Limiti di reddito invalidità civile 2022 e regole INPS per evitare la revoca

La guida sui limiti di reddito per le prestazioni di invalidità civile 2022 con le nuove istruzioni INPS. Se non si rispettano le regole, si rischia la sospensione della pensione

INPS

Quali sono i limiti di reddito per l’invalidità civile? Quali sono gli obblighi dei beneficiari verso l’INPS? L’Istituto ha chiarito tutti i dettagli sulle regole da seguire e i redditi limite per ottenere il beneficio o continuare a riceverlo.

In sostanza, l’invalidità civile e l’assegno sociale sono prestazioni assistenziali collegate al reddito e chi non rispetta gli obblighi di comunicazione previsti dalla Legge, rischia la revoca del sussidio.

In questa guida vi illustriamo i limiti di reddito per l’invalidità civile e quali sono gli obblighi che i destinatari devono rispettare.

COSA SONO I LIMITI DI REDDITO PER INVALIDITÀ CIVILE

I cosiddetti “limiti di reddito per l’invalidità civile” sono i massimali reddituali entro cui si ha diritto a percepire le prestazioni assistenziali di invalidità civile e l’assegno sociale. L’INPS nel Messaggio n° 3350 del 12-09-2022 ha chiarito che le prestazioni assistenziali di invalidità civile e l’assegno sociale sono direttamente collegate al reddito.

Vengono dunque corrisposte nel caso in cui il soggetto beneficiario dimostri di possedere un reddito inferiore al limite previsto dalla legge. Ma quali sono gli obblighi da rispettare per continuare a beneficiare delle prestazioni assistenziali di invalidità civile e dell’assegno sociale? Vediamoli insieme.

QUALI SONO I LIMITI DI REDDITO INVALIDITÀ CIVILE 2022

Secondo quanto ribadito nella Circolare INPS n° 197 del 23-12-2021, dal 1° gennaio 2021 vi è stato un aumento di tutte le pensioni del +1,7%, come vi spieghiamo in questo articolo. L’atto INPS definisce, altresì, anche questi importi e limiti di reddito per assegni e pensioni di invalidità civile per il 2022:

  • ciechi civili assoluti: assegno di 315,45 euro e limite di reddito 17.050,42 euro. Nel caso di ciechi civili assoluti, ma ricoverati, allora l’assegno è pari a 291,69 euro e il limite di reddito è di 17.050,42 euro. Invece, in caso di ciechi civili parziali: assegno di 291,69 euro e limite di reddito 17.050,42 euro;

  • invalidi civili totali: assegno di 291,69 euro e limite di reddito 17.050,42 euro;

  • sordomuti: assegno di 291,69 euro e limite di reddito 17.050,42 euro;
    invalidi civili parziali: assegno di 291,69 euro e limite di reddito 5.010,20 euro;

  • indennità mensile frequenza invalidi minori: assegno di 291,69 euro e limite di reddito 5.010,20 euro. Mentre per l’indennità accompagnamento ciechi civili assoluti, l’assegno è di 946,80 euro e non c’è nessun limite di reddito. Nel caso dell’indennità di accompagnamento per invalidi civili totali e minori, l’assegno di 525,17 euro e nessun limite di reddito. Invece, l’indennità di comunicazione per i sordomuti prevede un assegno di 260,76 e nessun limite di reddito, mentre quella speciale ciechi ventesimisti, è pari a 215,35 euro al mese e nessun limite di reddito;

  • lavoratori con drepanocitosi o talassemia major: assegno 523,83 e nessun limite di reddito.

COME SI FISSANO I LIMITI DI REDDITO 2022

Per le pensioni d’invalidità civile totale al 100% e di inabilità al lavoro, vengono calcolati i limiti reddituali singoli e coniugali, ovvero:

  • se il beneficiario non è coniugato deve possedere redditi propri non superiori a 8.583,51 euro;

  • il beneficiario coniugato (non effettivamente e legalmente separato) deve possedere invece, redditi propri di importo non superiore a 8.583,51 euro e redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore a 14.662,96 euro.

