va dato uno sguardo al menu laterale della homepage. Da qui si accede alla pagina informativa che contiene la sintesi sull’utilizzo delle imposte versate dal contribuente nello scorso anno. Dallo stesso menu è possibile inserire i contatti tramite i quali si desidera ricevere le comunicazioni dell’Agenzia (Sms, e-mail, PEC), indicare l’IBAN per gli accrediti dei rimborsi e gli addebiti delle somme dovute, avere informazioni sui soggetti terzi (intermediari e CAF) che hanno effettuato l’accesso alla dichiarazione precompilata dell’interessato;

  • se tutto è in regola, non manca più nulla, il modello può essere presentato.

VISUALIZZA PRECOMPILATO E CONFERMA

La sezione “Ricevute” aggiorna l’utente, step by step, dello stato della sua dichiarazione. Può avere certezza, da subito, che il documento è stato ricevuto e che la ricevuta è in attesa di elaborazione, a seguire, appena completata l’elaborazione, la ricevuta è disponibile.

Se l’operazione non è andata a buon fine, il sistema comunica che il documento è stato scartato segnalando le criticità.

COME SCARICARE 730 PRECOMPILATO 2023

Scaricare il 730 precompilato 2023 è possibile seguendo questa procedura dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate (accessibile con SPID, CIE o CNS):

  • cliccare sul banner rettangolare “Dichiarazione precompilata”;

  • nella pagina “Dichiarazione precompilata”, fare clic su “Accedi alla tua Dichiarazione”. Si aprirà la pagina successiva denominata “La tua precompilata”. Qui, potrete visualizzare il modello 730 precompilato attraverso la procedura guidata fornita dall’Agenzia;

  • cliccare su “Modello 730 precompilato” e infine, cliccare sul tasto “Conferma”.

Ora potete scaricare direttamente il file PDF della dichiarazione precompilata e procedere alla stampa.

COSA ACCADE IN CASO DI ERRORI

Il 730 relativo all’anno di imposta 2022 già presentato poteva essere annullato dal 17 maggio 2023, per una sola volta, fino al 20 giugno 2023, e ripresentato. Entro la stessa data era possibile annullare (sempre una sola volta) anche il modello 730 + Redditi correttivo già inviato con o senza F24.

Dal 2023, con doppia scadenza, può essere annullato anche il modello Redditi Pf:

  • entro il 26 giugno, se predisposto anche un modello F24 tramite l’applicativo della dichiarazione precompilata web (automaticamente viene rimosso anche il modello F24);

  • entro il 27 settembre se non è stato predisposto alcun F24.

Trascorsi tali termini, la dichiarazione incompleta o con errori, può essere rettificata, tramite il modello Redditi aggiuntivo o correttivo da inviare entro il 30 novembre 2023, superata tale data la situazione è sanabile soltanto con Redditi integrativo. Nel dettaglio:

  • in caso di 730 precompilato, occorre presentare anche “Redditi aggiuntivo” se il modello non prevede alcuni dei redditi percepiti dal contribuente, come quelli a tassazione separata e a imposta sostitutiva, plusvalenze finanziarie o investimenti e attività finanziarie detenuti all’estero (quadri RM, RS, RT ed RW);

  • in caso di errori, è utilizzabile, invece, “Redditi correttivo”. Il modello è predisposto dall’Agenzia con i dati contenuti nell’ultima dichiarazione presentata, che possono essere corretti o integrati per trasmettere la nuova dichiarazione. Se da quest’ultima emerge un maggior credito fiscale la somma può essere richiesta a rimborso. Se, invece, dall’aggiornamento del calcolo risulta un credito inferiore o un maggior debito, è necessario effettuare contestualmente il versamento dell’imposta maggiorata degli interessi e della sanzione ridotta prevista dal ravvedimento operoso.

Può essere necessario, inoltre, presentare il modello “Redditi integrativo tipo 2”. Accade quando le Entrate comunicano che il sostituto d’imposta indicato dall’interessato ha inoltrato un avviso di diniego all’effettuazione del conguaglio fiscale.

Eventualità possibile in presenza di un nuovo datore di lavoro o di perdita del lavoro, dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi. Il contribuente deve allora presentare Redditi integrativo di tipo 2 per indicare il nuovo sostituto d’imposta o nessun sostituto.

Se poi l’aggiornamento non riguarda soltanto il sostituto, ma altri dati del modello già inviato devono essere completati o corretti, è indispensabile presentare Redditi aggiuntivo o correttivo oppure integrativo.

COME FUNZIONANO I RIMBORSI E I PAGAMENTI

Ecco come funzionano rimborsi e pagamenti nel caso della dichiarazione dei redditi precompilata 730:

  • dipendenti e pensionati ricevono i rimborsi emersi dal 730 direttamente dai datori di lavoro e dagli Enti pensionistici, con il pagamento degli stipendi e delle pensioni erogati. Stesse modalità per le trattenute IRPEF relative a debiti con il fisco. Anch’esse saranno operate direttamente dai sostituti d’imposta;

  • i contribuenti senza sostituto d’imposta ricevono il rimborso direttamente dall’Agenzia. Il beneficiario, se ha comunicato l’IBAN, troverà la somma accreditata sul proprio conto corrente;

  • nel caso in cui il credito sia del Fisco, il debito può essere versato dal contribuente tramite la stessa applicazione online utilizzata per la presentazione della dichiarazione, che consente di indicare l’IBAN del conto corrente su cui effettuare l’addebito.

