Domanda Assegno Unico nel 2026: quando si presenta e cosa serve

Come fare domanda per l’assegno unico nel 2026. Ecco chi deve presentare la domanda, quali documenti servono e quando va fatta

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INPS ha chiarito chi deve presentare e come la domanda di accesso all’Assegno Unico nel 2026.

L’Istituto, in particolare, ha specificato i casi in cui la richiesta va rifatta e quando, invece, no, perché la prestazione viene riconosciuta agli aventi diritto in automatico.

In questo articolo vi spieghiamo quindi quando la domanda va presentata, quali documenti servono e come fare a controllare se è stata accolta o respinta.

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QUANDO FARE DOMANDA PER L’ASSEGNO UNICO

È possibile presentare domanda per l’Assegno unico universale figli a partire dal 7° mese di gravidanza. Questo significa che le future madri possono presentare domanda già prima della nascita del bambino, garantendo così un sostegno economico anticipato alla famiglia.

Dal 2023, chi ha già una domanda attiva e non ha subito variazioni nel nucleo familiare non deve ripresentare una nuova istanza ogni anno. Tuttavia, la continuità della domanda non implica la continuità dell’importo: per ottenere la cifra massima spettante basata sulla propria condizione economica, è indispensabile rinnovare l’ISEE entro la fine di febbraio.

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SCADENZE

Se l’ISEE non viene aggiornato in tempo, l’INPS eroga d’ufficio la quota minima. Secondo le tabelle aggiornate dall’INPS con al circolare n. 7 del 30 gennaio 2026. Gennaio e Febbraio sono i mesi dedicati all’aggiornamento della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica). Presentando l’ISEE entro il 28 febbraio, l’assegno di marzo sarà già calcolato con i nuovi parametri.

Chi dimentica la scadenza di febbraio ha tempo fino al 30 giugno per mettersi in regola. In questo caso, l’INPS provvederà a versare gli arretrati (ovvero la differenza tra la quota minima e quella spettante) a partire dalla mensilità di marzo.

Da luglio in poi, si perde il diritto agli arretrati. La cifra corretta verrà corrisposta dal mese successivo alla presentazione dell’ISEE, senza recuperare le somme dei mesi precedenti.

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QUANDO È OBBLIGATORIO INVIARE UNA NUOVA DOMANDA

La domanda va rifatta se si verificano modifiche rispetto alle informazioni già fornite. 

Tra le situazioni che possono dare luogo a modifiche l’INPS riporta a titolo esemplificativo:

  • nascita di figli;

  • variazione o inserimento della condizione di disabilità del figlio;

  • variazioni della dichiarazione relativa alla frequenza scolastica o corso di formazione per il figlio maggiorenne (18-21 anni);

  • modifiche attinenti all’eventuale separazione o coniugio dei genitori;

  • criteri di ripartizione dell’assegno tra i due genitori sulla base di apposito provvedimento del giudice o dell’accordo tra i genitori;

  • variazione delle condizioni che occorrono per la spettanza delle maggiorazioni previste;

Il beneficiario dovrà, quindi, intervenire solo quando ci sono cambiamenti rilevanti. L’INPS infatti precompila la domanda ma sarà chiamato a fare modifiche esclusivamente se necessario.

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COSA SERVE PER FARE DOMANDA

Ecco i documenti necessari per presentare domanda per l’Assegno unico universale figli:

  • documento di identità e codice fiscale del richiedente e dei figli a carico;

  • codice fiscale del coniuge o dell’altro genitore, se presente;

  • certificazione ISEE aggiornata che, anche se non è obbligatoria, consente di ottenere un importo maggiore in base alla situazione economica familiare. In assenza, verrà erogato l’importo minimo previsto;

  • dati bancari o postali per l’accredito dell’assegno (IBAN);

  • certificato medico attestante il settimo mese di gravidanza, per le richieste presentate – per la prima volta – prima della nascita del figlio;

  • dichiarazione di responsabilità relativa alla composizione del nucleo familiare e alla presenza di figli a carico, se richiesto.

Inoltre, è richiesto in aggiunta il permesso di soggiorno valido per i cittadini extra-UE e l’eventuale sentenza di separazione o divorzio per definire l’assegnazione dell’assegno tra i genitori.

Vediamo ora come fare domanda.

COME PRESENTARE DOMANDA

La domanda  va inoltrata all’INPS attraverso i seguenti canali:


  • Contact Center Integrato INPS, contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);

  • Istituti di Patronato, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi;

  • app INPS Mobile.

Come previsto dal messaggio n. 4253 del 13-12-2024, al momento della presentazione della domanda o della modifica delle modalità di pagamento della domanda accolta, i richiedenti possono:

  • selezionare uno degli eventuali IBAN già registrati e utilizzati presso l’Istituto per altre prestazioni o indicarne uno nuovo;

  • indicare un IBAN intestato/cointestato a ciascun soggetto tutelato per l’accredito diretto a favore del medesimo;

  • inserire informazioni multiple per ogni figlio, riducendo così il tempo e l’impegno richiesti, evitando ripetizioni e semplificando la gestione della documentazione.