OBBLIGHI DEI BENEFICIARI

Per garantire la verifica e il rispetto dei limiti di reddito per l’invalidità civile e per l’assegno sociale, la Legge non solo stabilisce un massimale, ma impone anche ai soggetti beneficiari di comunicare all’INPS la propria situazione reddituale. A stabilirlo è l’articolo 35, comma 10-bis, del Decreto Legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla Legge 27 febbraio 2009, n. 14. Ciò vale quanto i beneficiari non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi all’Amministrazione finanziaria, ovvero non la comunicano integralmente.

PRESTAZIONI CON COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA

Gli obblighi di comunicazione della propria situazione reddituale valgono, nello specifico, per le seguenti prestazioni:





COME COMUNICARE I LIMITI DI REDDITO INVALIDITÀ CIVILE

Per comunicare il reddito è necessario presentare all’INPS, in sede di domanda, la propria dichiarazione reddituale annua. In caso di mancata presentazione, si rischia lo stop alla prestazione assistenziale connessa, appunto, al reddito. Tutte le comunicazioni di preavviso, di sospensione e di successiva revoca delle prestazioni assistenziali di invalidità civile e dell’assegno sociale avverranno tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento, da parte di INPS. L’interessato potrà operare la necessaria ricostituzione reddituale:

  • direttamente online, accedendo all’area personale MyINPS del sito INPS con Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) almeno di livello 2, Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta d’identità Elettronica (CIE). Dovrà poi seguire il percorso “Home” > “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Domanda di Prestazioni pensionistiche: Pensione, Ricostituzione, Ratei maturati e non riscossi, Certificazione del diritto a pensione” > “Variazione prestazione pensionistica”, attivando il successivo sottomenu: “Ricostituzioni/Supplementi” > “Ricostituzione pensione” > “Reddituale” > “Per sospensione art. 35 comma 10 bis D.L. 207/2008”;

  • tramite gli Istituti di Patronato o altri soggetti abilitati all’intermediazione con l’Istituto.

COSA SUCCEDE A CHI NON RISPETTA GLI OBBLIGHI

Come specificato dall’ INPS nel Messaggio n° 3350 del 12-09-2022, i soggetti che sono inadempienti rispetto agli obblighi di comunicazione dei redditi, ricevono un sollecito dall’Istituto. Se non danno riscontro a tale sollecito, gli interessati ricevono dall’INPS via raccomandata:

  • sospensione della prestazione assistenziale;
  • successiva revoca delle prestazioni assistenziali di invalidità civile e dell’assegno sociale.

SOSPENSIONE E REVOCA INVALIDITÀ CIVILE 2018

Come riportato nel Messaggio n° 3350 del 12-09-2022, l’INPS sta effettuando la verifica sul rispetto della comunicazione circa i limiti di reddito per l’invalidità civile rispetto all’anno 2018. Da accertamenti effettuati sono state individuate numerose posizioni di soggetti che non hanno provveduto a nessuno dei due adempimenti richiamati.

L’Istituto ha, quindi, inviato agli interessati un primo sollecito, con il quale è stato chiesto di procedere alle comunicazioni reddituali previste dalla legge. All’esito di tale prima comunicazione, l’INPS ha individuato, per l’anno 2018, 36.763 posizioni riferite a soggetti che non hanno presentato né la dichiarazione dei redditi 2019 (annualità reddituale 2018), né la dichiarazione di responsabilità di cui all’articolo 35, comma 10-bis, del Decreto Legge n. 207 del 2008, né hanno dato riscontro al sollecito.

Per coloro che sono rimasti inadempienti, l’Istituto procederà alla sospensione e alla successiva revoca delle prestazioni assistenziali di invalidità civile e assegno sociale.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Messaggio n° 3350 del 12-09-2022 (Pdf 105 Kb).

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

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