TUTTE LE SCADENZE DEL 730 PRECOMPILATO ONLINE

Il termine per le presentazione del modello 730 per l’anno 2023 (anno d’imposta 2022) era il 2 ottobre 2023. Ecco il riepilogo delle principali date da ricordare, ancora valide, per il 2023:

  • 30 novembre 2023: è l’ultimo giorno per la presentazione del modello Redditi precompilato e per inviare Redditi correttivo del 730. La data è anche l’ultimo giorno per presentare Redditi aggiuntivo del 730 (frontespizio e i quadri RM, RS, RT e RW);

  • 28 febbraio 2024: è l’ultimo giorno per la presentazione del modello Redditi precompilato “tardivo” (entro 90 giorni dalla scadenza) e per scaricare il modello Redditi PF online 2023.

ASSISTENZA ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI PRECOMPILATA 730

L’Agenzia delle Entrate, come ogni anno, predispone un sito internet dedicato alla dichiarazione precompilata che trovate a questo indirizzo. All’indirizzo sono presenti tutte le informazioni utili e i passi da seguire per accedere al modello precompilato e inviarlo direttamente e comodamente da casa.

È utile leggere la guida aggiornata per la dichiarazione precompilata e le istruzioni per la compilazione del 730. Inoltre, sono disponibili anche le istruzioni per la compilazione Redditi PF (fascicolo 1) e le istruzioni per la compilazione Redditi PF (fascicolo 2).

Nel sito, inoltre, è presente l’elenco delle scadenze e altre utili sezioni, come le risposte alle domande più frequenti che risolvono dubbi e problemi comuni.

Si ricorda, infine, che l’Agenzia delle entrate garantisce, in ogni caso, il servizio di assistenza ai cittadini attraverso i seguenti canali:

  • assistenza telefonica: 800.90.96.96 da telefono fisso, 0696668907 (da cellulare) e +39 0696668933 per chi chiama dall’estero, operativi dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 17, con esclusione delle festività nazionali;

MODELLO PER DIRE NO AI DATI DELLA PRECOMPILATA

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile il modello aggiornato in versione editabile, che i contribuenti dovranno utilizzare per opporsi all’utilizzo dei dati delle spese sanitarie sostenute nel 2023 nella dichiarazione dei redditi precompilata 2024.

Ricordiamo, infatti, che i cittadini che abbiano compiuto 16 anni di età (se più piccoli, il tutore o il rappresentante legale) possono comunque decidere di non rendere disponibili all’Amministrazione finanziaria tali informazioni o alcune di esse e di non farle inserire nella precompilata. Di conseguenza, nel caso in cui si fosse fiscalmente a carico di un familiare, quest’ultimo non visualizzerà le informazioni su spese sanitarie e rimborsi per cui sia fatta “opposizione all’utilizzo”.

COME OPPORSI AI DATI DELLA PRECOMPILATA

Chi volesse opporsi alla trasmissione dei dati ha due opzioni. Ossia può farlo alternativamente:

  • tramite comunicazione alle Entrate;

Le due strade prevedono tempi diversi, ovvero:

  • dal 1° ottobre 2023 al 31 gennaio 2024, è possibile comunicare, tramite il modello editabile, direttamente all’Agenzia delle Entrate, la tipologia o le tipologie di spesa da escludere (ticket, acquisto farmaci, acquisto e affitto dispositivi medici, prestazioni sanitarie, eccetera). Ma anche, i dati anagrafici del contribuente (nome e cognome, luogo e data di nascita), il suo codice fiscale e il numero della tessera sanitaria con relativa data di scadenza;

  • dal 9 febbraio all’8 marzo 2024, accedendo all’area autenticata del sito Sistema tessera sanitaria, tramite tessera sanitaria, Ts-Cns o SPID. Questa modalità consente di consultare l’elenco delle spese sanitarie e selezionare le singole voci per le quali esprimere la propria opposizione.

Nel caso in cui si decida di rivolgersi all’Agenzia delle Entrate il dissenso all’utilizzo dei dati per la precompilata può essere espresso:


  • telefonando a un centro di assistenza multicanale e, quindi, al numero verde 800909696, allo 06 96668907 da cellulare, o al +39 06 96668933 dall’estero.

L’uso del modello predisposto dall’Agenzia non è comunque vincolante. L’opposizione, sia per e-mail che per telefono, può essere comunicata anche in forma libera indicando le stesse informazioni richieste dal modulo confezionato dall’Amministrazione. Ricordate di allegare il documento di identità, il numero e la scadenza. In caso di scontrino parlante, non occorre comunicare il codice fiscale.

Il rifiuto all’uso dei dati può in ogni caso essere espresso anche nella fase di modifica o integrazione della dichiarazione precompilata. Ciò a patto che sussistano i requisiti per la detraibilità delle spese sanitarie previsti dalla legge.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Mettiamo a vostra disposizione la guida che vi spiega come presentare l’ISEE precompilato, nonché quella per richiedere i bonus modello 730-2023. Vi consigliamo anche la nostra guida su come fare per ricevere i rimborsi 730 direttamente in busta paga.

Vi potrebbe interessare approfondire anche il nostro articolo sulle rate Irpef 2023 che slittano al 2024. Da leggere anche il nostro approfondimento sulla nuova sanatoria di fine dell’anno. Da leggere la nostra guida ai bonus tasse e quella sul Decreto Accertamenti. Non perdetevi nemmeno il focus sullo statuto del contribuente.

Per conoscere altri aiuti e agevolazioni disponibili per famiglie e lavoratori potete visitare la nostra sezione dedicata agli aiuti alle persone.

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di Valeria C.
Giornalista, esperta di leggi, politica e lavoro pubblico.
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