QUALI SONO I REQUISITI PER L’ASSEGNO UNICO NEL 2026

L’assegno unico figli spetta, in base specifici requisiti, a tutti i nuclei familiari indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori (non occupati, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e pensionati) e senza limiti di reddito.

In particolare spetta alle famiglie:

  • per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, a decorrere dal 7° mese di gravidanza;

  • per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni, con le condizioni che vi spieghiamo più avanti;

  • per ogni figlio con disabilità a carico per cui non sono previsti limiti di età.
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NOVITÀ 2026

Secondo le ultime direttive INPS, comunicate nella circolare n.7 del 30 gennaio 2026:

  • l’assegno continua a essere erogato d’ufficio nel 2026 per chi ha già una domanda accolta. Non occorre inviare una nuova richiesta, a meno che quella precedente non sia stata revocata o respinta;


  • nei mesi di gennaio e febbraio le mensilità sono pagate in base all’ISEE 2025, dopo di che verranno aggiornate e rivalutate in base al nuovo costo della vita (+1,4% secondi l’Istat). Da marzo scattano quindi gli aumenti e vengono riconosciuti gli arretrati relativi ai primi due mesi dell’anno;

  • debutta il cosiddetto ISEE “potenziato”, più favorevole per chi ha figli. Questo calcolo verrà applicato automaticamente dall’INPS a partire dalla mensilità di marzo 2026 e prevede l’esclusione dell’abitazione principale (che non concorre a formare reddito), se il suo valore è pari o inferiore a 91.500 euro. La franchigia sale a 120.000 euro per i residenti nei capoluoghi di città metropolitane, indicate in questa guida. È previsto inoltre un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo e maggiorazioni nuclei numerosi, riportate nel dettaglio in questo articolo (es. la maggiorazione per 3 figli sale da 0,2 a 0,25);

  • i BTP e i buoni postali fino a 50.000 euro non pesano più nel calcolo del patrimonio mobiliare ai fini ISEE.
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QUANTO SPETTA

Per il 2026, l’Assegno Unico riflette l’aggiornamento annuale basato sull’inflazione e le nuove disposizioni della Legge di Bilancio 2026. Di seguito sono riportati i valori di riferimento principali, armonizzati secondo le ultime comunicazioni ufficiali:

  • L’importo massimo spettante per ogni figlio minorenne è stato fissato a 204,40 euro mensili. Questa cifra viene erogata a tutti i nuclei familiari che presentano un ISEE non superiore a 17.468,51 euro;

  • per le famiglie con ISEE più elevato (superiore cioè a 17.468,51 euro), l’assegno non si azzera ma scende alla sua quota base. L’importo minimo per il 2026 è di circa 58,50 euro per ogni figlio. Tale somma viene corrisposta quando l’ISEE del nucleo familiare supera la soglia massima di 46.582,71 euro, oppure nei casi in cui non venga presentata alcuna dichiarazione ISEE entro i termini previsti.

Tra la soglia minima e quella massima, l’importo dell’assegno decresce in maniera lineare. Più l’ISEE si allontana dai 17.468,51 euro, più la quota mensile diminuisce gradualmente fino a stabilizzarsi sui 58,50 euro raggiunta la soglia dei 46.582,71 euro. È importante ricordare che per i figli maggiorenni (dai 18 ai 21 anni) gli importi sono dimezzati, oscillando tra un massimo di circa 99 euro e un minimo di 29 euro. Le tabelle INPS con gli importi spettanti, specifiche per ogni fascia di reddito e nucleo familiare, li potete consultare in questo articolo.

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MAGGIORAZIONI CONFERMATE

Per chi fa domanda, restano confermate dalla Legge di Bilancio 2026 le seguenti maggiorazioni:

  • incremento del 50% dell’importo base per figli sotto l’anno di età; 

  • incremento del 50% dell’import base per i figli di età compresa tra 1-3 anni o per i nuclei con più di 3 figli, se il loro ISEE non è superiore a 46.582,71 euro;

  • 150 euro fissi per i nuclei familiari con più di 4 figli a carico. 

A queste si aggiungono poi le maggiorazioni in caso di figli con disabilità, che sono uguali ed equiparate per figli minorenni e maggiorenni (fino a 21 anni), e pari a:

  • 122,70 euro per i casi di non autosufficienza;
  • 111,00 euro per disabilità grave;
  • 99,40 euro per disabilità media.

Per i figli disabili oltre i 21 anni non è prevista maggiorazione, ma in questo caso l’assegno continua a percepire (mentre nella generalità dei casi si perde). L’importo spettante è pari a massimo 204,40 euro (per ISEE bassi).

Infine, per le madri di età inferiore a 21 anni: Indipendentemente dal reddito, per ogni figlio spetta una maggiorazione fissa di 23,32 euro mensili (Fonte: Rivalutazione ISTAT 2026 su dato 2025 di 23,00 euro).

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RIFERIMENTI DI PRASSI

LA GUIDA ASSEGNO UNICO UNIVERSALE FIGLI

Per maggiori dettagli su pagamenti e requisiti, vi consigliamo di leggere la guida dedicata all’Assegno Unico Universale.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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