Nuovi requisiti ISEE per richiedere l’assegno di inclusione dal 2026

La Legge di Bilancio fissa i nuovi requisiti per l’Assegno di Inclusione per il 2026. Ecco quali sono i limiti ISEE per l’accesso alla misura

Assegno di inclusione, pagamento
Photo credit: Cristian Storto / Shutterstock

La Legge di Bilancio ha stabilito nuovi requisiti ISEE per avere diritto all’Assegno di Inclusione nel 2026.

Nel dettaglio, la norma ha rivisto il metodo di calcolo del reddito per l’accesso all’assegno, ampliando di conseguenza la platea dei beneficiari.

Come ogni anno, poi, gli importi e le maggiorazioni ADI sono stati rivalutati tenendo conto del nuovo indice dei prezzi ISTAT.

In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio quali sono i nuovi requisiti e cosa cambia. 

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QUALI SONO I NUOVI REQUISITI ISEE PER L’ACCESSO ALL’ASSEGNO DI INCLUSIONE NEL 2026

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un nuovo ISEE agevolato, specifico per alcune prestazioni di sostegno e di inclusione, che tiene conto della composizione del nucleo familiare e applica criteri di calcolo più favorevoli per i ceti medi, le famiglie numerose e quelle che vivono in condizioni di disagio.

Nel dettaglio, dal 1° gennaio 2026:

  • il valore dell’abitazione principale non viene conteggiato nel patrimonio se è pari o inferiore a 91.500 euro (fino al 2025 la soglia era di 52.500 euro) Per chi risiede nei capoluoghi di Città Metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Sassari, Torino e Venezia), la franchigia sale a 120.000 euro. A prescindere dalla zona, in questo calcolo si tiene conto di un ulteriore sconto di 2.500 euro per ogni figlio convivente dal secondo in poi;

  • i coefficienti che servono a calcolare il quoziente familiare diventano più alti. Più è numerosa una famiglia è più alto è il coefficiente che “abbatte” il reddito, facendo risultare più basso l’ISEE finale. In particolare, per chi ha almeno 2 figli, è riconosciuta una maggiorazione di 0,10 punti (fino al 2025 non prevista). Per 3 figli la maggiorazione sale a 0,25 (prima era pari a 0,20). Aumenta anche per chi ha 4 figli a 0,40 (prima era 0,35), mentre per chi ha 5 o più figli arriva a 0,55 (mentre prima era 0,50).

Tuttavia, come specificato nel messaggio INPS n. 102 del 12 gennaio 2026, è importante precisare che queste nuove regole di calcolo più favorevoli non sono valide per tutto. Si applicano esclusivamente per accedere a:

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COME CAMBIA

La scala di equivalenza, ovvero il parametro che determina la soglia di reddito per accedere al beneficio e l’importo dello stesso, è stata rideterminata per dare maggiore peso ai nuclei numerosi. A differenza del passato, dove le maggiorazioni per i figli scattavano in modo significativo solo dal terzo minore, dal 2026 i coefficienti sono così ripartiti:

  • +0,10 per nuclei con due figli;
  • +0,25 per tre figli;
  • +0,40 per quattro figli;
  • +0,55 per cinque o più figli.

Questa modifica permette a molte famiglie numerose, precedentemente escluse per un reddito di poco superiore alle soglie, di rientrare nei parametri di accesso. L’Assegno di Inclusione non è infatti uguale per tutti, ma si adatta alla composizione della famiglia grazie a un meccanismo di personalizzazione. Il limite di reddito previsto per un single, fissato a 6.000 euro annui, funge solo da base di calcolo: questa cifra viene infatti moltiplicata per il valore della scala di equivalenza del nucleo.

Per capire meglio come funziona, basta pensare a una famiglia numerosa che ha raggiunto per esempio – sommando tutti i componenti, il coefficiente di 2,1: in questo caso, la soglia massima di reddito per aver diritto al sussidio sale a 12.600 euro (6.000 x 2,1). Questo significa che la famiglia può percepire un reddito proprio più alto rispetto a un single e risultare comunque idonea al sostegno.

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SOGLIE ISEE E DI REDDITO

L’ADI spetta a chi ha un ISEE minore o uguale a 10.140 euro e un reddito familiare complessivo pari al massimo di 6.500 euro annui. La soglia di reddito annuo sale a 8.190 euro se il nucleo è composto interamente da persone di età pari o superiore a 67 anni o persone di 67 anni insieme ad altri familiari in condizione di disabilità grave o non autosufficienza.

Oltre al reddito e all’ISEE, restano attivi i seguenti limiti:

  • patrimonio immobiliare, massimo 30.000 euro (esclusa la casa di abitazione, se il suo valore IMU non supera i 150.000 euro);

  • patrimonio mobiliare, massimo 6.000 euro per i nuclei composti da un solo componente (soglia che aumenta in base al numero di familiari e alla presenza di disabilità).
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A QUANTO AMMONTA

L’importo ADI non è fisso per tutti, ma dipende dalla composizione del nucleo familiare e dal reddito. In generale, l’integrazione del reddito può arrivare a circa 500 – 510 euro al mese. Per i nuclei composti esclusivamente da persone sopra i 67 anni o con disabilità grave, l’importo massimo sale a circa 630 – 640 euro al mese. Inoltre, chi vive in un’abitazione in locazione, può ricevere un contributo aggiuntivo fino a 280 euro al mese (che si somma alla quota base).

Dal 1° gennaio, la quota base è stata rivalutata, per adeguarla al nuovo indice dei prezzi ISTAT, in rapporto all’aumento del costo della vita. Di conseguenza, chi già lo stava ricevendo nel 2025 vedrà gli importi aumentare dell’1,4% nel 2026. 

LA GUIDA ALL’ASSEGNO DI INCLUSIONE

In Assegno di Inclusione, chiara e dettagliata vi spieghiamo nel dettaglio come fare domanda, come funziona e come avviene il pagamento. Può essere utile anche l’articolo su come fare domanda per l’Assegno di Inclusione nel 2026.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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3 Commenti

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  1. Sono una pensionata di 74 anni. Percepisco reversibilità di mio marito di €674, pago un affitto di € 450 come vaso avanti? Mi viene dato dall’ ADi € 162 e a mala pena riesco a pagare le bollette. Non posso curarmi x le liste d’attesa sono lunghissime. Ci campi la Meloni con questa cifra

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